8.6.10

"Pinocchio 2112", Silvio Donà

Sottosuolo dell'Italia, anno 2112.

La popolazione vive rintanata nelle viscere del pianeta, a causa di una letale contaminazione dell'atmosfera. Si sopravvive in una societa' abbruttita e violenta, in cui il denaro e' sostituito da pillole di droga e i proiettili sono piu' cari dell'oro. Il protagonista viene descritto come un solitario raccoglitore di libri, e l'autore traccia l'identikit di Rick Deckard di Dickiana memoria (meglio: la rappresentazione di Deckard che ci ha dato Ridley Scott). Questo omaggio nemmeno troppo nascosto ad uno dei numi della fantascienza e' l'unica concessione alla "cassetta" da parte di Dona', che per il resto fa scorrere ottimamente una storia che -anche nelle parti inevitabilmente scontate- mantiene una linearita' ed una coerenza che sono a mio avviso uno dei punti di forza di "Pinocchio 2112". Il finale e' ottimamente mimetizzato tra le pagine, e rappresenta -se lo si considera a mente fredda- la logica conseguenza degli avvenimenti precedenti, almeno dal punto di vista di un lettore di fantascienza.

Insomma: un ottimo libro di SciFi italiana e' gia' di per se una notizia. Lo e' ancor di piu' se si deve dar credito alle note sull'autore, che ci raccontano come questo libro rappresenta il primo passo di Dona' nella fantascienza. E se il buongiorno si vede dal mattino, aspettiamo fiduciosi la sua seconda prova.

 

BP

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1.6.10

Occasioni sprecate

Ho letto di recente due libri che sarebbero potuti essere ottimi, e invece hanno rovinato uno spunto iniziale niente male.

Il primo e' in realta' un fumetto, che aveva acceso il mio interessa all'uscita per il tema trattato. Si tratta di "United we stand", scritto da Simone Sarasso e disegnato da Daniele Rudoni. Il fumetto e' stato supportato al lancio da un sito all'americana ricco di immagini, addirittura di inserti audio, di side stories e cazzi e mazzi vari. La storia si puo' definire di fantapolitica, e si svolge nel futuro prossimissimo: nel 2013, in piena crisi atomica tra Cina e USA (Anchorage e Pechino sono state nuclearizzate, la Corea del Nord e' invasa dalla coalizione del bene Amerregani-UK) ci sono le elezioni in Italia. Le vince, insapettatamente e per una manciata di voti, l'Ulivo. Addirittura con una candidata donna. Il giorno della proclamazione, pero', una organizzazione paramilitare di estrema destra (via, ve lo dico subito: e' Gladio col nome cambiato) irrompe in piazza con lo scopo di rapire la neoeletta premier, che riesce miracolosamente a sfuggire alla cattura. Il golpe si dipana veloce: elicotteri assaltano il Quirinale e palestrati fascisti in tenuta da guerra seccano prima Berlusconi, poi Fini. Gia' qua la cosa inizia ad essere troppo -o troppo poco, a seconda dei gusti- fantapolitica, ma andando avanti si scoprono cose assurde, tipo che la leader dell'Ulivo ha una figlia il cui padre e' Vallanzasca (giuro: il bel Rene'!), e stava da giovane con il capo dei golpisti (ma no?). Il finale catartico non salva il volume, che ha buttatto ai porci un'idea niente male. Ah, pare che questo sia il primo di una trilogia. Auguri.

Il secondo e' un libro di un personaggio molto noto a Lucca: Mario Rocchi. Rocchi e' giornalista, maanche professore di educazione fisica, maanche critico d'arte e financo scrittore, oltre che tipo un po' sopra le righe. Il libro si intitola "Amaro", ed e' ambientato in un'Italia del futuro non remotissimo. Qui il canovaccio e' eccezionale davvero: anni prima il Vaticano ha disinnescato il terrorismo islamico semplicemente accettando la religione di Maometto al suo fianco. Il risultato, in Italia, e' che il partito di maggioranza relativa (I.F. ... Via, ve lo dico io: e' Forza Italia alla rovescia) e' diventato una specie di guardia Pasdaran/Templare, la gente deve andare a messa OPPURE alla moschea, OPPURE in galera, non c'e' nessuna liberta' di stampa, e le esecuzioni vengono effettuate tramite sgozzamento in diretta televisiva. Il libro e' la storia in prima persona di un protagonista che si chiama M. R., e fa il giornalista/scrittore (direi a naso l'alter ego del Rocchi stesso, se il naso non mi inganna). R. viene arrestato per le sue idee antiregime, ma riesce rocambolescamente a fuggire dai sotterranei delle Mura e si da alla lotta armata contro il regime, attraverso efferati atti terroristici (bombe in chiesa, nelle moschee, rapine sanguinose e sterminio di militari cattotalebanfascisti). Tra le righe si legge una inutile difesa del terrorismo "vero" (quello delle BR degli anni di piombo, per intenderci), una giustificazione di qualsiasi atto si compia in nome della rivoluzione ed altre amenita' che pensavo morte una trentina di anni fa. Peggiorano le cose alcuni episodi davvero incredibili per la loro assoluta ovvieta', di quelli che mentre leggi pensi "no, cazzo, non vorra' mica andare a parare li', eh?", e poi scopri regolarmente che si, proprio li' e' andato. Insomma, altra perla ai porci. Peccato.

 

BP

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28.5.10

Il disastro

Sono alcuni giorni che ho in mente di descrivere episodi (che si accumulano di continuo) significativi dello stato pietoso in cui versa la scuola pubblica italiana. Andiamo a descrivere molto parzialmente il disastro, per flash.

Oggi Mrs. P. e' stata ad una riunione di genitori della scuola media di uno dei nostri figli. Il problema che e' uscito prepotentemente fuori ancora una volta e' quel fenomeno sempre piu' diffuso che e' conosciuto dalle nostre parti come "lo smistamento". Si tratta di questo: quando un insegnante e' assente per i piu' vari motivi per meno di 10 giorni la scuola non può (per legge) nominare un supplente[1]. E allora cosa si fa? Semplice, si smistano i ragazzi: a due o tre si mandano in classi differenti, cosi' da tenerli "sorvegliati" per il tempo necessario. Ho forse gia' scritto che nostro figlio -come tutti gli altri- ha dal primo giorno di scuola la classe di smistamento assegnata: la 1 F (lui e' in seconda, ma che importa?). Esattamente come ad Hogwarts: i Grifondoro, i Corvonero, i Serpeverde... OK, una roba cosi'.

Alla riunione odierna e' venuto fuori che i genitori di una scuola fuori citta' si sono organizzati con turni di volontari per "coprire" le assenze degli insegnanti, ed evitare cosi' lo smistamento. C'e' sempre un volontario che tappa il buco e controlla l'intera classe. Tralascio le considerazioni legali (se succede qualcosa alla classe quando c'e' il volontario, non voglio nemmeno immaginare cosa puo' succedere a lui ed al preside dal punto di vista legale), e rimarco il fatto che questo accade nelle scuole pubbliche. In tutte. Oggi.

E andiamo avanti. Ieri l'altro nostra figlia (in prima elementare) ci porta un foglio da riempire. Si tratta del nuovo regolamento della mensa scolastica valido per tutto il Comune. Le principali novita' esplicitate dal foglio: pagamento anticipato il mese prima della fruizione del servizio, accesso ai locali della mensa non consentito se non si e' pagato, rimborso dei giorni di non fruizione solo se le assenze in un mese sono piu' di dieci consecutive[2], recupero degli eventuali soldi in caso di assenze prolungate solo a fine anno, previa richiesta da portare -con apposito modulo che al momento non esiste- ad un ufficio aperto solo tre ore al giorno. Periodo in cui si puo' presentare eventuale richiesta di rimborso: due settimane. Le cose non esplicitate: il costo del buono pasto schizza da 3,20 a 4 Euro. Circa il 20% in piu', cosi' tanto per gradire.

Infine: qualche giorno prima io sono stato al consiglio di Interclasse della scuola elementare. Tra gli argomenti il bilancio che riguarda i "contributi volontari" che ogni genitore deve pagare all'inizio dell'anno scolastico. Tali contributi sono poi utilizzati per comperare consumabili (carta, matite, pennarelli, penne, gomme, e via andare), che in teoria sarebbero coperti dal Ministero dell'Istruzione. Il problemuccio e' che per l'anno scolastico 2009-2010 tale contributo ministeriale e' ammontato, per le scuole dell'intera provincia, a zero Euro. Zero. E quindi anche l'anno prossimo verra' richiesto il contributo volontario, si rifara' una qualche manifestazione raccatta-soldi a Natale e a fine anno, e si continuera' ad andare avanti cosi', verso il baratro.

Che e' sempre piu' vicino.

 

[1]: Nel caso in cui l'insegnante sia assente per piu' di 10 giorni il Preside puo' nominare il sostituto. A patto pero' che abbia soldi per pagarlo, ovviamente. Soldi che il Ministero eroga alle scuole con minimo 24 mesi di ritardo. E quindi in soldoni anche in questo caso molto spesso si ricade nello smistamento.

[2]: Si, avete capito bene: se uno sta assente 18 giorni a blocchi di nove NON HA DIRITTO AL RIMBORSO. Come non ne ha diritto se rimane assente "solo" nove giorni. Non chiedetemi perche': potrei bestemmiare troppo forte.

 

BP

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17.5.10

"2666", Roberto Bolano

E' la seconda volta che provo a scrivere qualcosa su questo capolavoro della letteratura moderna, che rappresenta il testamento letterario del cileno trapiantato prima in Messico, poi a Barcellona, dove muore a soli 50 anni.

E' un meta-libro, come gia' "I detective selvaggi", composto da 5 parti originariamente pensate da Bolano per essere pubblicate come libri singoli. Ma la versione Adelphi che li raccoglie tutti assieme e' secondo me ottima, perche' monta la storia nella maniera piu' lineare, e per questo agevola il lettore.

