13.5.10

I miei tre neuroni

Domenica sera mi e' capitato l'ultimo -per adesso- di una serie di episodi che mi han fatto seriamente dubitare (per cinque secondi buoni) dello stato dei miei neuroni.

Racconto l'episodio in sintesi: mi trovavo in una tavola calda che fa anche da alimentari, per comperare della roba. Il locale era assolutamente vuoto, a parte me, un cameriere e una coppia di mezza eta' seduta a cenare.

Acquisto quello che devo acquistare, pago, e mentre prendo la roba per andarmente afferro un "Ma e' BP!". Mi giro, mi guardo attorno ed essendo solo io li' dentro, ed avendo distintamente udito il mio nome inizio a preoccuparmi: o sono diventato Giovanna d'Arco che sente le voci, oppure si profila l'ennesima figura di merda con qualcuno che non riconoscero'.

"Oh, BP, ma ci riconosci? Vieni qua!". Erano ovviamente gli unici due avventori. Li guardo, e un barlume minuscolo di consapevolezza di averli gia' visti da qualche altra parte brilla nel vuoto cosmico della mia corteccia cerebrale; una lucciola in una notte di Luna nuova, niente piu'.

Mentre mi avvicino, rispondo l'unica cosa che si puo' rispondere in questi casi: "Certo che vi ho riconosciuti!".

[Si, si, come no? Col cazzo che vi ha riconosciuti...]

E frullo nella mia testa a velocita' ultraluce tre o quattro possibilita'. Quella che mi pareva piu' probabile non regge il tempo che mi occorre per fare due dei quattro passi necessari per arrivare da loro.

Nel frattempo la signora si e' alzata e mi dice che sono sempre uguale, sembri quelli di un tempo, e bada li' dove ci si doveva ritrovare, e dàmmi un bacio, e come va, e via andare. Focalizzo di nuovo e finalmente trovo quella che -con una probabilita' dell'80%- dovrebbe essere la collocazione spaziotemporale dei due nella mia vita passata. Si tratta -forse- dei gestori di un bar che ho frequentato per qualche tempo durante l'universita', oramai DICIASSETTE anni fa.

Si, man mano che la conversazione va avanti la cosa diventa certa, fino a che azzardo addirittura un "Ma che ci fate voi a Lucca? Pisa non la frequentate piu'?" che mi da la certezza di averci azzeccato. Ci salutiamo, con loro che continuano a chiamarmi per nome, e io che ovviamente non ricordo i loro ma che son diventato abbastanza bravo nel districarmi in queste situazioni e reggo bene la botta.

Le morali della vicenda sono molteplici:

  1. non sono completamente rincoglionito
  2. evidentemente invecchio bene / porto bene i miei anni. Da questo punto di vista la signora Panofsky e' anche meglio. Ah, non solo da questo punto di vista :-)
  3. ho un problema nel ricordarmi i nomi, che pensavo fosse grave perche' riguardava solo me. Invece stasera ho avuto il piacere di constatare che due miei ex compagni di corso sono nella mia stessa condizione: non si ricordano i nomi dei due. E queste son piccole soddisfazioni. Soddisfazioni triplicate dal fatto che mezz'ora fa m'e' tornato in mente il nome della donna. Uno su due, e ci son voluti solo TRE giorni. Barney Panofsky mi fa una sega.
  4. soprattutto, lavorare come Commerciale mi ha fornito di una discreta faccia tosta, utilissima anche in queste situazioni.

Ah, c'e' un ultima morale, che spiega parzialmente anche la mia defaillance di riconoscimento facciale all'inizio della storia:

se diciassette anni fa avevi i capelli neri tendenti al grigio, non puoi pretendere che ti riconosca dopo che ti son diventati bianchi e tu te li sei tinti di GIALLO canarino, c_a_z_z_o! Vabbe' averci i poteri extrasensoriali, ma c'e' un limite a tutto!

