Visualizzazione post con etichetta Arts. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Arts. Mostra tutti i post

14.10.12

Alphabet Apocrypha: A (Nathan O. Marsh)

Una serie di splendidi disegni alfabetici, dalla "A" alla -per adesso- "P". Si possono acquistare le riproduzioni firmate dall'autore a 15$. Hat trick per l'Archivio Caltari, attraverso il quale ho scoperto questo e molto altro.

Barney

10.9.12

Christopher Churchill e la fede americana. In bianco e nero

La fotografia e' un mezzo incredibilmente versatile per raccontare storie. Sta alla pittura come il fumetto sta al romanzo: non un'arte minore, ma qualcosa di alternativo... di diverso, di probabilmente piu' popolare e quindi percepibile da una platea piu' vasta.

Se il fotografo e' consapevole che il medium e' altro rispetto alla tela o alla scultura, la fotografia rappresenta un mezzo potentissimo per far vedere con altri occhi la realta'. Esattamente come quando il disegnatore non vuole scimmiottare Dostojewsky: leggetevi Spiegelmann, Thompson, Miller, gustatevi qualsiasi cosa abbia scritto e fatto disegnare Alan Moore e avrete un'idea di cosa voglio dire.

Ma volevo parlare di Christopher Churchill, adesso, e del sua bellissimo "American faith". E' un racconto per immagini in bianco e nero di tutto quello che e' fede negli USA: dalla autopsia dei presunti alieni di Roswell ai visitatori di Graceland vestiti come il dio Elvis, a improbabili cappelle ricavate da chioschetti-bar.

Tvatservice
Television at service, Chocoloskee Island, FL. (C) Christpher Churchill, 2005

Uno spaccato vero e iperrealista di una nazione che e' tante nazioni.

Una testimonianza che e' veramente arte.

 

 

Barney

7.8.12

Lee Materazzi: Chair, 2007

Media_httpwwwleemater_bzuin

Lee Materazzi e' una giovane fotografa di chiare origini ugro-finniche. Fa cose come questa qua sopra, e altre anche meglio, come ad esempio la serie delle teste nascoste in muri, pareti e soffitti.

Il suo sito merita certamente una visita.

Barney

8.7.12

"Off the grid", Eric Valli

Eric Valli e' un francese di Dijon (cittadina in mezzo alla Francia, nota soprattutto per la senape omonima), che fa foto e documentari in giro per il mondo.

Il suo lavoro "Off the grid" e' un viaggio negli USA noglobal, alternativi e fricchettoni dei nostri giorni, al seguito di persone che hanno deciso di vivere staccati dalla rete, come dice il titolo. Dei moderni e romantici selvaggi, che hanno detto addio alle comodita' e agli agi di case riscaldate dal metano e illuminate dalla corrente a 120 Volts (siamo negli USA, non dimentichiamolo) per riconquistare un diverso e piu' intimo rapporto con la natura.

A veder le foto, pare stiano benissimo:

E secondo me, con l'aria che tira in tutto il mondo, questi sono avvantaggiati per il futuro. Anche nei confronti dei super-ricconi che hanno contribuito alla definizione di questo stato di crisi globale e continua. Perche' quando il denaro non varra' piu' nulla, avere un arco in composito e venti frecce da caccia grossa fara' la differenza.

 

Barney

5.7.12

Progressioni (post serio sulla vita, l'universo e tutto quanto)

Il vero Barney Panofsky scrive le sue memorie poco prima di rincoglionire del tutto a causa dell'Alzheimer. Forse e' la cosa che temo di piu' in assoluto -rincoglionire di Alzheimer, dico, non scrivere le proprie memorie...-, quindi forse e' il motivo per cui "La versione di Barney" e' tra i miei libri preferiti, e Barney e' il mio nick qui.

Detto cio', guardate qua:

Sono sei autoritratti fatti dalla stessa persona nell'arco di dodici anni. Al pittore, William Utermohlen, venne diagnosticato l'Alzheimer nel 1995.

Il primo autoritratto e' giovanile, del 1965.

Il secondo e' del 1996, a malattia diagnosticata. L'ultimo e' del 2007 -l'anno della sua morte-, e testimonia una volonta' incredibile da parte dell'artista di sopravvivere alla malattia e cercare di capirla con il solo strumento in suo possesso: la pittura.

Non credo si debba giudicare solo il valore artistico di questi autoritratti, perche' quello che c'e' dentro e' molto di piu': e' la vita e la morte, attraverso un percorso ineluttabile e disperato che somiglia, per come toglie particolari all'insieme da un quadro al successivo, alla semplificazione picassiana che si osserva nella famosa sequenza dei tori:

Tumblr_m3ub30z2of1rubcazo1_5001

Il sito di Utermohlen e' una miniera di splendidi dipinti, visitatelo e mi rammenterete.