La storia ha relativamente poca importanza: si tratta di molte storie assieme, per la verita', con due fili conduttori che legano alla fine il tutto in maniera assolutamente non forzata. Per tutte e cinque le parti inseguiamo un fantomatico scrittore tedesco, Brenno von Arcimboldi, che nessuno ha mai visto, ma i cui libri assurgono a culto per i bibliofili di mezzo mondo, e che scatenano fazioni di critici letterari. Di von Arcimboldi si vocifera come del prossimo Nobel, coronamento di una oscura carriera cinquantennale; la storia dello scrittore si collega in un modo che non diro' con una serie di omicidi di donne nel nord del Messico (la storia tra l'altro e' vera: Bolano ha solo inventato il nome della citta' -Santa Teresa- al posto della vera Ciudad Juárez, in cui all'epoca in cui 2666 si dipana sono realmente avvenuti decine di omicidi di donne), ma questi due sottili fili sono una esile trama sulla quale la storia (meglio: le storie) si appoggiano appena per vivere una vita propria.

Come sempre Bolano alterna pagine di altissima letteratura con episodi in cui emerge un cinismo di fondo che risulta intriso di una vena comica irresistibile. Un libro da leggere assolutamente fino alla fine, dove si arriva contenti di aver conosciuto l'opera di uno dei maggiori scrittori degli ultimi 50 anni. In culo a Paolo Giordano e Moccio Moccia.

 

BP

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15.5.10

L'ultimo, ma non il peggiore.

Da 24 ore e spiccioli (per la precisione nel momento in cui scrivo da 26 ore e 20 minuti) lo Space Shuttle Atlantis e' in orbita per la sua ultima missione. Appena atterrato andra' in pensione. Ma anche gli altri Shuttle terminano i voli quest'anno, per raggiunti limiti di eta' ed esorbitanti costi di manutenzione.

Le statistiche NASA dicono che questa e' la navetta che ha avuto meno problemi, e quella che ha stabilito un record di missioni ravvicinate: da un atterraggio al successivo decollo sono passati circa 50 giorni, che per macchine del genere e' nulla.

 

Farewell, Atlantis. I saluti te li fai da sola, prima facendo vedere come decolli, poi -per sdrammatizzare un po'- aprendo una finestra su uno dei problemi che i poveri astronauti debbono affrontare: come si fa la pipi', su uno shuttle?

Il lancio:

 

Istruzioni per fare la pipi' a bordo:

http://www.youtube.com/user/NASAtelevision#p/a/F62972AEF504B643/0/m1wwzwvfsC0

 

BP

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13.5.10

Semplici verita' della vita

Ecco a cosa dovrebbe servire una chart: a chiarire un concetto in maniera immediata e chiara.
Questa ci riesce alla grande.

BP

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I miei tre neuroni

Domenica sera mi e' capitato l'ultimo -per adesso- di una serie di episodi che mi han fatto seriamente dubitare (per cinque secondi buoni) dello stato dei miei neuroni.

Racconto l'episodio in sintesi: mi trovavo in una tavola calda che fa anche da alimentari, per comperare della roba. Il locale era assolutamente vuoto, a parte me, un cameriere e una coppia di mezza eta' seduta a cenare.

Acquisto quello che devo acquistare, pago, e mentre prendo la roba per andarmente afferro un "Ma e' BP!". Mi giro, mi guardo attorno ed essendo solo io li' dentro, ed avendo distintamente udito il mio nome inizio a preoccuparmi: o sono diventato Giovanna d'Arco che sente le voci, oppure si profila l'ennesima figura di merda con qualcuno che non riconoscero'.

"Oh, BP, ma ci riconosci? Vieni qua!". Erano ovviamente gli unici due avventori. Li guardo, e un barlume minuscolo di consapevolezza di averli gia' visti da qualche altra parte brilla nel vuoto cosmico della mia corteccia cerebrale; una lucciola in una notte di Luna nuova, niente piu'.

Mentre mi avvicino, rispondo l'unica cosa che si puo' rispondere in questi casi: "Certo che vi ho riconosciuti!".

[Si, si, come no? Col cazzo che vi ha riconosciuti...]

E frullo nella mia testa a velocita' ultraluce tre o quattro possibilita'. Quella che mi pareva piu' probabile non regge il tempo che mi occorre per fare due dei quattro passi necessari per arrivare da loro.

Nel frattempo la signora si e' alzata e mi dice che sono sempre uguale, sembri quelli di un tempo, e bada li' dove ci si doveva ritrovare, e dàmmi un bacio, e come va, e via andare. Focalizzo di nuovo e finalmente trovo quella che -con una probabilita' dell'80%- dovrebbe essere la collocazione spaziotemporale dei due nella mia vita passata. Si tratta -forse- dei gestori di un bar che ho frequentato per qualche tempo durante l'universita', oramai DICIASSETTE anni fa.

Si, man mano che la conversazione va avanti la cosa diventa certa, fino a che azzardo addirittura un "Ma che ci fate voi a Lucca? Pisa non la frequentate piu'?" che mi da la certezza di averci azzeccato. Ci salutiamo, con loro che continuano a chiamarmi per nome, e io che ovviamente non ricordo i loro ma che son diventato abbastanza bravo nel districarmi in queste situazioni e reggo bene la botta.

Le morali della vicenda sono molteplici:

  1. non sono completamente rincoglionito
  2. evidentemente invecchio bene / porto bene i miei anni. Da questo punto di vista la signora Panofsky e' anche meglio. Ah, non solo da questo punto di vista :-)
  3. ho un problema nel ricordarmi i nomi, che pensavo fosse grave perche' riguardava solo me. Invece stasera ho avuto il piacere di constatare che due miei ex compagni di corso sono nella mia stessa condizione: non si ricordano i nomi dei due. E queste son piccole soddisfazioni. Soddisfazioni triplicate dal fatto che mezz'ora fa m'e' tornato in mente il nome della donna. Uno su due, e ci son voluti solo TRE giorni. Barney Panofsky mi fa una sega.
  4. soprattutto, lavorare come Commerciale mi ha fornito di una discreta faccia tosta, utilissima anche in queste situazioni.

Ah, c'e' un ultima morale, che spiega parzialmente anche la mia defaillance di riconoscimento facciale all'inizio della storia:

se diciassette anni fa avevi i capelli neri tendenti al grigio, non puoi pretendere che ti riconosca dopo che ti son diventati bianchi e tu te li sei tinti di GIALLO canarino, c_a_z_z_o! Vabbe' averci i poteri extrasensoriali, ma c'e' un limite a tutto!

 

BP

 

 

 

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11.5.10

Spot: Posterous

Posterous e' una piattaforma che ospita blog, e che rispetto alla concorrenza ha una versatilita' mostruosa. Scrivo questo post dal web, ma avrei anche potuto spedirlo vol telefonino, o con una email. E il bello/brutto/inquietante e' che mi si autoreplica dovunque io abbia un account (ovviamente, posso scegliere dove farlo replicare e dove no). Per i pigri e' una pacchia: un lavoro, dieci servizi :-)

www.posterous.com, che come dicono loro... "is the dead simple place to post everything"

B_P

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2.5.10

Untitled

Lupo vestito da nonna

(di Bruno Tognolini)

Lupo pagliaccio non hai ragione
Parli con bocca di televisione
Io te lo dico con parole mie
Non basta più che dici bugie
Naso lunghissimo, gambine corte
Non basta più che le dici più forte
Son canzonette logore e vecchie
Non ci si infilano più nelle orecchie

Invece che “della Liberazione”
Tu dici “festa della Libertà”
Sono pizzette di televisione
Sono trucchetti di pubblicità
Neanche i bambini che fanno nanna
Credono al lupo vestito da nonna
Perché lo sanno che al loro risveglio
Finisce sempre “per mangiarsi il meglio”

Nasino finto, parole ladre
Ecco il padrone dipinto da padre
Apri il sipario, chiudi il sipario
Col fazzoletto da partigiano
Apri il sipario, chiudi il sipario
Con il braccetto in saluto romano
Apri il sipario, chiudi il sipario
Verde padano federalista
Apri il sipario, chiudi il sipario
Palazzo romano supercentralista

Prima padrone ricco e potente
Poi padre saggio costituente

Siamo bambini, è vero: cucù!
Ma lo sappiamo che sei sempre tu
Con bocca grande di televisione
Con naso lungo e lingua che inganna
Apri il sipario, chiudi il sipario
Lupo vestito da Nonna

 

B_P

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30.4.10

Littorio e l'informazione ai tempi delle iniezioni di merda

Chi legge solo il Giornale ha una percezione degli avvenimenti degli ultimi 5 giorni assai strana.
Le notizie da prima pagina per Feltri and Friends in questi giorni sono gli appalti assegnati dalla RAI alla societa' della madre della compagna di Fini (che il Giornale chiama la "suocera" tra virgolette: capisci amme'...), e alla moglie di Bocchino.
E' interessante notare come non scrivono che vi sia del marcio a Saxa Rubra, ne' lo dicono (ieri l'altro ho sentito Sallusti che -incalzato da Cruciani alla radio- si e' categoricamente rifiutato di affermare che vi fosse qualcosa di illecito, al limite lui sosteneva che la cosa non fosse "perfettamente chiara"). Non c'e' alcuna ipotesi di reato (nulla di nulla), solo quella che viene definita una notizia da dare. Un cane che morde un uomo, insomma.

Un punto di vista interessante e particolare, quando da tre giorni TUTTI gli altri giornali riportano in prima pagina (chi a 9 colonne, chi a 5, chi  affidandolo al caustico commento di Facci) la storia di Scajola, Ministro dello Sviluppo Economico (mica noccioline!) impelagato in una storia che definire "poco chiara" sarebbe un understatement notevole, in cui si configurano quattro o cinque reati gravi nella peggiore delle ipotesi, e un gigantesco conflitto di interessi nel caso Claudino da Imperia ne riesca ad uscire "pulito".

[Ah, stiamo parlando dello stesso che defini' Marco Biagi -da morto- "il rompicoglioni". Lo stesso ometto che impose -nello scorso governo Berlusconi- un volo Roma-Imperia che costava 100.000 Euro a botta, e che portava solo lui e i suoi portaborse. Una personcina con una moralita' specchiata, e una ghigna da paura]


Appartamenti acquistati pagando due terzi della cifra con assegni (OTTANTA assegni consegnati al momento della firma del contratto: tutti giriamo con OTTANTA assegni da 12.500 Euro nel borsello, vero?), assegni firmati da uno che di mestiere fa l'imprenditore e per campare vince appalti pubblici, appartamenti il cui valore denunciato e' un terzo di quello reale... E non so se mi dimentico qualcosa.