 

BP

 

 

 

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11.5.10

Spot: Posterous

Posterous e' una piattaforma che ospita blog, e che rispetto alla concorrenza ha una versatilita' mostruosa. Scrivo questo post dal web, ma avrei anche potuto spedirlo vol telefonino, o con una email. E il bello/brutto/inquietante e' che mi si autoreplica dovunque io abbia un account (ovviamente, posso scegliere dove farlo replicare e dove no). Per i pigri e' una pacchia: un lavoro, dieci servizi :-)

www.posterous.com, che come dicono loro... "is the dead simple place to post everything"

B_P

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2.5.10

Untitled

Lupo vestito da nonna

(di Bruno Tognolini)

Lupo pagliaccio non hai ragione
Parli con bocca di televisione
Io te lo dico con parole mie
Non basta più che dici bugie
Naso lunghissimo, gambine corte
Non basta più che le dici più forte
Son canzonette logore e vecchie
Non ci si infilano più nelle orecchie

Invece che “della Liberazione”
Tu dici “festa della Libertà”
Sono pizzette di televisione
Sono trucchetti di pubblicità
Neanche i bambini che fanno nanna
Credono al lupo vestito da nonna
Perché lo sanno che al loro risveglio
Finisce sempre “per mangiarsi il meglio”

Nasino finto, parole ladre
Ecco il padrone dipinto da padre
Apri il sipario, chiudi il sipario
Col fazzoletto da partigiano
Apri il sipario, chiudi il sipario
Con il braccetto in saluto romano
Apri il sipario, chiudi il sipario
Verde padano federalista
Apri il sipario, chiudi il sipario
Palazzo romano supercentralista

Prima padrone ricco e potente
Poi padre saggio costituente

Siamo bambini, è vero: cucù!
Ma lo sappiamo che sei sempre tu
Con bocca grande di televisione
Con naso lungo e lingua che inganna
Apri il sipario, chiudi il sipario
Lupo vestito da Nonna

 

B_P

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30.4.10

Littorio e l'informazione ai tempi delle iniezioni di merda

Chi legge solo il Giornale ha una percezione degli avvenimenti degli ultimi 5 giorni assai strana.
Le notizie da prima pagina per Feltri and Friends in questi giorni sono gli appalti assegnati dalla RAI alla societa' della madre della compagna di Fini (che il Giornale chiama la "suocera" tra virgolette: capisci amme'...), e alla moglie di Bocchino.
E' interessante notare come non scrivono che vi sia del marcio a Saxa Rubra, ne' lo dicono (ieri l'altro ho sentito Sallusti che -incalzato da Cruciani alla radio- si e' categoricamente rifiutato di affermare che vi fosse qualcosa di illecito, al limite lui sosteneva che la cosa non fosse "perfettamente chiara"). Non c'e' alcuna ipotesi di reato (nulla di nulla), solo quella che viene definita una notizia da dare. Un cane che morde un uomo, insomma.

Un punto di vista interessante e particolare, quando da tre giorni TUTTI gli altri giornali riportano in prima pagina (chi a 9 colonne, chi a 5, chi  affidandolo al caustico commento di Facci) la storia di Scajola, Ministro dello Sviluppo Economico (mica noccioline!) impelagato in una storia che definire "poco chiara" sarebbe un understatement notevole, in cui si configurano quattro o cinque reati gravi nella peggiore delle ipotesi, e un gigantesco conflitto di interessi nel caso Claudino da Imperia ne riesca ad uscire "pulito".

[Ah, stiamo parlando dello stesso che defini' Marco Biagi -da morto- "il rompicoglioni". Lo stesso ometto che impose -nello scorso governo Berlusconi- un volo Roma-Imperia che costava 100.000 Euro a botta, e che portava solo lui e i suoi portaborse. Una personcina con una moralita' specchiata, e una ghigna da paura]


Appartamenti acquistati pagando due terzi della cifra con assegni (OTTANTA assegni consegnati al momento della firma del contratto: tutti giriamo con OTTANTA assegni da 12.500 Euro nel borsello, vero?), assegni firmati da uno che di mestiere fa l'imprenditore e per campare vince appalti pubblici, appartamenti il cui valore denunciato e' un terzo di quello reale... E non so se mi dimentico qualcosa.

Bene: tutta la stampa italiana decide che la storia di Scajola va raccontata, che c'e' qualcosa di parecchio strano. Addirittura stamani Facci, su Libero, ne chiede le dimissioni (Belpietro no, ovviamente lui stamani aveva da scrivere su Bocchino: Priorities, baby).

Il Geniale, no. Le notizie sono Fini e Bocchino.

In realta' Feltri si trova costretto suo malgrado, stamani, a parlare di Scajola. E' costretto da una trasmissione radiofonica del giorno prima, su Radio 2, che lo prende per i fondelli dall'inizio alla fine (hanno l'ardire di chiamarlo "Schiena dritta Feltri", e di ironizzare su quanta copertura ha dato della notizia in questione: zero) per il buco informativo sul caso del Ministro, e si difende dando dell'asino al radiogiornalista (Claudio Sabelli Fioretti), reo di non avere letto approfonditamente il quotidiano del Berlusconi sfigato (Paolo), il quale ben UNA settimana prima degli altri giornali, e in perfetta sincronia con Repubblica, aveva coperto la notizia addirittura il 23 aprile scorso.