Hat trick per i tumblr di Tamburina e di Archivio Caltari.

 

Barney

 

2.7.12

Philip Harris, illustratore

Un illustratore inglese scoperto come sempre per caso, che fa cose notevoli come questa:

Marketwed
Si intitola "M for market", e fa parte di una serie che si intitola "A world run by animals", ma sul suo sito c'e' moltissima roba interessante. Anche T-Shirt e poster strani e belli.

 

Barney

25.5.12

Bruno Walpoth

Sculture di legno-di piombo-disegni molto belli.
Sito internet: http://www.walpoth.com

Barney

8.3.12

Come spiegare concetti complicatissimi usando l'intelligenza e la creativita'

[Disclaimer: il sottoscritto non si ritiene responsablie di ictus e slogature cerebrali causate dalla lettura di cio' che segue da parte di leghisti. Anche se il sottoscritto dubita che i leghisti sappiano leggere]

C'e' in programma a Washington, dal 29 luglio al 1 di agosto, una conferenza che si intitola "Materials and Mechanisms of Superconductivity". Insomma: fisica delle bassissime temperature e dei comportamenti conduttivi esotici di alcuni materiali in quelle condizioni estreme. Una roba utilissima ai simpatici ex colleghi che svernano a Barcellona, nel tentativo di fare un giorno funzionare quel bestione gigantesco che sara' ITER (altro che l'E-Cat), e a chi sta al CERN e si diverte a far le corse tra fotoni e neutrini. Per il volgo: roba esotica, inutile, incomprensibile, noiosa.

Ma c'e' un modo per far capire pure a me di cosa si discutera', tra luglio ed agosto, a Washington?

Certo che c'e': basta avere immaginazione, cervello e fantasia. E allora, vien fuori questa roba qua, che dura meno di 5 minuti e riesce a dare un'idea di cosa succede, a livello subatomico, in un superconduttore al diminuire della temperatura. Non vi spaventate, e' assolutamente divertente!

 

Barney

6.2.12

Artisti sconosciuti che meritano di essere scoperti #3 - Heikki Leis

Questo e' un Estone che disegna con matita. Direi che ha una mano dannatamente spettacolare.

Barney

16.1.12

Artisti sconosciuti che meritano d'essere scoperti #2: Mark Powell

Il londinese Mark Powell invece usa una Bic come strumento di disegno, e il retro di vecchie lettere come tela per rappresentare stupendamente vecchi personaggi che incontra per strada.
Veramente bravo anche lui.

Barney

Artisti sconosciuti che meritano d'essere scoperti #1: Steve Mills

Media_httpwwwstevemil_ndcgi

Quello che vedete qua sopra e' un olio su alluminio, e si intitola "Leaning right".
Si: non e' una foto, e' un dipinto. Ed e' uno dei tanti che Mills fa e vende. Ad avere dei soldi, e' una delle cose che comprerei.

Barney

25.11.11

Life, the Universe and Everything

Non e' esattamente "42", ma ci si avvicina dannatamente. Un'opera "globale", che coglie la weltanschauung di una generazione, a sapere cosa vuol dire weltanschauung...

Insomma, ecco a voi l'incredibile "picture of everything"

Tpoe_laluz1
L'originale viene via per 250.000$, ma non ne vale la pena, una visita al sito invece si, cosi' come l'acquisto de. Secondo l'artista, manca Itle, poi piu' o meno ci sono tutti (ma lo stesso autore dice che ha dimenticato Arnold, i MioMiniPony e i Green Day).

 

Barney

9.11.11

Paper Heroes

Ancora Guillemin, stavolta con supereroi-origami. Bravo, il francese...

Barney

Vintage SuperHeroes

Media_httpbehancevoll_cypxf

Gregoire Guillemin strikes again, stavolta con una serie di manifesti Art Deco veramente belli.

Barney

26.10.11

Meta-art: paintings squared

Karin Jurick's Museum Hours
Who would think that paintings of people with their backs to you could be so compelling?

When I first wrote about Atlanta based painter Karin Jurick back in 2006, one of the things I admired, in addition to her bright, fresh, painterly approach, was her series of paintings of art museum patrons, in situ, as it were, their backs to the viewer as they stood engrossed in the artwork before them.

This has turned out to be one of Jurick’s favored themes in the subsequent years, and she has recently published a collection of over 100 of those paintings in a book titled Museum Hours.

You can see a preview of the book on the Blurb site; be sure to use the controls below the image to view the preview in full screen mode, allowing you the pleasure of seeing Jurick’s work larger than it is usually reproduced on her site and blog.

The book has a nice feature in the form of an illustrated index of the paintings. In addition to the titles of her paintings, it lists the works being viewed by the patron, (of which Jurick has painted at least a partial interpretation), and the museums in which they are to be found.