Bene: tutta la stampa italiana decide che la storia di Scajola va raccontata, che c'e' qualcosa di parecchio strano. Addirittura stamani Facci, su Libero, ne chiede le dimissioni (Belpietro no, ovviamente lui stamani aveva da scrivere su Bocchino: Priorities, baby).

Il Geniale, no. Le notizie sono Fini e Bocchino.

In realta' Feltri si trova costretto suo malgrado, stamani, a parlare di Scajola. E' costretto da una trasmissione radiofonica del giorno prima, su Radio 2, che lo prende per i fondelli dall'inizio alla fine (hanno l'ardire di chiamarlo "Schiena dritta Feltri", e di ironizzare su quanta copertura ha dato della notizia in questione: zero) per il buco informativo sul caso del Ministro, e si difende dando dell'asino al radiogiornalista (Claudio Sabelli Fioretti), reo di non avere letto approfonditamente il quotidiano del Berlusconi sfigato (Paolo), il quale ben UNA settimana prima degli altri giornali, e in perfetta sincronia con Repubblica, aveva coperto la notizia addirittura il 23 aprile scorso.

Sono andato a vedere la prima pagina del 23 aprile, e ovviamente c'era un'altra sessione di scudiscio per Fini, qualche altra notizia sparsa e NULLA su Scajola.

Oggi qualcuno che ha fatto il mio stesso ragionamento trova -come ha detto Littorio- la notizia. Proprio sul giornale del 23 aprile.
Si, ma a pagina tredici.
E con questo titolo equilibrato: "Appalti G8, i pm provano a coinvolgere Scajola”.
A cui -se proprio siete duri, e non avete ancora capito la situazione- segue il sommario: "Il suo nome spunta nell’inchiesta solo per il ruolo istituzionale che copre. Ma ai pm non basta e cercano suoi legami con gli arrestati".

La notizia non c'e', secondo Littorio and Friends.
Si tratta di Gomblotto Gomunista, di pubblici ministeri corrotti e/o politicizzati, ci devono entrare anche gli islamici e i negri. E probabilmente l'internazionale gay-lesbian-bisex-transgender non e' estranea alla questione. Comunque le nostre radici cristiane non possono essere dimenticate.

Non so se ho dimenticato qualcosa. Ah: l'opposizione non lascia lavorare il governo. Ecco, le stronzate ci sono tutte.

Ecco, signori: quello e' giornalismo! Mica il resto della stampa italiana, che invece crede che pagare due terzi del valore di un appartamento con OTTANTA assegni firmati da Anemone sia una cosa strana, equivoca e anche poco legale!

Imparate, pivelli, da Littorio. Che alla sua prima esperienza come Direttore del Giornale, in sostituzione di Indro Montanelli, ebbe a dichiarare: "Questo giornale ha bisogno di una bella iniezione di merda".

Mission accomplished, Littorio. Continua cosi' che prima o poi l'onda la vedranno anche gli altri.

 

B_P

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29.4.10

Earth From Mars su Flickr - Condivisione di foto!

Spirit, il roverino NASA, fotografa dalla superficie di Marte un puntino luminoso nel cielo. Ecco, noi siamo li' :-)

B_P

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24.4.10

Riflessioni in libertà: Chi dice che il riscaldamento climatico non esiste

Gianni Comoretto e' un astrofisico che conosco elettronicamente da una decina di anni. Il suo blog e' ricco di informazioni scientifiche su molti fatti discussi, come il global warming (ma anche le scie chimiche, e la moda cattotalebana della destra attuale di screditare la scienza a favore di non si e' capito bene cosa).

Il pezzo linkato e' un ottimo punto di partenza per capire perche' il global warming NON E' una invenzione.

B_P

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17.4.10

Planes or Volcano? | Information Is Beautiful

L'aviazione civile vince contro Eyjafjallajoekull di un par d'ordini di grandezza. la sfida era a chi emette piu' CO2 in un giorno :-)

B_P

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27.3.10

Chiesa sotto assedio?

Oltre a Silvio e le sue balle quotidiane sparate a coppiole finche' non diventan dispari, l'attenzione dei media in questa settimana e' catturata dal montare inarrestabile dei casi di pedofilia da parte di preti e prelati vari in giro per il mondo.

Ora, secondo me e' inutlie per il Papa o la CEI sbraitare che loro non coprono nulla, e che i casi sono isolati.

In realta', la copertura da parte delle alte sfere vaticane e' la regola in casi del genere. In Italia lo scandalo non e' ancora uscito nella sua interezza sui media, ma basta fare una ricerchina sulla Rete,e si scopre che nella sola Toscana ci sono almeno tre casi eclatanti di preti accusati da decine di persone (a volte, purtroppo per anni) e "trasferiti  altre comunita', affinche' la gente che li accusava non avesse piu' a ricordarsi di cio' che aveva subito. Vien da se che in molti casi il trasferimento del prete comportava -vedi tu i casi della vita- il trasferimento dei casi di pedofilia.

In sostanza, la Chiesa si è arrogata il diritto di sostituirsi allo Stato nel giudicare comportamenti di una rilevanza penale assoluta. E questo è il primo problema enorme che però è specifico del nostro paese.

Il secondo viene fuori quando un Gesuita, Federico Lombardi, spiattella i freddi numeri dei casi di pedofilia tra i preti e quelli tra i laici, per concludere che i secondi sono almeno UN ordine di grandezza in più dei primi. Beh, ragazzi: capisco che la scienza sia una roba del dimonio, ma quando si tirano fuori i numeri, sarebbe il caso di fare due controllini. Qualcuno ha fatto due conti, usando i numeri di Lombardi. Spero non stupisca nessuno il fatto che i risultati percentuali dimostrano come i casi di pedofilia tra i preti sono QUATTRO VOLTE di più che tra la gente "normale".

Ora, fossi io il Papa mi chiederei se c'è una spiegazione razionale al fenomeno (ma può un Papa chiedersi se esiste una spiegazione razionale ad un fenomeno? Boh...).

Inizierei a verificare se tra i Rabbini, o tra i Pastori protestanti c'è la stessa incidenza di pedofili che tra i preti, poi -nel probabile caso in cui tali percentuali siano significativamente differenti- mi chiederei se (a parte il libro sacro di ciascuna religione) ci sono differenze eclatanti tra le tre categorie.

 

A me ne viene in mente subito una:

I Rabbini e i Pastori protestanti si sposano. I preti no.

 

BP

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20.3.10

Numerologia

Hat trick ad Alessandro Gilioli, giornalista e seguitissimo blogger col suo "Piovono rane". Il post di oggi e' una impietosa documentazione del raduno pidiellino voluto da Silvio Magno in Piazza San Giovanni. Bellissimo il raffronto con i komunisti del primo maggio, fotografati nella stessa piazza dallo stesso balcone.

Aspettiamo trepidanti un ricorso al TAR, e un DL interpretativo "autentico" che ci spieghi che quelle persone, se contate in fila per tre con resto di due e scappellamento a destra, sono esattamente 1.000.000.

BP

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19.3.10

I detective selvaggi, Roberto Bolano

Non e' semplice raccontare in mezza pagina questo libro. Iniziamo subito col dire che si tratta di un grand bel libro, scritto in maniera sublime da un genio della penna morto -troppo giovane- pochi anni fa. In realta' "libro" e' una definizione restrittiva: l'opera (assai corposa) somiglia, a seconda delle angolazioni con la quale la si approccia, ora a un ipertesto, ora a un serial televisivo, ora -a giustificare parzialmente il titolo- a un resoconto stenografico di una serie di interrogatori.

"I detective selvaggi" e' diviso sia strutturalmente che come contenuti in tre parti, di cui quella centrale -piu' corposa- divide la prima e l'ultima che a loro volta sono temporalmente consecutive e scritte in forma di diario. La parte di mezzo, invece, e' postuma, ed e' una raccolta di interviste/testimonianze rese in prima persona da una serie di personaggi, alcuni dei quali abbiamo conosciuto o conosceremo in testa e in coda al libro, attraverso il racconto personale di Juan García Madero.

Detta cosi' sembra un bordello guatemalteco; in realta' il libro cattura l'attenzione dalle prime frasi, e riesce a tenere avvinto il lettore ad una storia che di per se e' solo un prestesto per parlare dei due protagonisti: Ulises Lima e Arturo Belano (evidentemente alter ego dell'autore). Eccezionale la bravura di Bolano nel cambiare registro -nella parte centrale- ad ogni cambio di personaggio che racconta: parole, frasi, intercalari diversi si alternano sulle pagine, tanto che sembra di sentire le voci di ciascuno, tutte differenti e tutte caratteristiche del proprio personaggio.

La vita dei due si dipana tra Messico, Europa, Africa e Medio Oriente in un tourbillon caotico e apparentemente (?) senza un motivo razionale, alla ricerca di un senso da dare alla propria vita. Senso che all'inizio e' la maniacale ricerca di Cesàrea Tinajero, fondatrice -grazie ad un'unica poesia andata perduta- del movimento poetico del Realismo Viscerale, che i due vogliono rifondare. Nella parte centrale del libro -che, lo ripeto, e' temporalmente successiva all'ultima- amici e conoscenti di Lima e Belano parlano dei due e del loro peregrinare spesso senza alcun senso apparente in luoghi e situazioni disparate.

Sembra un caos primevo, ma e' davvero un capolavoro. Che ha dato origine all'opera piu' osannata di Bolano: 2666.

 

BP

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18.3.10

Allora, ricapitoliamo...

Quest'uomo qua doveva semplicemente portare un pacco di carta in un luogo, qualche settimana fa, ed arrivare alle 12.

Nun g'naa fatta, per i seguenti motivi (SUE parole, in tempi differenti):

  • "Era presto, so' uscito e ho approfittato pe' magna' quarcosa, poi con tutta tranquillita' so' rientrato". Alle 12,39.
  • "No, er mi' collega c'aveva er fijo ìn machina, e gl'ha telefonato c'aveva un po' di temperatura, e allora siamo andatia  controlla'". E anche qui ci han messo quell'oretta buona che serve per leggere con accuratezza un termometro digitale.
  • "So' arivato all'11 e mezzo, mi so' messo in fila, e quanno stava a me li radicali se so' stesi in tera e nun m'hanno fatto passa'. Oh, io c'ero!". Si, certo: alle 12,39.
  • "Ero in fila, e m'hanno aggredito! Botte, spintoni! Ho fatto 'na denuncia contro ignoti, c'avevano er volto coperto!".