Sono andato a vedere la prima pagina del 23 aprile, e ovviamente c'era un'altra sessione di scudiscio per Fini, qualche altra notizia sparsa e NULLA su Scajola.

Oggi qualcuno che ha fatto il mio stesso ragionamento trova -come ha detto Littorio- la notizia. Proprio sul giornale del 23 aprile.
Si, ma a pagina tredici.
E con questo titolo equilibrato: "Appalti G8, i pm provano a coinvolgere Scajola”.
A cui -se proprio siete duri, e non avete ancora capito la situazione- segue il sommario: "Il suo nome spunta nell’inchiesta solo per il ruolo istituzionale che copre. Ma ai pm non basta e cercano suoi legami con gli arrestati".

La notizia non c'e', secondo Littorio and Friends.
Si tratta di Gomblotto Gomunista, di pubblici ministeri corrotti e/o politicizzati, ci devono entrare anche gli islamici e i negri. E probabilmente l'internazionale gay-lesbian-bisex-transgender non e' estranea alla questione. Comunque le nostre radici cristiane non possono essere dimenticate.

Non so se ho dimenticato qualcosa. Ah: l'opposizione non lascia lavorare il governo. Ecco, le stronzate ci sono tutte.

Ecco, signori: quello e' giornalismo! Mica il resto della stampa italiana, che invece crede che pagare due terzi del valore di un appartamento con OTTANTA assegni firmati da Anemone sia una cosa strana, equivoca e anche poco legale!

Imparate, pivelli, da Littorio. Che alla sua prima esperienza come Direttore del Giornale, in sostituzione di Indro Montanelli, ebbe a dichiarare: "Questo giornale ha bisogno di una bella iniezione di merda".

Mission accomplished, Littorio. Continua cosi' che prima o poi l'onda la vedranno anche gli altri.

 

B_P

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29.4.10

Earth From Mars su Flickr - Condivisione di foto!

Spirit, il roverino NASA, fotografa dalla superficie di Marte un puntino luminoso nel cielo. Ecco, noi siamo li' :-)

B_P

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24.4.10

Riflessioni in libertà: Chi dice che il riscaldamento climatico non esiste

Gianni Comoretto e' un astrofisico che conosco elettronicamente da una decina di anni. Il suo blog e' ricco di informazioni scientifiche su molti fatti discussi, come il global warming (ma anche le scie chimiche, e la moda cattotalebana della destra attuale di screditare la scienza a favore di non si e' capito bene cosa).

Il pezzo linkato e' un ottimo punto di partenza per capire perche' il global warming NON E' una invenzione.

B_P

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17.4.10

Planes or Volcano? | Information Is Beautiful

L'aviazione civile vince contro Eyjafjallajoekull di un par d'ordini di grandezza. la sfida era a chi emette piu' CO2 in un giorno :-)

B_P

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27.3.10

Chiesa sotto assedio?

Oltre a Silvio e le sue balle quotidiane sparate a coppiole finche' non diventan dispari, l'attenzione dei media in questa settimana e' catturata dal montare inarrestabile dei casi di pedofilia da parte di preti e prelati vari in giro per il mondo.

Ora, secondo me e' inutlie per il Papa o la CEI sbraitare che loro non coprono nulla, e che i casi sono isolati.

In realta', la copertura da parte delle alte sfere vaticane e' la regola in casi del genere. In Italia lo scandalo non e' ancora uscito nella sua interezza sui media, ma basta fare una ricerchina sulla Rete,e si scopre che nella sola Toscana ci sono almeno tre casi eclatanti di preti accusati da decine di persone (a volte, purtroppo per anni) e "trasferiti  altre comunita', affinche' la gente che li accusava non avesse piu' a ricordarsi di cio' che aveva subito. Vien da se che in molti casi il trasferimento del prete comportava -vedi tu i casi della vita- il trasferimento dei casi di pedofilia.

In sostanza, la Chiesa si è arrogata il diritto di sostituirsi allo Stato nel giudicare comportamenti di una rilevanza penale assoluta. E questo è il primo problema enorme che però è specifico del nostro paese.