Jurick’s work is part of a three-woman show, along with Karen Hollingsworth and Suzy Shultz, at the 16 Patton Gallery in Ashville, North Carolina that opens tomorrow, October 22, 2011. I don’t know how long it runs; the gallery’s website, such as it is, hasn’t been updated with show information and does a poor job of presenting the artists they represent. [Addendum: Jurick was kind enough to let me know the show runs until November 26, 2011. See also my recent post on Karen Hollingsworth.]

You can see a preview of Jurick’s pieces in the show on her website. She has chosen a theme of “New York Life” for her part of the show, and the selection includes some of her art patrons pieces, as well as other New York scenes (love the Flatiron Building).

Share or bookmark this post:
  • Digg

  • del.icio.us

  • Facebook

  • Google Bookmarks

  • Mixx

  • Reddit

  • Sphinn

  • StumbleUpon

  • Yahoo! Bookmarks

  • Yahoo! Buzz

  • Twitter

Karin Jurick e' l'artista amerregana che fa queste cose qua sopra. Niente male, ma si tratta di una piccola parte della produzione della tizia, che potete trovare sul suo blog qua: http://karinjurick.blogspot.com/. Ah, la sua roba la vende, se siete interessati...

Barney

18.10.11

Remake!

Spettacolare iniziativa di un blog americano: reinterpretare quadri o sculture di artisti famosissimi e fotografare il risultato.
Sopra abbiamo il famosissimo "autoritratto" di Vincent Van Gogh, ma la galleria e' stracolma di remake bellissimi.
C'e' tempo fino al 21ottobre per spedire il proprio contributo.

Barney

22.7.11

Mona!

La notizia l'ho ricavata da qui. E parecchio di quello che c'e' scritto e' condivisibile e poco sorprendente, compresa la parte "succosa": una donna americana ha pagato 10.000 $ per "acquistare" un'"opera d'arte" che non esiste, se non nella testa dell'artista che l'ha pensata. Cioe': non c'e' alcuna messa in pratica dell'idea, la tipa ha pagato per l'idea stessa di opera d'arte. In cambio, ha ottenuto un titolo, e una didascalia che spiega l'idea/opera d'arte/quel che vi pare. Iniziamo dal titolo:

Fresh air

Ok, non c'e' bisogno di traduzione. State "guardando" un'opera d'arte da 10.000 dollari, ve lo ricordo.

Adesso passiamo alla targa che accompagna il titolo e -spero- la fattura:

A unique piece, only this one is for sale. The air you are purchasing is like buying an endless tank of oxygen. No matter where you are, you always have the ability to take a breath of the most delicious, clean-smelling air that the earth can produce. Every breath you take gives you endless peace and health. This artwork is something to carry with you if you own it. Because wherever you are, you can imagine yourself getting the most beautiful taste of air that is from the mountain tops or fields or from the ocean side; it is an endless supply.

Anche qua penso si capisca tutto. Compreso il fatto che l'artista sta -come dire?- calcando un pochettino la mano: a me pare che la signora, per 10.000 dollari, stia ottentendo una presa in giro mica male. Ma forse sono un malfidato... Bene, andiamo avanti, e sveliamo il nome dell'artista:

James Franco.

Eccolo qua, l'attore noto alle teenagers di mezzo mondo, che ci illustra "Fresh air":

Franco_wide1
A me suona e appare un po' italiano. No?

Ma continuiamo. James Franco ha contribuito a dare vita ad un museo, e l'ha chiamato -ovviamente-...

"Museum of Non-Visible Art".

Il sito web lo si raggiunge digitando www.nonvisiblemuseum.com, (NON ci cliccate ancora, grazie...), e sia il dominio che il nome paiono appropriati.

Quello che mi perplime, se mi metto a fare due piu' due piu' due, e' l'acronimo che e' stato scelto per il sito. Si, vabbe': a Roma abbiamo i bellissimi MACRO e MAXXI (andateli a vedere, se non l'avete ancora fatto: meritano entrambi piu' di una visita), ma qua si va oltre, qua (ecco, ora potete cliccare su nonvisiblemuseum) siamo davvero all'italian job senza scasso: siamo al...

MONA

E allora tutto ha un senso: diecimila dollari, aria fresca, mona... Si: ora torna tutto. A gentile richiesta, e dietro simbolica donazione di almeno tremila Euro, fornisco le coordinate per contattare l'amante dell'arte Aimee Davison, che e' la tizia che ha sborsato i soldi.

 

Barney

5.7.11

Il suicidio più bello [da Malpertuis di Elvezio Sciallis]

Media_http1bpblogspot_lnghn

La foto e' stupenda e drammatica assieme.
E' stata scattata nel 1947, ed e' vera, come vera e' la storia che Elvezio ci racconta nel suo blog. Vi consiglio di leggerla, la storia, ascoltando in sottofondo "Last kiss" cantata da Eddie Vedder, magari in questa versione live:

Barney