Ora, io capisco che la gente in questo paese si sia bevuta di tutto -non ultimo, in molti casi, il proprio cervello-, ma di fronte all'intervista rilasciata a caldo il giorno stesso non credo ci siano santi che tengono: Milioni e' arrivato tardi per colpa sua. O meglio: per colpa di chi gli ha telefonato per modificare un nome (o piu' di uno) sulla lista del PdL a Roma.

E Silvio: la prossima volta che devi inventarti delle minchiate per il tuo elettorato per spiegare la cappellata di un esponente del tuo partito, fai il piacere di imparare dal maestro.

 

BP

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10.3.10

noiseFromAmeriKa : Lettera aperta a Pier Luigi Bersani

NoiseFromAmeriKa e' uno dei miei blog preferiti.
E questa lettera aperta a Pierluigi Bersani e' la prova che i "ragazzi" dagli USA hanno le idee chiare. Pensiero mainstream? Non lo so, sospetto di no, ma francamente m'importa una sega: quello che e' scritto qua sopra e' sottoscrivibile al 100%.

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Simone Angioni - Skeptic Blog: Analisi delle scie di condensazione

Uno dei cavalli di battaglia dei complottisti è da qualche anno l'argomento delle "Scie Chimiche", o "Chemtrials". Le persone normali le chiamano "Contrails", e sono semplicemente scie di condensa formate dai gas di scarico dei motori degli aerei.

Simone Angioini ha tirato fuori una serie di analisi dirette ed indirette che cercano di dimostrare che le "scie chimiche" altro non sono che gas di scarico e vapore acqueo. Sospetto che per i complottisti sia solo un'ulteriore prova del coverup globale...

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24.2.10

"Solo cristiani all'asilo comunale" - LASTAMPA.it

Si inizia con "solo cristiani", poi si passera' a "meglio se italiani", quindi a "i negri per favore a casina loro", infine a "terroni di merda, tornate a Napoli".

La civilta' del nord italiano non finisce di schifarmi. Quando poi si accoppia all'idiozia dell'inegralismo cattotalebano, genera mostri come quello di Goito.

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10.2.10

Polls, Evolution, and Science in the 21st Century « The Skeptical Teacher

Polls, Evolution, and Science in the 21st Century

Posted by mattusmaximus on July 20, 2009

Sometimes people wonder why I spend so much energy addressing pseudoscience, specifically creationism, in this blog.  Well, some recent news out about U.S. attitudes concerning science and specifically evolution (the linchpin of biology) spells out why it is so important to fight against the anti-scientific agenda of the creationist movement (and pseudoscience in general).

The Pew Research Center recently released a survey where the U.S. public’s views on evolutionary science were compared to those of the scientific community…

“Nearly all scientists (97%) say humans and other living things have evolved over time,” while only 61% of the public agrees, according to a new report (p. 37) from the Pew Research Center for the People & the Press. Asked which comes closer to their view, “Humans and other living things have evolved over time” or “Humans and other living things have existed in their present form since the beginning of time,” 97% of scientists responding chose the former option, as opposed to only 2% choosing the latter option; 61% of the public responding chose the former option, as opposed to 31% choosing the latter option.

Those who chose the former option were also asked whether they preferred “Humans and other living things have evolved due to natural processes such as natural selection” or “A supreme being guided the evolution of living things for the purpose of creating humans and other life in the form it exists today.” Among scientists, 87% preferred the former option and 8% preferred the latter option; among the public, 32% preferred the former option and 22% preferred the latter option. Members of the public were also asked whether scientists generally agree that humans evolved over time; 60% said yes, 28% said no.

“Views on evolution vary substantially within the general public,” the report observed (p. 38), “particularly by religion and attendance at religious services.” For example, among white evangelical Protestants responding, a majority, 57%, agreed that humans existed in their present form since the beginning of time, and among those respondents attending religious services weekly or more often, a near-majority, 49%, agreed. In contrast, among the religiously unaffiliated responding, 60% agreed that humans evolved due to natural processes. Also correlated with acceptance of evolution were youth and education.

Another poll which was recently released by the British Council investigated the views of evolution from country to country…

The survey was conducted in April and May 2009 in ten countries: Argentina, China, Egypt, Great Britain, India, Mexico, Russia, South Africa, Spain, and the United States. For the question “Have you heard of Charles Darwin?” Russia led the list with 93% of respondents saying yes, with Great Britain and Mexico tied for second at 90%, and China a close third at 90%; the United States was fifth at 84%. For the question “To what extent do you agree or disagree that it is possible to believe in a God and still hold the view that life on earth, including human life, evolved over time as a result of natural selection?” India led the list with 85% of respondents agreeing, with Mexico second at 65% and Argentina third at 62%; the United States was fifth at 53%, just behind Great Britain, Russia, and South Africa, which tied for fourth at 54%.

For the question “To what extent do you agree or disagree that enough scientific evidence exists to support Charles Darwin’s Theory of Evolution [sic]?” — posed to respondents who had heard of Charles Darwin and knew something about the theory of evolution — India led the list with 77% of respondents agreeing, with China second at 72% and Mexico second at 65%. The United States was ninth at 41%, just behind South Africa at 42% and well ahead of Egypt at 25%. In keeping with reports on previous international surveys on public attitudes toward evolution, such as Miller, Scott, and Okamoto’s article in Science in 2006, the United States was also conspicuous for the level of disagreement with the theory of evolution: 30%, second only to Egypt’s 63%. Only 29% of respondents in the United States indicated that they neither agreed nor disagreed or didn’t know.

Respondents were also asked which of the following was closest to their own view: “life on earth, including human life, evolved over time as a result of natural selection, in which no God played a part”; “life on earth, including human life, evolved over time in a process guided by a God”; and “life on earth, including human life, was created by a God and has always existed in its current form.” (Respondents were also offered the response, “I have another view on the origins of species and development of life on earth, which is not included in this list.”) The first view was preferred in China by 67% of the respondents, in Mexico, Great Britain, and Spain by 38%, in Argentina by 37%, and in Russia by 32%; the third was preferred in Egypt by 50% of the respondents, and in India, South Africa, and the United States by 43%. In no country was the second view held by a plurality of respondents.

Folks, we simply need to do better.  If the United States is to effectively compete in and meet the challenges of the 21st century, then we need to do better.  If we don’t, then it is as if natural selection will eventually cause us to be left behind as other countries continue to leave us in the dust, and wouldn’t that be ironic?

This entry was posted on July 20, 2009 at 4:09 am and is filed under Uncategorized. Tagged: , , , , , , , , , , , , , . You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

Un paio di bei sondaggi su creazionismo ed evoluzionismo da un gran bel blog scettico.

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2.7.07

Alitalia e la finanza creativa

Torno a postare per parlare del nuovo caso di magia finanziaria che ci allieterà per le prossime settimane più di uno spettacolo di Silvan: l'asta per la vendita di Alitalia.

Nei giorni scorsi si è sfilata dall'asta Aeroflot, denunciando ingerenze politiche che non gli avrebbero permesso una partecipazione paritaria con altri pretendenti (ovvia, con un altro pretendente).

Poco dopo il nuovo fenomeno imprenditoriale Toto, AD di Air One (senza accenti, please) annuncia che -casomai vincesse lui l'asta- c'e' da tagliare di brutto: almeno 2350 esuberi tra piloti, assistenti di volo e personale di terra. Un piano preciso, pare che l'uomo sappia il fatto suo.

Ca##o, deve vincere lui!

Ma nessuno parla di Air One, ne' di come caspita si stia attrezzando per una offerta che vale un par di milamilioni di Euro e spicciolame.

Un buon inizio per rispondere -not for dummies, capisco: c'e' da impegnarsi uno zinzinino- e' qui

In sostanza, abbiamo un'azienda (Air One) che a dicembre 2006 vale 55 milioni di Euro, e che non ha i soldi (100 milioni di Euro, una miseria) per iscriversi alla pre-asta. I ghelli glieli prestano le banche, ma rimane il problema di come caspita far fronte all'acquisto della compagnia di bandiera con un valore aziendale si' ridicolmente basso.

Semplice: a fine 2006 Toto (sempre senza accento) decide che Air One e' aumentata un pochino di valore: non piu' 55 milioni di Euro, bensi' 820 (ottocentoventi, si, non e' un errore). Come ho detto, un aumentino insignificante, anche considerando che il nuovo valore corrisponde a circa 110 volte l'utile operativo dell'azienda. E tutto (Et voilà, siore e siori! Non c'è trucco, non c'è inganno!) senza apportare un centesimo di capitale, solo rivalutando! Ma siamo nel paese della finanza creativa, e più creativo di questa roba in effetti c'è poco.

Fatta la rivalutazione siamo quasi a posto: in caso di vittoria all'asta Toto conferisce ad Alitalia il 100% di Air One (ossia, secondo lui e Harpo Marx: 820 milioni di Euro di soldi -del Monopoli-). Il resto, cash (forse), ce lo mettono i soci finanziari.

In sostanza, abbiamo un nuovo Tronchetti Provera, che senza tirare fuori una lira si raccatta un'azienda che e' si sull'orlo del fallimento, ma insomma, ha sempre qualche speranza di sopravvivere, ha rotte, qualche aereo sempre in buone condizioni e almeno una decina di hostess gnocche.

Se poi te la porti a casa a praticamente ZERO Euri, val la pena di tentare il colpaccio...

Per chiudere in bellezza, c'e' da sottolineare il colpevole silenzio del governo. Si teme forse la svendita di un pezzo di paese a un anonimo fondo pensioni americano ("Non sia mai!" penseranno Giordano e Pecoraro), i tagli ancor piu' sostanziali alla forza lavoro che ne potrebbero derivare e -di conseguenza- le lotte sindacali all'ultimo sangue.

Ma c'è anche l'assordante silenzio dell'opposizione, zitta e muta come non mai. Anche i cagnacci leghisti tacciono sulla questione.

Perché?

Mi si dice (mio cuggino) che un motivo potrebbe essere la -come dire?- vicinanza di Tremonti ad Air One.