Il secondo viene fuori quando un Gesuita, Federico Lombardi, spiattella i freddi numeri dei casi di pedofilia tra i preti e quelli tra i laici, per concludere che i secondi sono almeno UN ordine di grandezza in più dei primi. Beh, ragazzi: capisco che la scienza sia una roba del dimonio, ma quando si tirano fuori i numeri, sarebbe il caso di fare due controllini. Qualcuno ha fatto due conti, usando i numeri di Lombardi. Spero non stupisca nessuno il fatto che i risultati percentuali dimostrano come i casi di pedofilia tra i preti sono QUATTRO VOLTE di più che tra la gente "normale".

Ora, fossi io il Papa mi chiederei se c'è una spiegazione razionale al fenomeno (ma può un Papa chiedersi se esiste una spiegazione razionale ad un fenomeno? Boh...).

Inizierei a verificare se tra i Rabbini, o tra i Pastori protestanti c'è la stessa incidenza di pedofili che tra i preti, poi -nel probabile caso in cui tali percentuali siano significativamente differenti- mi chiederei se (a parte il libro sacro di ciascuna religione) ci sono differenze eclatanti tra le tre categorie.

 

A me ne viene in mente subito una:

I Rabbini e i Pastori protestanti si sposano. I preti no.

 

BP

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20.3.10

Numerologia

Hat trick ad Alessandro Gilioli, giornalista e seguitissimo blogger col suo "Piovono rane". Il post di oggi e' una impietosa documentazione del raduno pidiellino voluto da Silvio Magno in Piazza San Giovanni. Bellissimo il raffronto con i komunisti del primo maggio, fotografati nella stessa piazza dallo stesso balcone.

Aspettiamo trepidanti un ricorso al TAR, e un DL interpretativo "autentico" che ci spieghi che quelle persone, se contate in fila per tre con resto di due e scappellamento a destra, sono esattamente 1.000.000.

BP

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19.3.10

I detective selvaggi, Roberto Bolano

Non e' semplice raccontare in mezza pagina questo libro. Iniziamo subito col dire che si tratta di un grand bel libro, scritto in maniera sublime da un genio della penna morto -troppo giovane- pochi anni fa. In realta' "libro" e' una definizione restrittiva: l'opera (assai corposa) somiglia, a seconda delle angolazioni con la quale la si approccia, ora a un ipertesto, ora a un serial televisivo, ora -a giustificare parzialmente il titolo- a un resoconto stenografico di una serie di interrogatori.

"I detective selvaggi" e' diviso sia strutturalmente che come contenuti in tre parti, di cui quella centrale -piu' corposa- divide la prima e l'ultima che a loro volta sono temporalmente consecutive e scritte in forma di diario. La parte di mezzo, invece, e' postuma, ed e' una raccolta di interviste/testimonianze rese in prima persona da una serie di personaggi, alcuni dei quali abbiamo conosciuto o conosceremo in testa e in coda al libro, attraverso il racconto personale di Juan García Madero.

Detta cosi' sembra un bordello guatemalteco; in realta' il libro cattura l'attenzione dalle prime frasi, e riesce a tenere avvinto il lettore ad una storia che di per se e' solo un prestesto per parlare dei due protagonisti: Ulises Lima e Arturo Belano (evidentemente alter ego dell'autore). Eccezionale la bravura di Bolano nel cambiare registro -nella parte centrale- ad ogni cambio di personaggio che racconta: parole, frasi, intercalari diversi si alternano sulle pagine, tanto che sembra di sentire le voci di ciascuno, tutte differenti e tutte caratteristiche del proprio personaggio.

La vita dei due si dipana tra Messico, Europa, Africa e Medio Oriente in un tourbillon caotico e apparentemente (?) senza un motivo razionale, alla ricerca di un senso da dare alla propria vita. Senso che all'inizio e' la maniacale ricerca di Cesàrea Tinajero, fondatrice -grazie ad un'unica poesia andata perduta- del movimento poetico del Realismo Viscerale, che i due vogliono rifondare. Nella parte centrale del libro -che, lo ripeto, e' temporalmente successiva all'ultima- amici e conoscenti di Lima e Belano parlano dei due e del loro peregrinare spesso senza alcun senso apparente in luoghi e situazioni disparate.

Sembra un caos primevo, ma e' davvero un capolavoro. Che ha dato origine all'opera piu' osannata di Bolano: 2666.

 

BP

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18.3.10

Allora, ricapitoliamo...

Quest'uomo qua doveva semplicemente portare un pacco di carta in un luogo, qualche settimana fa, ed arrivare alle 12.

