Visualizzazione post con etichetta work. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta work. Mostra tutti i post

4.10.12

Mrs. Panofsky che legge "Il Museo dell'innocenza"

Avevo promesso al blogger che cura Cartaresistente che avrei provato ad emularlo, rubando qualche scatto in treno con l'iPad. C'e' voluto un viaggio a Napoli, per lavoro[1], cui s'e' aggregata anche Mrs. Panofsky come turista perche' riuscissi nell'impresa. Devo dire che Mrs. s'e' prestata di buon grado, a patto che non la riprendessi in modo "riconoscibile". Lo scatto qua sotto ha in ogni caso il suo imprimatur, quindi lo posso pubblicare senza timori:

Foto
"Gli oggetti che sopravvivono a quei momenti felici conservano i ricordi, i colori, l'odore e l'impressione di quegli attimi con maggiore fedeltà di quanto facciano le persone che procurano quella felicità".

Per la cronaca, e per dare un senso alla nota [1]: ero alla IAC 2012, che ha ricevuto notevoli critiche piu' o meno da tutti i 2500 partecipanti. Un giudizio, sentito durante una pausa, mi pare possa sintetizzare bene il sentire comune:

"The worst conference since... I cannot remember when..."

Sottoscrivo: l'organizzazione, data in mano a un branco di babbuini ubriachi, sarebbe andata quasi certamente meglio.

Per la cronaca2: abbiamo viaggiato benissimo con Italo, che in due ore e quaranta (e quaranuno euri) ti porta da Firenze S.M. Novella a Napoli Centrale con il WiFi gratis. Che non e' poco... Note dolentissima: prezzi e qualita' delle bevande ai distributori automatici Illy, che se il caffe' era verametne Illy c'e' da stare preoccupatissimi.

 

Barney

2.12.11

Threesome pissing bondage tits

No, il titolo e' sicuramente misleading (e secondo una legge sociologica del Web 2.0 garantira' 100 visite a questa pagina, perche' voi non sapete nulla di bondage, ma loro la' fuori si), ma il contenuto del post e' assolutamente non pornografico.

Sono di ritorno da una giornata di convegno-conferenza-aria fritta, che ha visto due soli momenti interessanti, anzi tre. Il primo attimo decente e' stato il welcome coffee, che avevo adocchiato ieri sul programma esser previsto per ben quarantacinque minuti. Bene, sono arrivato puntuale e il welcome coffee (succhi, caffe', the, pasticcieria fine e mignon salati in abbondanza) e' durato quasi un'ora.

Il secondo momento buono e' stato il lunch, delle 14,45. Che a quell'ora e' buono anche il cartone grigliato... E invece era tutto decente -vino compreso, incredibile- a parte la panna cotta finale, da 5 scarso.

Il terzo momento e' invece quello che ha ispirato il titolo. E' avvenuto che mi stavo appisolando, dopo innumerevoli e inutili sproloqui, tavole rotonde, presentazioni powerpoint che dire "facevano schifo al maiale" e' un insulto al maiale... insomma ero sull'orlo del coma quando -alle 13,20- e' stato richiamato un giovanotto, saltato nei giri precedenti, che doveva presentare in 5 minuti l'azienda per la quale lavora. L'azienda e' Altran. Un gruppone mondiale che solo in Italia ha un duemila dipendenti (meglio: "Consulenti"), e che a detta loro: "...è partner di innovazione e acceleratore di performance", qualsiasi cosa cio' significhi. Per le persone normali: Altran fa body rental, "affitta" giovani e brillanti laureati a multinazionali varie, facendosi pagare 100 e dando 10 al giovane.

Ma questo e' business, baby, e non c'entra nulla con quello che seguira'.