Ma non ci voglio nemmen pensare. E quindi giro -al termine dello sproloquio- la domanda ai due lettori che casualmente si imbattessero in questo scritto.

12.12.06

Le trasferte di lavoro - parte 2

E andiamo a spiegare perche' da tre giorni la trasferta si e' trasformata in una di quattro.

In genere, sia per problemi di budget che per comodita' l'azienda sceglie voli low cost, che oramai rappresentano quasi l'80% dei voli in partenza da Pisa.

Per quello che posso dire io, volare RyanAir o EasyJet e' comodo, veloce e sicuro. Certo, non ti danno caviale e champagne a bordo, ma c'e' qualcuno che ancora lo fa, per la classe turistica? Non credo proprio...

Questa volta, sia perche' ci siamo decisi tardi, sia per questioni logistiche, sia perche' nemmeno il treno era possibile come alternativa, si e' dovuti ripiegare su un volo Alitalia A/R per Parigi, alla modica cifra di quasi 1000 Euro.

Alla partenza la prima sorpresa: il volo e' Alitalia, ma e' gestito da Air France, che a sua volta lo ha sub-subappaltato a Axis Airlines, una florida azienda con ben sei aeromobili B737 di varia pezzatura. E non mi invento nulla, eh? Lo dicono loro nel giornale di bordo, edito penso una sola volta all'inizio di quest'anno e riciclato a pezzi sui sei aeroplani (nel senso che se uno vuole leggersi l'intera rivista, deve saltare dalla fila 7 alla 19 e ravanare in tutte le tasche portaogetti). Che, a vederli poi, quei B737, uno un po' si preoccupa: se non ricordo male, nemmeno gli MD-80 Alitalia davano questa impressione di anzianita' e scarsa manutenzione.

Il volo parte con un terzo dei posti occupati (si stava parecchio larghini), e debbo dire per onesta' che il viaggio non e' stato assolutamente male, ma d'altra parte il tempo era bellissimo...

Oggi, venerdi' 8 dicembre, parto presto nel pomeriggio da Le Havre sotto una tempesta davvero notevole, e arrivo a Parigi in perfetto orario per il check-in. Il tempo non mi pare bruttissimo: OK, c'e' vento e piove a scrosci, ma ho visto davvero di peggio. Comunque, sui display del Charles De Gaulle si avvertono i viaggiatori che a causa delle condizioni climatiche, sono possibili variazioni e cancellazioni.
Sono le 17,00, il mio volo e' comunque dato in partenza all'orario stabilito e, nell'attesa che mi indichino il posto dove fare il check mi fermo 10 minuti ad un bar in aeroporto a prendere una bella birra scura e un panino. Giuro, solo dieci minuti. Mi alzo, e ricontrollo i display. Con orrore scopro che il volo per Pisa e' stato cancellato.

Moccoli e madonne in fila indiana, inizio a far girare i miei 4 neuroni, cercando un'altra soluzione possibile. Ci sarebbe Genova, ma e' scomodo. Ma c'e' anche un bel volo per Firenze, sempre AZ gestito da AirFrance, che in qualche maniera potrebbe portarmi a casa in serata. Parto alla ricerca di qualcuno che mi possa modificare il biglietto, e passo in rassegna chilometri di terminal aeroportuali e, in sequenza:

  • il check-in, dal quale mi rimandano ad un fantomatico ufficio cambio biglietti che non ho ancora trovato, dicendomi comunque che secondo loro la cosa e' fattibile

  • l'ufficio informazioni, che mi spedisce alla biglietteria Air France, sostenendo che la cosa e' fattibilissima

  • la biglietteria dell'Air France, alla quale, saputo che il biglietto e' stato emesso da Alitalia, mi ha detto di andar da Alitalia

  • la biglietteria Alitalia dove una ragazza, dopo aver detto che comunque l'aereo era Air France e loro non ci potevano fare nulla, mi ma emesso comunque il biglietto per Pisa dicendo di presentarmi con quello al check-in da dove ero partito e sperare in Dio

  • di nuovo il check-in, che e' oramai chiuso, e nulla riesce -ovviamente- a smuovere gli animi dei controllori all'imbarco.


Il risultato e' che 'sta roba la scrivo dall'aeroporto di Parigi, dove mi appresto a passare una simpatica nottata.

Ma la cosa molto divertente e' che sono andato, dopo, a questionare sia con Alitalia sia con Air France. Ai francesi ho detto che secondo me le condizioni climatiche non erano cosi' terribili, e che avevo il forte sospetto che avessero cancellato l'aereo perche' avevan venduto pochi posti. La signorina, controllando sul terminale, ha detto che confermava che la cancellazione era dovuta al maltempo, e che i miei cattivi pensieri me li potevo tenere per me. Tornato dall'Alitalia, ho chiesto per curiosita' quanti passeggeri fossero venuti a chiedere trasferimenti su altri voli.

La risposta la sapete gia': "Solo lei, signore...".

Weather conditions dei miei coglioni: se queste sono le compagnie di bandiera, viva le low cost tutta la vita. Ah, per inciso, nessuno che mi abbia offerto uno straccio di camera di albergo. Non chiedevo mica lo Sheraton, ma per la miseria, c'e' pure l'Ibis, li'!

Le trasferte di lavoro -parte 1

Sono di ritorno da Le Havre, per una tre giorni che si e' trasformata in una quattro giorni per i motivi che spieghero' in seguito, e l'altra sera mi sono ritrovato nella condizione di trovare un posto dove cenare in un luogo dove non sono mai stato, il tutto ovviamente da solo.

E, come sempre, si ripete lo stesso cliche': io che parto stanco dall'hotel, mi faccio un giro esplorativo della zona, e invariabilmente finisco per trovare il locale adatto.

Tale luogo deve avere caratteristiche ben definite: intanto, evito come la peste i locali che nel menu' hanno roba che si chiama "Lasagne", "Fettuccini", "Risotto", o che propongono improbabili "Pesto Genovesi", "Ragu' Bologna" e compagnia andante.

Poi -dato che sono solo- non mi va di infilarmi in posti superaffollati con effetti psichedelici (beh, in realta' 'sti posti li evito sempre...).

Infine, per calarmi almeno qualche decina di minuti nell'atmosfera del luogo, il locale deve essere con tutta evidenza frequentato quasi esclusivamente da autoctoni, meglio se un po' su con gli anni, sbevazzoni e fumatori.

Ecco, l'altra sera a Le Havre ho beccato un posto che rappresenta quasi la summa dei locali da trasferta. Posizione centralissima, sulla piazza del teatro battuta da un mistral assassino, accanto a un locale chiuso ed a un altro strapieno di avventori ben vestiti. Questo, invece, aveva un solo consumatore al suo interno, sicuramente conosciutissimo dai proprietari: tavolo prenotato, consumazioni cosi oramai standard che quando il tipo finiva un piatto arrivava la cameriera col successivo, sigarette una via l'altra.
E quando se ne e' andato, lasciandomi cosi' solo nel ristorante, mi ha pure salutato...

2.12.04

Tasse e Tagli

E così la montagna, dopo una gestazione di tre anni ed un travaglio che definire travagliato pare eufemistico -oltre che tautologico- ha partorito il topolino.

Sappiamo, adesso, che nel 2005, se ci va bene -parlo di noi mortali che guadagnamo meno di 50.000 Euro l'anno- avremo dai 5 ai 60 Euro in più al mese per darci alla pazza gioia: due brioches, una pizza in famiglia, un paio di pacchetti di sigarette. Un bengodi, insomma.

Senza considerare la ricaduta, sulle nostre tasche, delle conseguenze di questa riduzione: aumenti delle tariffe pubbliche (trasporti, bolli, canoni), aumenti delle imposte locali, riduzione dei servizi e conseguente ricorso massiccio alle prestazioni dei privati, con prevedibili ulteriori aumenti (it's business, man...).

Il 2005 sarà anno di elezioni, e la Casa delle Libertà (CdL) doveva far qualcosa per evitare che le previsioni dei sondaggi, ogni giorno più cupe, si trasformassero in triste realtà.

E allora, via il creativo (anzi, il cVeativo) per eccellenza, il rag. Giulio Tremonti -che da quando non è più ministro appare quasi simpatico- rimane il problema della copertura. Che, tradotto per il comune lettore della Gazzetta dello Sport, significa semplicemente ricavare i denari necessari per la diminuzione delle tasse.
Ma -attenzione!- siamo in Italia, e quindi la copertura risulta virtuale quanto l'agente Smith (cfr. "Matrix"): si va dal posticipo di incasso delle ultime due rate del condono edilizio (ipotizzando tra l'altro che il ricavo sia pari a sette volte l'incassato ad oggi...), all'anticipo del versamento delle imposte 2005 per banche ed assicurazioni. Una roba che se uno si mette a leggersela, pensa che Siniscalco abbia incontrato il pusher di Miccichè e si sia fatto un paio di giri sulla neve colombiana della miglior qualità, o -in alternativa- che Sky si sia comperata anche i diritti del TG Parlamento.

E invece è tutto più o meno vero, per quanto può essere vero un provvedimento fiscale che vien modificato in tempo reale da riunioni carbonare, cene di lavoro con cantante incluso, vertici di maggioranza e gabinetti consiliari vari.

In tutto questo Barnum mediatico, la sinistra come sempre latita. Pare centrato lo sfottò della iena Lucci che ieri sera domandava a chiunque incontrasse della Sinistra come progettavano di farsi del male in futuro, e se la coalizione -dopo "Ulivo", "Uniti per l'Ulivo", "GAD", "FED", "Alleanza"- avesse intenzione di chiamarsi Sgnauuo, Boingg, Spraatz e simili. Addiritura i geni dell'opposizione son riusciti a non far niente per evitare che passasse l'ennesimo messaggio in bottigila per undicenni teledipendenti emanato dalla CdL, ossia che il recente sciopero sia stato fatto "contro le tasse". Tale simpatico assunto ha permeato -e per la verita' permea- sia le dichiarazioni del Bondi o dello Schifani di turno (e ci si puo' anche stare), ma le mie orecchie l'han sentito ribadire ben due volte nei titoli del GR1, la mattina presto e la sera tardi.

Ma lasciamo stare anche questo, e passiamo alla controproposta dello Sgnauuo-Ulivo-GAD.