Nun g'naa fatta, per i seguenti motivi (SUE parole, in tempi differenti):

  • "Era presto, so' uscito e ho approfittato pe' magna' quarcosa, poi con tutta tranquillita' so' rientrato". Alle 12,39.
  • "No, er mi' collega c'aveva er fijo ìn machina, e gl'ha telefonato c'aveva un po' di temperatura, e allora siamo andatia  controlla'". E anche qui ci han messo quell'oretta buona che serve per leggere con accuratezza un termometro digitale.
  • "So' arivato all'11 e mezzo, mi so' messo in fila, e quanno stava a me li radicali se so' stesi in tera e nun m'hanno fatto passa'. Oh, io c'ero!". Si, certo: alle 12,39.
  • "Ero in fila, e m'hanno aggredito! Botte, spintoni! Ho fatto 'na denuncia contro ignoti, c'avevano er volto coperto!".

Ora, io capisco che la gente in questo paese si sia bevuta di tutto -non ultimo, in molti casi, il proprio cervello-, ma di fronte all'intervista rilasciata a caldo il giorno stesso non credo ci siano santi che tengono: Milioni e' arrivato tardi per colpa sua. O meglio: per colpa di chi gli ha telefonato per modificare un nome (o piu' di uno) sulla lista del PdL a Roma.

E Silvio: la prossima volta che devi inventarti delle minchiate per il tuo elettorato per spiegare la cappellata di un esponente del tuo partito, fai il piacere di imparare dal maestro.

 

BP

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10.3.10

noiseFromAmeriKa : Lettera aperta a Pier Luigi Bersani

NoiseFromAmeriKa e' uno dei miei blog preferiti.
E questa lettera aperta a Pierluigi Bersani e' la prova che i "ragazzi" dagli USA hanno le idee chiare. Pensiero mainstream? Non lo so, sospetto di no, ma francamente m'importa una sega: quello che e' scritto qua sopra e' sottoscrivibile al 100%.

BP

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Simone Angioni - Skeptic Blog: Analisi delle scie di condensazione

Uno dei cavalli di battaglia dei complottisti è da qualche anno l'argomento delle "Scie Chimiche", o "Chemtrials". Le persone normali le chiamano "Contrails", e sono semplicemente scie di condensa formate dai gas di scarico dei motori degli aerei.

Simone Angioini ha tirato fuori una serie di analisi dirette ed indirette che cercano di dimostrare che le "scie chimiche" altro non sono che gas di scarico e vapore acqueo. Sospetto che per i complottisti sia solo un'ulteriore prova del coverup globale...

BP

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24.2.10

"Solo cristiani all'asilo comunale" - LASTAMPA.it

Si inizia con "solo cristiani", poi si passera' a "meglio se italiani", quindi a "i negri per favore a casina loro", infine a "terroni di merda, tornate a Napoli".

La civilta' del nord italiano non finisce di schifarmi. Quando poi si accoppia all'idiozia dell'inegralismo cattotalebano, genera mostri come quello di Goito.

BP

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10.2.10

Polls, Evolution, and Science in the 21st Century « The Skeptical Teacher

Polls, Evolution, and Science in the 21st Century

Posted by mattusmaximus on July 20, 2009

Sometimes people wonder why I spend so much energy addressing pseudoscience, specifically creationism, in this blog.  Well, some recent news out about U.S. attitudes concerning science and specifically evolution (the linchpin of biology) spells out why it is so important to fight against the anti-scientific agenda of the creationist movement (and pseudoscience in general).

The Pew Research Center recently released a survey where the U.S. public’s views on evolutionary science were compared to those of the scientific community…

“Nearly all scientists (97%) say humans and other living things have evolved over time,” while only 61% of the public agrees, according to a new report (p. 37) from the Pew Research Center for the People & the Press. Asked which comes closer to their view, “Humans and other living things have evolved over time” or “Humans and other living things have existed in their present form since the beginning of time,” 97% of scientists responding chose the former option, as opposed to only 2% choosing the latter option; 61% of the public responding chose the former option, as opposed to 31% choosing the latter option.

Those who chose the former option were also asked whether they preferred “Humans and other living things have evolved due to natural processes such as natural selection” or “A supreme being guided the evolution of living things for the purpose of creating humans and other life in the form it exists today.” Among scientists, 87% preferred the former option and 8% preferred the latter option; among the public, 32% preferred the former option and 22% preferred the latter option. Members of the public were also asked whether scientists generally agree that humans evolved over time; 60% said yes, 28% said no.