Allora, tornando a stamani, il giovane brillante e piacente ha attaccato la sua presentazione Powerpoint (che non faceva schifo al maiale: faceva schifo all'intera fattoria, da quanto non si leggeva una cippa, i colori erano sbagliati, lo sfondo era osceno e il contenuto inesistente) e a un certo punto mi sono svegliato del tutto. Si, perche' il ragazzo presentava (in italiano, eh?) l'offering della sua azienda, che -ho scoperto immediatamente- era tailored sul cliente, perche' c'era un committment preciso. Poi il giovine ha parlato di harness, e quella era l'unica parola inglese che c'entrasse un minimo con il contesto (era una roba per aziende aerospaziali), per ritornare immediatamente all'offering dell'inizio, e chiudere i suoi cinque minuti di notorieta' bullandosi d'aver visualizzato solo tre slides. Oramai partecipe di cio' che mi succedeva attorno, e curioso di  vedere gli sviluppi successivi, ho preso posto una decina di file piu' avanti, in tempo per assistere alla successiva presentazione. Di un tizio che e' partito incazzato come un picchio che lo facevano parlare dopo l'ambulanza e la banda, e quindi non avrebbe avuto tempo di spiegare le magnifiche sorti e progressive che secondo lui andavano a toccare alle aziende del settore aerospaziale (lui che lavora in tutt'altro settore, ma quando si e' tuttologi questi particolari ci fanno una sega...). Poi, sbollita lievemente la rabbia, il tizio ha pestato sui pedali come Bartali in salita, ed e' stato un crescendo rossiniano di matching, scouting, clusters, brokerage, implementazioni e altre piccolezze sputate con astio e livore verso il pubblico ammutolito da cotale speech senza senso ne' utilita'.

Finito lo show, e' toccato ad un rappresentante di un ente pubblico chiudere l'evento tirando le fila dei discorsi fatti sin li. Il poveraccio era obiettivamente in doppia difficolta': prima di tutto era arrivato -al mattino- ben dopo l'inizio delle danze e quindi s'era perso (??!!!) parecchio, poi dava l'impressione di sapere dell'argomento di cui doveva parlare piu' o meno quanto ne so io di pesca d'altura. E allora, cosa poteva fare il poveraccio alle 14 spaccate, se non bombardare il pubblico oramai agonizzante con sferzate di daylife (?!!), human being (!!!!!), skill, summer session schools e via andare?

E cosa rimaneva da fare a me, se non maledire il giorno in cui non avevo pensato a preparare il giorno prima delle cartelle del bingo con le parole-fuffa al posto dei numeri? La prossima volta le avro' nello zaino, e' una certezza.

 

 

Barney

21.9.11

Gente strana che ho avuto la fortuna di conoscere

Sono reduce da una giornata lavorativa abbastanza intensa e abbastanza soddisfacente per quel che riguarda il risultato. Nel corso degli eventi, che riguardano una attivita' assolutamente marginale ed assolutamente "strana" rispetto al core business dell'azienda in cui lavoro, e' stato citato Magnus Larsson, un undergraduate in architettura a Londra di origini etiopi (e' evidente dal nome, no? Non c'era bisogno lo scrivessi...) che ci e' venuto a trovare tempo fa assieme ad un altro architetto coinvolto -assieme ad un famosissimo studio di architetti londinesi- nell'attivita' oggetto della riunione di oggi. E' inquietante come abbia a che fare con questo stuolo di architetti lavorando in una azienda che si occupa di spazio (inteso come quella roba che c'e' oltre l'atmosfera terrestre), ma tant'e'...

Larsson e' stato citato alla fine, e per introdurlo m'e' stato chiesto di proiettare questo video qua:

<object width="526" height="374">
<param name="movie" value="http://video.ted.com/assets/player/swf/EmbedPlayer.swf"></param>
<param name="allowFullScreen" value="true" />
<param name="allowScriptAccess" value="always"/>
<param name="wmode" value="transparent"></param>
<param name="bgColor" value="#ffffff"></param>
<param name="flashvars" value="vu=http://video.ted.com/talk/stream/2009G/Blank/MagnusLarsson_2009G-320k.mp4&su=http://images.ted.com/images/ted/tedindex/embed-posters/MagnusLarsson-2009G.embed_thumbnail.jpg&vw=512&vh=288&ap=0&ti=698&lang=ita&introDuration=15330&adDuration=4000&postAdDuration=830&adKeys=talk=magnus_larsson_turning_dunes_into_architecture;year=2009;theme=inspired_by_nature;theme=a_greener_future;theme=architectural_inspiration;event=TEDGlobal+2009;tag=Design;tag=africa;tag=architecture;tag=bacteria;tag=biology;tag=sustainability;tag=water;&preAdTag=tconf.ted/embed;tile=1;sz=512x288;" />

</object>

Vi consiglio di vederlo (ho anche -spero- introdotto i sottotitoli in italiano) per molti motivi.

Il primo e' che cosi' scoprirete (se non lo conoscete gia') TED (sottotitolo: ideas worth spreading, ovvero: idee che vale la pena diffondere), un portale che andrebbe fatto vedere in modalita' cura Ludovico a tutti i nostri cazzoni che fanno i politici.

Il secondo e' che il contenuto del video e' affascinante. Vedrete che un problema pratico e tangibile e' affrontato da Magnus (uno studente di dottorato, non un vecchio professore trombone...) in una moltitudine di modi, sia pratici che sociali che economici.

Il terzo motivo e' che Magnus sa che ha dieci minuti o poco piu' per convincere l'uditorio che la sua idea e' ganza. Secondo me ci riesce benissimo, soprattutto per come chiude lo speech: citando Jorge Luis Borges in una maniera clamorosamente azzeccata rispetto al suo visionario progetto.

Veramente bravo, molto visionario e in grado di mixare architettura e microbiologia in una mainera del tutto imprevedibile. Ovviamente, molto "costruito", come video. Ma il messaggio arriva, e lo si capisce perfettamente.

Si, bravo Magnus.

 

Barney

22.3.11

L'unita' d'Italia vista dalla Luna (forse per il prossimo 150°...)

A Torino (la capitale storica del Regno d'Italia) si celebra l'unita' con una serie di mostre che spaziano (letteralmente) dal prototipo Alfa Romeo ai memorabilia garibaldini. Bene: all'interno di una di quelle mostre e' esposto un manufatto realizzato anche dall'azienda in cui lavoro, nell'ambito di una commessa ESA (l'agenzia spaziale europea) piu' fantascientifica del solito.

Il manufatto e' quello che vedete in Figura 1, e rappresenta -giuro!- una sezione di "muro" di un possibile avamposto lunare, che dovrebbe essere realizzato da una specie di robot automatizzato (altrimenti, che robot sarebbe?). A parte il fatto che la struttura e' disegnata -lo crediate o no- da Foster & partners (che nell'occasione sono nostri "umili" fornitori) e non dallo Sbuzzagrilli, e che la trabecolazione e' una classico esempio di biomimesi ispirato all'osso dei vertebrati, prima di passare alle immagini devo solo aggiungere che il processo di realizzazione e' -anche qui, credeteci o no, non importa- una stampa 3D, o rapid prototyping che dir si voglia descritta in questo sito della DiniTech, l'azienda toscana titolare del brevetto della macchina. Ah, e devo anche giustificare la presenza nostra: noi abbiamo "semplicemente" provato il processo in vuoto, per verificare la fattibilita' della prototipazione rapida sulla Luna, usando regolite simil-lunare prodotta dalla stessa Dinitech.

Mi resta solo da dire che il fondale della Figura 1 non e' stato scelto da noi, e chi l'ha scelto l'ha fatto prima del terremoto del Giappone.

Dsc_0575

Figura 1: Un piccolo mattone per me, un grande muro per l'astronauta ;->

Ah, non c'entriamo nemmeno con il cartello accanto all'installazione, che definirei come minimo un po' prematuro. Anche se l'idea non e' malaccio:

Dsc_0603
Figura 2: Vendere la pelle dell'orso molto prima d'averlo ammazzato...

 

Barney

Posted via email from Panofsky's version