Dopo giorni di latitanza ecco finalmente ieri Prodi che propone qualcosa di sinistra (bastava anche "qualcosa", tanto per far vedere che il centrosinistra non e' ancora sepolto...): tassiamo il capital gain al 20%. E in piu', mettiamo una bella una tantum sui capitali rientrati collo scudo fiscale dai paradisi esteri.
Ganzo!
Io sottoscrivo in pieno, ma che ci voleva a dirlo DUE MESI FA? C'e' voluto il bolognese di ritorno da Bruxelles, per pensare 'sta roba qua?
E la prossima proposta, quando hanno intenzione di farla, i nostri amici? Ferragosto? Natale 2005?

Un consiglio spassionato all'opposizione: guardatevi le proposte di Sbilanciamoci! (http://www.sbilanciamoci.org). Molte sono più che ragionevoli. E' una buona base di partenza.

Buona lettura.

19.11.04

Luciano Modica al Senato, parla di Scuola - leggete, please...

Da it.politica (leggetelo ogni tanto, fa bene...), trascrivo un post di avvocato pinto.

E' la trascrizione stenografica di un discorso di Luciano Modica (l'ex Rettore dell'Universita' di Pisa) a commento della cosiddetta Riforma "Moratti".



PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Modica. Ne ha facoltà.
MODICA (DS-U). Signor Presidente, signora Sottosegretario, il mio
intervento giunge al termine di una lettura che non esito a definire
molto più che lunga, direi del tutto sconfortante, di 101 pagine di
Gazzetta Ufficiale - il numero è esatto - che sono state dedicate ai
programmi (semplifico il termine e non parlerò di indicazioni
nazionali). Comincio subito con una osservazione che può sembrare
banale: qualcuno le ha mai rilette? Possibile che nessuno si sia mai
accorto delle decine e decine di errori di stampa? Possibile che
nessuno si sia accorto che le "qmotetie" sono le "omotetie" e solo un
dattilografo ignaro ha trasformato la "o" corsiva di una anonimo
redattore in una "q"? Possibile che nessuno sappia che in matematica
esistono i "diagrammi" e non i "digrammi" o che il "sacrificio" non è
il "sacrifico"? Potrei continuare per decine e decine di parole.
Possibile che trattiamo così la nostra scuola? È solo un aspetto
marginale, lo riconosco, non è affatto sostanziale, ma mi ha
preoccupato. Ho letto - ripeto - 101 pagine ed alla fine mi sono
annoiato a segnare gli errori di stampa perché avevo già superato i
cento errori. Ma questo è solo un aspetto molto marginale anche se -
ripeto - sconfortante.
Ma vengo ora alla sostanza per poi soffermarmi sul metodo. La sostanza
è la seguente e viene ripetuta infinite volte, fino a diventare quasi
ridicola. Ognuna delle indicazioni nazionali per i vari cicli
scolastici contiene un cappello pedagogico molto preciso e competente,
si tratta peraltro della sola parte scritta con tutta evidenza da
un'unica mano, che è del resto sempre uguale per la prima, per la
seconda e la terza elementare e così via. Questo cappello pedagogico,
proprio perché scritto da un'unica mano, delinea però una sorta di
pedagogia di Stato, alla fine è come affermare che la pedagogia -
peraltro disciplina importantissima per chi si occupa di scuola - è
una, e cioè quella che viene dal pensiero, dalla riflessione e dallo
studio dell'anonimo estensore. Quest'ultimo, tra l'altro, - lo dico
perché nell'ambito del testo lo ripete sette-otto volte - ama molto il
principio "della sintesi e dell'ologramma". Ma questo estensore sa che
cos'è l'ologramma, conosce questa parola, l'ha cercata sul
vocabolario? Sa che si tratta di una tecnica fotografica che serve a
riprodurre particolari tipi di fotografie? E che principio allora è
questo? Comprendo che la sintesi possa essere un principio, ma
l'ologramma! Devo dire che ciò desta qualche perplessità, visto che il
principio della sintesi e dell'ologramma viene ripetuto, come ho già
detto, sette-otto volte. Signor Presidente, signor Sottosegretario,
colleghi, non si tratta solo di errori di stampa, ma la sciatteria
generale che si ritrova in questo testo non fa onore né al Ministero
né a chi abbia a cuore le sorti della nostra scuola. Una sciatteria
che si riscontra anche in un altro aspetto: l'aver affidato, con tutta
evidenza, perfino grafica, la redazione di questo documento a gruppi
di persone o di esperti non in contatto tra di loro ha generato delle
curiose anomalie. Chi conosce questo tipo di documenti sa che si
articolano in due colonne di cui una dedicata alle conoscenze e
l'altra alle abilità. Evidentemente, però, a qualcuno non l' avevate
detto e questo qualcuno ha mescolato le conoscenze inserendole tra le
abilità e viceversa. Ai colleghi di informatica, che riconosco hanno
forse tracciato il tratto migliore di questi programmi, evidentemente
non era stato detto che il testo andava fatto in un certo modo e
quindi lo hanno fatto bene, ma in un modo diverso. Addirittura la
grafica è diversa; ci sono riquadri che testimoniano il perfetto
lavoro di "taglia incolla" che è stato però applicato a determinati
programmi, cioè, ad esempio, per descrivere la sintesi di quanto un
alunno o un'alunna di tredici anni debbono sapere. Ebbene, per fare
questo abbiamo utilizzato il "taglia incolla"! È perfino avvilente
parlare di contenuti, però credo che qualcosa vada comunque detto in
proposito: è mai possibile che in quinta elementare, dopo cinque anni
di inglese, gli alunni conoscano soltanto il presente e il presente
continuo e non il passato, il futuro e l'infinito dei verbi! Dei verbi
ausiliari sono tenuti a conoscere essere, avere e potere, e tutti gli
altri? Cinque anni di inglese non sono serviti nemmeno per imparare
tutti i tempi dei verbi. Quanto ai numeri, si prevede che i nostri
alunni in quinta elementare sappiano contare fino a cento. Mi chiedo
se voi conosciate una persona che dopo cinque anni di studio
dell'inglese, sia pure limitato e all'interno di una scuola in cui ci
si occupa di tante altre cose, sappia contare solo fino a cento!
Eppure questo è scritto nel programma, non me lo sto inventando.
Inoltre, per quanto concerne la matematica, chi ha redatto la colonna
"conoscenze" lo ha fatto bene, scrivendo che le trasformazioni del
caso sono le simmetrie, le rotazioni e le traslazioni; peccato, però,
che chi si è occupato della colonna "abilità" ha dimenticato le
simmetrie e quindi chiede che i ragazzini sappiano riconoscere le
figure ruotate, quelle traslate, ma non quelle riflesse, non le figure
simmetrizzate.
Presidenza del vice presidente FISICHELLA (Segue
MODICA). Sulle frazioni poi c'è una confusione incredibile. Da un
lato, tra le conoscenze in quinta elementare c'è solo la nozione
"intuitiva e concreta" della frazione, cioè quella che si apprende
normalmente in seconda elementare, e cioè che data una torta, se ne
prendo una metà, ho ottenuto una frazione di un mezzo, se invece la
divido in quattro parti la frazione è di un quarto. Quindi, ripeto, in
quinta elementare siamo ancora al livello di una nozione intuitiva e
concreta della fazione. Tuttavia, tra le abilità questi stessi
ragazzini sanno segnare sulla retta cartesiana i numeri decimali
corrispondenti alle frazioni, ma come potranno farlo se non hanno
studiato le frazioni? In quinta elementare ci si lancia anche in
qualcosa che viene definito "pensiero razionale": ben venga, è giusto
che ci sia. Solo che sarebbe bene insegnare ai nostri bambini il
pensiero razionale e non gli errori di chi ha scritto il programma!
Vorrei ricordare che una congettura non si verifica con esempi, se ne
verifica la plausibilità con esempi, ma una congettura, una ipotesi,
si verifica con una argomentazione. Non possiamo insegnare ai nostri
ragazzi a quegli stessi ragazzi che poi a quindici anni sono al
ventiquattresimo posto in tutto il mondo per capacità scientifiche,
che una congettura si verifica con esempi. Non possiamo nemmeno
pensare che "congettura" e "ipotesi" siano due parole diverse, sono
sinonimi: eppure, l'estensore ha fatto prima un capitoletto
"verificare con esempi una congettura" e dopo "verificare con esempi
una ipotesi". Ma chi sono questi estensori di programmi? Alcune altre
stranezze. La storia: giusto, uno dei limiti della nostra scuola è
sempre stata la mancanza della dimensione storica delle scienze (non
parlo di storia, non voglio ripetere i già brillantissimi interventi
dei miei colleghi Tessitore e Franco). Ci riferiamo alla storia delle
scienze, della matematica; allora si scopre - è giusto - che la storia
della matematica comprende i numeri romani - è una forma diversa di
scrittura dei numeri - ma comprende anche le tavole di natalità e
mortalità. Ma chi è che scrive queste incredibili sciocchezze? Non
parliamo delle scienze: questi ragazzini di quinta elementare sanno
distinguere calore e temperatura, la maggior parte dei miei
concittadini credo non lo sappiano fare, è una cosa difficile, però
non sanno cosa vuol dire velocità, accelerazione, quando sono in
automobile non sanno cosa indica il tachimetro, però sanno che esiste
l'energia termica, elettrica, ne conoscono i pericoli nell'uso
casalingo e nell'uso sociale: incredibile veramente! Degli apparati
dell'uomo in quinta elementare conoscono bene l'apparato motorio,
benissimo l'apparato circolatorio e l'apparato respiratorio: basta. E
l'apparato digestivo? L'apparato riproduttivo? No, in quinta
elementare no, dovranno aspettare la terza media per conoscere gli
apparati digestivo e riproduttivo, se ce la faranno, però sanno
classificare i concimi - per carità, importantissimi, non ne dubito -
e i tipi dei suoli. In tecnologia sanno dire cosa è - io non so dirlo
- la transizione dall'industriale al biodigitale; in seconda media!
Chissà cosa vuol dire l'estensore di questo programma. Finalmente in
terza media arrivano gli insiemi, va bene. Abbiamo partecipato a
questa lotta di massa contro gli insiemi, potrei anche discuterne ma
non è qui il caso. Non crediate, però, che arrivino gli insiemi nel
senso matematico, no: arriva l'intuizione della nozione di insieme,
attualmente è argomento della scuola dell'infanzia (in terza media!).
E finalmente arriva il cerchio: fino alla terza media il cerchio (o la circonferenza) non è
nominato: i poligoni, i quadrati, i rettangoli, sì, il cerchio no. Però, questo ragazzino che apprende
cosa è il cerchio sa dire la differenza tra probabilità classica,
frequentista e soggettiva, un tema francamente - ve lo dico da esperto
- un po' difficile. Sul sole e sul sistema solare conosce le
osservazioni degli antichi - giusto e bene - e le ipotesi della
scienza contemporanea: ipotesi? Capiamoci: sul sole e sul sistema
solare la scienza contemporanea ha molte certezze scientifiche, non
matematiche, scientifiche, ma certezze non ipotesi. Forse si voleva
dire ipotesi sulla storia e sulla natura del sistema solare, ma il
sistema solare è ben altro e oltre che la sua storia e la sua natura.
Finalmente - come dicevo prima - riesce ad avere delle notizie sulla
riproduzione dei viventi e sulla genetica - a tredici anni! - notizie,
però, mi raccomando, generali: DNA, codice genetico, riproduzione no,
questo no; conosce però le malattie sessuali - a tredici anni! - e
conosce anche la specificità della riproduzione dell'uomo dal punto di
vista dell'allevamento della prole, molto importante. Ma dove vivono
questi ragazzi, secondo gli estensori? Cosa leggono? Cosa guardano
alla televisione a tredici anni, a quattordici anni? D'altra parte, un
altro estensore, naturalmente, quando scrive dell' educazione
all'affettività, dice che addirittura (ed è giusto che sia così,
attenzione) in quel quadro conosce l'anatomia dell'apparato
riproduttivo (quindi, ripeto, non nell'ambito delle scienze, ma
dell'educazione all'affettività) e conosce addirittura (ed è giusto) l'aspetto
culturale e valoriale del legame tra affettività, sessualità e
moralità. Però non sa cosa vuol dire longitudine, perché conosce solo
la latitudine; non sa cos'è un circuito elettrico e non sa nemmeno
cos'è una resistenza: né "la" Resistenza, né "una" resistenza, quella
delle lampadine, quella che trovate sui contatori elettrici; non sa
cos'è uno specchio o cos'è una lente; non sa cos'è l'evoluzionismo e
il fascismo: o forse, chissà, l' evoluzionismo è tra i miti e le
leggende delle origini, anche perché viene subito dopo la comparsa
dell' uomo. Ma quello che mi ha letteralmente scandalizzato (e ve ne
voglio fare partecipi) sono le ultime pagine della Gazzetta Ufficiale, laddove c'è il famoso - si fa per dire - PECUP, il "profilo educativo, culturale e professionale". Vi
dico cos'è, perché magari non lo sapete: rappresenta "ciò che un
ragazzo" - o anche ragazza, immagino - "di 14 anni dovrebbe sapere e
fare per essere l'uomo e il cittadino che è giusto attendersi da lui
al termine del primo ciclo di istruzione", cioè, per intenderci, alla
fine della terza media. Salto le parti più pedagogistiche, perché ne
ho già parlato, e vengo agli strumenti culturali. Il primo è lo sport
e sono d'accordo, è importante, e comprende tante cose: il ragazzo
conosce cos'è una pratica sportiva individuale e la pratica di
squadra, addirittura è in grado di fare il giurato o l'arbitro in
discipline sportive di base; impara a relazionarsi e a coordinarsi con
gli altri (il che va molto bene) e sa che il successo di squadra
dipende dall'impegno e dal sacrificio individuale. Poi c'è la lingua
italiana (forse l'avrei anteposta, ma figuriamoci, si tratta di
piccolezze.). La lingua italiana comprende tante cose: il ragazzo sa
leggere, sa usare un vocabolario, sa produrre testi brevi, sa fare
l'analisi grammaticale e logica, addirittura riesce a percepire la
semantica, il significato, la comunicazione, conosce la storia della
lingua italiana, il legame tra l'italiano e i dialetti, tra l'italiano
e le altre lingue, i generi letterari antichi e moderni, il gusto per
l'opera d'arte verbale e per la "lucida" (non so perché tra
virgolette) espressione del pensiero. Già diminuisce molto
l'attenzione quando si parla di storia e di geografia, perché più
banalmente si dice che sa orientarsi nello spazio e nel tempo,
operando confronti costruttivi fra realtà geografiche e storiche
diverse, per comprendere le caratteristiche della civiltà europea e le
differenze e somiglianze con le altre. Basta. Questo è il profilo
culturale di un nostro o una nostra tredicenne. Però, non
preoccupatevi, sa usare la fotografia, il cinema, Internet, il teatro;
sa dare valore e senso alle tecniche. Sa leggere un'opera d'arte e ne
gusta il linguaggio espressivo, sia artistico che musicale, senza
preclusione di generi (anche il rock, immagino si volesse dire). Poi
si salta e si dice che "legge quotidiani e ascolta telegiornali" (qui
un po' traballa l'italiano), compila un bollettino postale (il fatto
che sappia compilare un bollettino postale mi sembra veramente un dato
fondamentale, in questo ambito.). Ma la preoccupazione cresce quando
si passa all'area - diciamo - scientifica, perché evidentemente siamo
un Paese che ha paura della scienza. Voi credete che debba saper
eseguire operazioni aritmetiche, intendo addizione, sottrazione,
moltiplicazione e divisione? Solo se sono semplici. Infatti, si dice:
"esegue semplici operazioni aritmetiche" (in terza media, si badi
bene!). Sa cos'è un'equazione? No. Sa risolvere un problema? No.
Purché sia semplice, qualche problema su superfici e volumi, ma -
ripeto - semplice. Però questo miracoloso ragazzino "padroneggia
concetti fondamentali della matematica e riflette sui princìpi e sui
metodi impiegati": incredibile!