“Views on evolution vary substantially within the general public,” the report observed (p. 38), “particularly by religion and attendance at religious services.” For example, among white evangelical Protestants responding, a majority, 57%, agreed that humans existed in their present form since the beginning of time, and among those respondents attending religious services weekly or more often, a near-majority, 49%, agreed. In contrast, among the religiously unaffiliated responding, 60% agreed that humans evolved due to natural processes. Also correlated with acceptance of evolution were youth and education.

Another poll which was recently released by the British Council investigated the views of evolution from country to country…

The survey was conducted in April and May 2009 in ten countries: Argentina, China, Egypt, Great Britain, India, Mexico, Russia, South Africa, Spain, and the United States. For the question “Have you heard of Charles Darwin?” Russia led the list with 93% of respondents saying yes, with Great Britain and Mexico tied for second at 90%, and China a close third at 90%; the United States was fifth at 84%. For the question “To what extent do you agree or disagree that it is possible to believe in a God and still hold the view that life on earth, including human life, evolved over time as a result of natural selection?” India led the list with 85% of respondents agreeing, with Mexico second at 65% and Argentina third at 62%; the United States was fifth at 53%, just behind Great Britain, Russia, and South Africa, which tied for fourth at 54%.

For the question “To what extent do you agree or disagree that enough scientific evidence exists to support Charles Darwin’s Theory of Evolution [sic]?” — posed to respondents who had heard of Charles Darwin and knew something about the theory of evolution — India led the list with 77% of respondents agreeing, with China second at 72% and Mexico second at 65%. The United States was ninth at 41%, just behind South Africa at 42% and well ahead of Egypt at 25%. In keeping with reports on previous international surveys on public attitudes toward evolution, such as Miller, Scott, and Okamoto’s article in Science in 2006, the United States was also conspicuous for the level of disagreement with the theory of evolution: 30%, second only to Egypt’s 63%. Only 29% of respondents in the United States indicated that they neither agreed nor disagreed or didn’t know.

Respondents were also asked which of the following was closest to their own view: “life on earth, including human life, evolved over time as a result of natural selection, in which no God played a part”; “life on earth, including human life, evolved over time in a process guided by a God”; and “life on earth, including human life, was created by a God and has always existed in its current form.” (Respondents were also offered the response, “I have another view on the origins of species and development of life on earth, which is not included in this list.”) The first view was preferred in China by 67% of the respondents, in Mexico, Great Britain, and Spain by 38%, in Argentina by 37%, and in Russia by 32%; the third was preferred in Egypt by 50% of the respondents, and in India, South Africa, and the United States by 43%. In no country was the second view held by a plurality of respondents.

Folks, we simply need to do better.  If the United States is to effectively compete in and meet the challenges of the 21st century, then we need to do better.  If we don’t, then it is as if natural selection will eventually cause us to be left behind as other countries continue to leave us in the dust, and wouldn’t that be ironic?

This entry was posted on July 20, 2009 at 4:09 am and is filed under Uncategorized. Tagged: , , , , , , , , , , , , , . You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

Un paio di bei sondaggi su creazionismo ed evoluzionismo da un gran bel blog scettico.

BP

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2.7.07

Alitalia e la finanza creativa

Torno a postare per parlare del nuovo caso di magia finanziaria che ci allieterà per le prossime settimane più di uno spettacolo di Silvan: l'asta per la vendita di Alitalia.

Nei giorni scorsi si è sfilata dall'asta Aeroflot, denunciando ingerenze politiche che non gli avrebbero permesso una partecipazione paritaria con altri pretendenti (ovvia, con un altro pretendente).

Poco dopo il nuovo fenomeno imprenditoriale Toto, AD di Air One (senza accenti, please) annuncia che -casomai vincesse lui l'asta- c'e' da tagliare di brutto: almeno 2350 esuberi tra piloti, assistenti di volo e personale di terra. Un piano preciso, pare che l'uomo sappia il fatto suo.

Ca##o, deve vincere lui!

Ma nessuno parla di Air One, ne' di come caspita si stia attrezzando per una offerta che vale un par di milamilioni di Euro e spicciolame.

Un buon inizio per rispondere -not for dummies, capisco: c'e' da impegnarsi uno zinzinino- e' qui

In sostanza, abbiamo un'azienda (Air One) che a dicembre 2006 vale 55 milioni di Euro, e che non ha i soldi (100 milioni di Euro, una miseria) per iscriversi alla pre-asta. I ghelli glieli prestano le banche, ma rimane il problema di come caspita far fronte all'acquisto della compagnia di bandiera con un valore aziendale si' ridicolmente basso.