Le operazioni aritmetiche solo se sono semplici, queste altre cose che
farebbero tremare le vene dei polsi a un matematico professionista le
sa fare. Poi avrei dato qualche consiglio all'estensore sul linguaggio
usato; ripeto, Galileo Galilei è molto più bravo a scrivere. Infatti
si dice che questo ragazzino "adopera il linguaggio e i simboli della
matematica per indagare con metodo cause di fenomeni problematici"
(chissà cosa vuol dire) "in contesti vari, per spiegarli,
rappresentarli ed elaborare progetti di risoluzione". Risoluzione dei
fenomeni? Si possono "risolvere" i fenomeni? Non lo sapevo. Galileo lo
dice meglio, veramente meglio sul serio. Sempre Galileo è scomodato:
"E' consapevole" - questo studente - "che la comprensione dei concetti
scientifici necessita di definizioni operative che si possono ottenere
soltanto con la ricerca e con esperienze documentate e rinnovate nel
tempo". E' la teoria di Galileo: lo dice meglio Galileo, ma fin qui, insomma.
Però (affinché non abbia troppa fiducia nella scienza) "comprende" -
questo ragazzino - "che i concetti e le teorie scientifiche non sono
definitivi, ma in continuo sviluppo, al fine di cogliere aspetti
sempre nuovi, diversi e complessi della realtà". Siete proprio sicuri
che sia questo quello che vogliamo dare ai nostri tredicenni e
quattordicenni? Ma dove si raggiunge il massimo è nelle tre righe
dedicate all'intera scienza della vita e della natura. Le leggo perché
lo meritano: "Conosce l'universo animale e il mondo vegetale nelle
loro molteplici sfaccettature (.); ha coscienza dell'immensità del
cosmo". Ma è questo il linguaggio della scienza? Davvero noi crediamo
che un tredicenne o un quattordicenne abbiano questa visione
scientifica del mondo? Qui vi è un arretramento grave. Non è un
programma degli anni Cinquanta: è un programma oscurantista, che nella
sostanza si chiude alla lettura scientifica, che non è l'unica - ci
mancherebbe altro - ma questa è lettura scientifica del mondo? No, è
un imbroglio, un vero imbroglio per i nostri ragazzi. Quindi,
contenuti disastrosi e sconfortanti. Sul metodo non ripeto quello che
hanno già detto le colleghe Soliani e Franco. Una preoccupazione,
però, la devo manifestare. Circolano bozze, si sente dire che ci sarà
lo stesso metodo (estensori ignoti, collazione dei testi) per le
superiori. Qui la mia preoccupazione diventa veramente grande,
sottosegretario Aprea. Chi si sta riunendo in questo momento per
scrivere i programmi delle superiori? Cosa sono questi testi che
girano, che arrivano, generando critiche o sbalordimento? Chi sono
queste persone? Chi le ha nominate? Qual è lo scopo che hanno avuto,
l'obiettivo che è stato loro assegnato? Non sarà, come è successo per
queste indicazioni, che chiederete il parere alle Società scientifiche
nazionali, dando esattamente 19 giorni per esprimerlo su 101 pagine? E
non sarà che di quelle eroiche 15 società scientifiche nazionali,
sulle 65 consultate (che fine hanno fatto le altre 50 Dio solo lo sa),
di quei fisici, chimici, biologi che hanno risposto con un libro
bianco su queste cose che in parte ho detto e che in parte hanno
scritto loro meglio di me, non abbiate tenuto nessun conto? Non esiste
un solo cambiamento di questo testo che abbia tenuto conto del parere
che avevate chiesto, dando 19 giorni di tempo, alle società
scientifiche. Ripeteremo questa perfomance? Sarebbe gravissimo. È
grave per le scuole medie e le elementari, ma lo è altrettanto - se
non di più - per le superiori. Fatemi concludere con una questione
diversa. Avete davvero così poca fiducia nei nostri insegnanti? Ma
davvero i nostri insegnanti hanno bisogno di questo tipo di
indicazioni? Non sarebbe meglio produrre documenti assai più sintetici
e lasciare - vivaddio - alla libertà, alla cultura, all'azione
collegiale degli insegnanti e delle scuole la scelta di come
raggiungere gli obiettivi formativi? Perché avete voluto scrivere in
questa Gazzetta Ufficiale abbozzi malfatti di indici di libri di
testo? Io ritengo che la nostra scuola di tutto abbia bisogno, tranne
che di questo.

(Applausi dal Gruppo DS-U e della senatrice Soliani.
Congratulazioni).

12.11.04

Affari di famiglia

E dopo le elezioni amerregane, un po' di politica de noantri.

Pongo alla vostra attenzione questo capolavoro stile vecchia clientela democristiana.

Peccato che gli attori siano quei buffi ometti verdi, alti tre mele o poco piu' (no, quelli erano i puffi...), che vogliono la secessione da Roma ladrona.

Si, cosi' poi ruban tutto loro :-)

Insomma, leggetevi l'articolo di Gian Antonio Stella, apparso sul "Corriere della Sera" dell'11 Novembre

IL FRATELLO E IL FIGLIO DI BOSSI ASSISTENTI A BRUXELLES


In attesa che Umberto Bossi sia pronto al gran rientro (auguri), la Lega Nord guarda al futuro. E ha mandato a prendere confidenza con Bruxelles e le istituzioni comunitarie, nel mentre crescono i giovani eredi Renzo, Roberto Libertà ed Eridano, un altro paio di appartenenti alla Real Casa Senatùria: Franco Bossi, il fratello, e Riccardo Bossi, il figlio primogenito. Assunti presso il Parlamento europeo con la qualifica di assistenti accreditati.

Portaborse, avrebbero detto i padani duri e puri di una volta. Ma pagati sontuosamente. Per l'attaché, ogni deputato riceve infatti 12.750 euro. Pari a 24.687.000 vecchie lire. Al mese. La notizia, contenuta nell'elenco ufficiale pubblicato dall'Europarlamento e facile da controllare sul sito internet, non precisa che mestiere facciano i due.
Visto che l'assistente accreditato, pagato coi soldi nostri, è il braccio operativo di ogni bravo parlamentare, si presume che parlino fluentemente alcune lingue, capiscano di economia, siano dotti nelle materie giuridiche e magari abbiano una competenza specifica in qualche settore chiave nel quale il deputato di riferimento deve destreggiarsi.
Franco Bossi, una preparazione, ce l'ha. Sa tutto di valvole, canne, pistoni, bronzine, guarnizioni, pompe ad acqua... Dopo aver studiato fino alla terza media inerpicandosi su su fino alle "commerciali", manda avanti infatti un negozio di autoricambi a Fagnano Olona. Una professionalità che, unitamente alla passione leghista, ha spinto il Carroccio non solo a ipotizzare una sua candidatura alla Camera al posto di Umberto nel collegio 3 di Milano (dove poi, forse per evitare le accuse di far tutto in famiglia, fu scelto il medico di casa del Senatur) ma ad affidargli negli anni ruoli di spicco quali quello di c.t. della squadra di ciclismo della Padania, di socio della controversa "cooperativa SetteLaghi", di membro del consiglio di amministrazione dell'Aler (case popolari) di Varese. Esperienze che a
Bruxelles gli saranno utilissime.

Quanto a Riccardo Bossi, se ne sa ancora meno. Se infatti sono ormai celebri i fratelli avuti dal papà nel secondo matrimonio, e in particolare il delfino Roberto Libertà cui il giornale La Padania arrivò a regalare per il compleanno un'intera pagina di sdiluviante entusiasmo («Che fortuna avere dodici anni e festeggiarli in cima al Monte Paterno!»), lui è infatti rimasto sempre piuttosto defilato. Si sa che ha 23 anni, che è un ragazzone grande e grosso, che va matto per le auto ed è fuori corso all'università.
Fine.
Figlio di Gigliola Guidali, la prima moglie del segretario leghista che raccontò in un'intervista di aver chiesto la separazione dopo aver scoperto che Umberto usciva tutte le mattine di casa con la valigetta del dottore («ciao amore, vado in ospedale») senza essersi mai laureato, pare non somigliare molto al padre. Tranne in una cosa: come il Senatùr alla sua età, diciamo, non è propriamente un secchione.
A scegliere come braccio destro Franco Bossi, dice il sito dell'Europarlamento, è stato Matteo Salvini, già direttore di quella Radio Padania Libera che per anni ha cannoneggiato contro il clientelismo e le assunzioni in Terronia di amici, cognati e parenti. A scegliere Riccardo, lo "zio" Francesco Speroni, che di Umberto Bossi è stato il capo di Gabinetto al ministero delle Riforme e che in tema di nepotismo aveva già fatto spallucce davanti a un'altra polemica: la designazione, come presidente della provincia di Varese, di Marco Reguzzoni, marito di sua figlia Elena.
Intendiamoci: tutto il mondo è paese. Lo ricordava già, ai suoi tempi, il cardinale Enea Silvio Piccolomini diventato Papa col nome di Pio II: "Quand'ero solo Enea / nessun mi conoscea / ora che sono Pio / tutti mi chiaman zio". La scelta del fratello e del primogenito del Senatùr per quelle due cadreghe europee, tuttavia, sia pure preceduta da altri piacerini a parenti e amici, segna il punto d'arrivo di un cammino che pareva partito con altri itinerari. Basti ricordare alcuni dei moniti di Umberto contro il «familismo amorale» e i regali ai "clientes": «La Lega assicura assoluta trasparenza contro ogni forma di clientelismo». «Il nostro programma? Incrementare i posti di lavoro, eliminare i favoritismi clientelari e restituire il voto ai cittadini». «Non si barattano i valori-guida con una poltrona!». «Questo deve fare un segretario di sezione: far crescere la gente e non dare spazio agli arrivisti. Dobbiamo essere in primo luogo
inflessibili medici di noi stessi se vogliamo cambiare la società!». Parole riprese e urlate in mille piazze e mille sagre e mille comizi da tutta la corte di fedelissimi, da Calderoli a Castelli, da Maroni al mitico "Sciur Cüràt". E impresse nel marmo della storia da un gesuitico comunicato dall'allora addetta stampa della Lega Simonetta Faverio: «In un movimento che si propone di far la rivoluzione non ci può esser posto per gli arrivisti, i corrotti, i poltronari, i leccaculo, "i pentiti" e i
lottizzatori. Chi si è proposto di cambiare questo nostro povero Paese non può nello stesso tempo volere un posto al sole per sé o per i suoi amici, non può usufruire dei privilegi di cui hanno goduto i piccoli uomini politici della partitocrazia. Non può insomma parlare bene e razzolare male, prendendosi così gioco della base pulita, dei militanti, e di quei dirigenti onesti che per la causa leghista sarebbero disposti a tutto».
Parole d'oro.
Premiate un paio di anni fa con la nomina di Simonetta, in quota leghista, a vice della ancillare Anna La Rosa alla direzione dei servizi parlamentari della lottizzatissima Rai.

11.11.04

Come si vincono le elezioni, in America?

A una settimana dai risultati ufficiali (?!?) posso tentare di dare una risposta ragionata, tanto l'han gia' fatto in molti...

Bene; intanto aiuta moltissimo essere il Presidente uscente. La statistisca e' dalla parte
del vecchio Leader. Di recente, a perdere le elezioni da Presidente uscente c'e' riuscito solo Bush padre.

Allora, abbiamo detto che essere stato Presidente la volta prima e' un ottimo punto di partenza (per una serie di motivi, anche pratici: hai in mano la presidenza del Senato, puoi nominare alla Corte Suprema i tuoi amici, hai la possibilita' di concentrare provvedimenti legislativi ad effetto nei mesi immediatamente precedenti le elezioni[1], e cosi' via).

Se a questo fattore si aggiunge il fatto di essere il Primo Presidente degli USA che ha dovuto far fronte ad un attacco militare sul suolo americano, cominciamo a mettere sulla bilancia dei bei pesi.

Se, inoltre, dopo l'attacco subito (che e' stato nel 2001, quindi tre anni fa, NON ieri l'altro), non si fa altro che dichiarare guerra a mezzo mondo e ripetere ossessivamente il mantra "Pericolo Terroristico, Siamo Sotto Attacco" ogni benedetto fine settimana, in modo che alla fine anche il piu' coraggioso cowboy della California comincia a credre che magari puo' essere vero che gli Stati Uniti sono in pericolo mortale, bene: ce l'avete quasi fatta.

E' chiaro, vi serve una mano dai vostri avversari politici: non sono dei cretini, e dopo l'attacco terroristico sanno quanto voi (anzi, meglio di voi) che le loro speranze di vittoria alle successive elezioni sono vicine allo zero. E allora, perso per perso, tanto vale far correre la corsa ai ronzini sfiatati, piuttosto che ai preziosi purosangue.

Chi ha seguito le primarie del partito democratico sa di cosa parlo: sin dall'inizio nessuno era in grado di capire quale fosse il candidato appoggiato dalla base.
Il buon Michael Moore, dapprima puntava su Clark, l'ex generale NATO convertito all'ala di centro del movimento democratico. Per quel che puo' contare, credo sia stata l'unica cosa che Moore ha azzeccato nella campagna elettorale: Clark era l'unica pedina seriamente in grado di impensierire Bush. Dopo la sconfitta di Clark, tutti sul carro di JF Kerry, e tutti a spingere il JFK de noantri a scegliersi Edwards come vice.
Che poi il JFK di cui sopra, a schede non ancora scrutinate si affanni a riconoscere la sconfitta, non deve stupire piu' di tanto, a 'sto punto...

Per esser certi del risultato positivo vi manca davvero poco. Il cocktail ha bisogno solamente di un po' di sano fondamentalismo cattolico (ma non era IL male, il fondamentalismo religioso?), stimolato e veicolato attraverso l'altro mantra elettorale di GWB: "No all'amoralita', no al matrimonio tra gay, no alla ricerca sulle cellule staminali. Ah, per vostra informazione, JF Kerry non e' d'accordo con queste affermazioni...".

Bene, avete il vostro cocktail:
  • una parte di paura dell'arabo terrorista

  • una parte di paura di perdere del vostro avversario

  • una parte di paura dell'avvento di Satana da parte dei fondamentalisti ultraordotossi
Mischiate il tutto, versate in un thumbler, aggiungete un'olivina et voila', le elezioni NON le potete perdere nemmeno impegnandovi allo spasimo.



[1] ad esempio se sei il premier italiano, puoi promettere per cinque anni filati che ridurrai le tasse, poi eventualmente puoi farlo per davvero solo nel 2006, cioe' l'anno in cui si vota. Facile, no?