Semplice: a fine 2006 Toto (sempre senza accento) decide che Air One e' aumentata un pochino di valore: non piu' 55 milioni di Euro, bensi' 820 (ottocentoventi, si, non e' un errore). Come ho detto, un aumentino insignificante, anche considerando che il nuovo valore corrisponde a circa 110 volte l'utile operativo dell'azienda. E tutto (Et voilà, siore e siori! Non c'è trucco, non c'è inganno!) senza apportare un centesimo di capitale, solo rivalutando! Ma siamo nel paese della finanza creativa, e più creativo di questa roba in effetti c'è poco.

Fatta la rivalutazione siamo quasi a posto: in caso di vittoria all'asta Toto conferisce ad Alitalia il 100% di Air One (ossia, secondo lui e Harpo Marx: 820 milioni di Euro di soldi -del Monopoli-). Il resto, cash (forse), ce lo mettono i soci finanziari.

In sostanza, abbiamo un nuovo Tronchetti Provera, che senza tirare fuori una lira si raccatta un'azienda che e' si sull'orlo del fallimento, ma insomma, ha sempre qualche speranza di sopravvivere, ha rotte, qualche aereo sempre in buone condizioni e almeno una decina di hostess gnocche.

Se poi te la porti a casa a praticamente ZERO Euri, val la pena di tentare il colpaccio...

Per chiudere in bellezza, c'e' da sottolineare il colpevole silenzio del governo. Si teme forse la svendita di un pezzo di paese a un anonimo fondo pensioni americano ("Non sia mai!" penseranno Giordano e Pecoraro), i tagli ancor piu' sostanziali alla forza lavoro che ne potrebbero derivare e -di conseguenza- le lotte sindacali all'ultimo sangue.

Ma c'è anche l'assordante silenzio dell'opposizione, zitta e muta come non mai. Anche i cagnacci leghisti tacciono sulla questione.

Perché?

Mi si dice (mio cuggino) che un motivo potrebbe essere la -come dire?- vicinanza di Tremonti ad Air One.

Ma non ci voglio nemmen pensare. E quindi giro -al termine dello sproloquio- la domanda ai due lettori che casualmente si imbattessero in questo scritto.

12.12.06

Le trasferte di lavoro - parte 2

E andiamo a spiegare perche' da tre giorni la trasferta si e' trasformata in una di quattro.

In genere, sia per problemi di budget che per comodita' l'azienda sceglie voli low cost, che oramai rappresentano quasi l'80% dei voli in partenza da Pisa.

Per quello che posso dire io, volare RyanAir o EasyJet e' comodo, veloce e sicuro. Certo, non ti danno caviale e champagne a bordo, ma c'e' qualcuno che ancora lo fa, per la classe turistica? Non credo proprio...

Questa volta, sia perche' ci siamo decisi tardi, sia per questioni logistiche, sia perche' nemmeno il treno era possibile come alternativa, si e' dovuti ripiegare su un volo Alitalia A/R per Parigi, alla modica cifra di quasi 1000 Euro.

Alla partenza la prima sorpresa: il volo e' Alitalia, ma e' gestito da Air France, che a sua volta lo ha sub-subappaltato a Axis Airlines, una florida azienda con ben sei aeromobili B737 di varia pezzatura. E non mi invento nulla, eh? Lo dicono loro nel giornale di bordo, edito penso una sola volta all'inizio di quest'anno e riciclato a pezzi sui sei aeroplani (nel senso che se uno vuole leggersi l'intera rivista, deve saltare dalla fila 7 alla 19 e ravanare in tutte le tasche portaogetti). Che, a vederli poi, quei B737, uno un po' si preoccupa: se non ricordo male, nemmeno gli MD-80 Alitalia davano questa impressione di anzianita' e scarsa manutenzione.

Il volo parte con un terzo dei posti occupati (si stava parecchio larghini), e debbo dire per onesta' che il viaggio non e' stato assolutamente male, ma d'altra parte il tempo era bellissimo...

Oggi, venerdi' 8 dicembre, parto presto nel pomeriggio da Le Havre sotto una tempesta davvero notevole, e arrivo a Parigi in perfetto orario per il check-in. Il tempo non mi pare bruttissimo: OK, c'e' vento e piove a scrosci, ma ho visto davvero di peggio. Comunque, sui display del Charles De Gaulle si avvertono i viaggiatori che a causa delle condizioni climatiche, sono possibili variazioni e cancellazioni.
Sono le 17,00, il mio volo e' comunque dato in partenza all'orario stabilito e, nell'attesa che mi indichino il posto dove fare il check mi fermo 10 minuti ad un bar in aeroporto a prendere una bella birra scura e un panino. Giuro, solo dieci minuti. Mi alzo, e ricontrollo i display. Con orrore scopro che il volo per Pisa e' stato cancellato.

Moccoli e madonne in fila indiana, inizio a far girare i miei 4 neuroni, cercando un'altra soluzione possibile. Ci sarebbe Genova, ma e' scomodo. Ma c'e' anche un bel volo per Firenze, sempre AZ gestito da AirFrance, che in qualche maniera potrebbe portarmi a casa in serata. Parto alla ricerca di qualcuno che mi possa modificare il biglietto, e passo in rassegna chilometri di terminal aeroportuali e, in sequenza:

  • il check-in, dal quale mi rimandano ad un fantomatico ufficio cambio biglietti che non ho ancora trovato, dicendomi comunque che secondo loro la cosa e' fattibile

  • l'ufficio informazioni, che mi spedisce alla biglietteria Air France, sostenendo che la cosa e' fattibilissima

  • la biglietteria dell'Air France, alla quale, saputo che il biglietto e' stato emesso da Alitalia, mi ha detto di andar da Alitalia

  • la biglietteria Alitalia dove una ragazza, dopo aver detto che comunque l'aereo era Air France e loro non ci potevano fare nulla, mi ma emesso comunque il biglietto per Pisa dicendo di presentarmi con quello al check-in da dove ero partito e sperare in Dio

  • di nuovo il check-in, che e' oramai chiuso, e nulla riesce -ovviamente- a smuovere gli animi dei controllori all'imbarco.


Il risultato e' che 'sta roba la scrivo dall'aeroporto di Parigi, dove mi appresto a passare una simpatica nottata.

Ma la cosa molto divertente e' che sono andato, dopo, a questionare sia con Alitalia sia con Air France. Ai francesi ho detto che secondo me le condizioni climatiche non erano cosi' terribili, e che avevo il forte sospetto che avessero cancellato l'aereo perche' avevan venduto pochi posti. La signorina, controllando sul terminale, ha detto che confermava che la cancellazione era dovuta al maltempo, e che i miei cattivi pensieri me li potevo tenere per me. Tornato dall'Alitalia, ho chiesto per curiosita' quanti passeggeri fossero venuti a chiedere trasferimenti su altri voli.

La risposta la sapete gia': "Solo lei, signore...".

Weather conditions dei miei coglioni: se queste sono le compagnie di bandiera, viva le low cost tutta la vita. Ah, per inciso, nessuno che mi abbia offerto uno straccio di camera di albergo. Non chiedevo mica lo Sheraton, ma per la miseria, c'e' pure l'Ibis, li'!

Le trasferte di lavoro -parte 1

Sono di ritorno da Le Havre, per una tre giorni che si e' trasformata in una quattro giorni per i motivi che spieghero' in seguito, e l'altra sera mi sono ritrovato nella condizione di trovare un posto dove cenare in un luogo dove non sono mai stato, il tutto ovviamente da solo.

E, come sempre, si ripete lo stesso cliche': io che parto stanco dall'hotel, mi faccio un giro esplorativo della zona, e invariabilmente finisco per trovare il locale adatto.

Tale luogo deve avere caratteristiche ben definite: intanto, evito come la peste i locali che nel menu' hanno roba che si chiama "Lasagne", "Fettuccini", "Risotto", o che propongono improbabili "Pesto Genovesi", "Ragu' Bologna" e compagnia andante.

Poi -dato che sono solo- non mi va di infilarmi in posti superaffollati con effetti psichedelici (beh, in realta' 'sti posti li evito sempre...).

Infine, per calarmi almeno qualche decina di minuti nell'atmosfera del luogo, il locale deve essere con tutta evidenza frequentato quasi esclusivamente da autoctoni, meglio se un po' su con gli anni, sbevazzoni e fumatori.

Ecco, l'altra sera a Le Havre ho beccato un posto che rappresenta quasi la summa dei locali da trasferta. Posizione centralissima, sulla piazza del teatro battuta da un mistral assassino, accanto a un locale chiuso ed a un altro strapieno di avventori ben vestiti. Questo, invece, aveva un solo consumatore al suo interno, sicuramente conosciutissimo dai proprietari: tavolo prenotato, consumazioni cosi oramai standard che quando il tipo finiva un piatto arrivava la cameriera col successivo, sigarette una via l'altra.
E quando se ne e' andato, lasciandomi cosi' solo nel ristorante, mi ha pure salutato...