25.7.12

Una foto, una news: fuggire dalla guerra, in Congo

Nella drammaticita' dell'attimo, questa foto di james Akena e' bellissima: colori vivi e contrastati, dinamicita', particolari assurdi e incredibili come il maialino di traverso e le ciabatte a tracolla del passeggero...
Il tutto si regge su un equilibrio che sembra venir mantenuto dalle mani del ragazzo dietro, posate sulla balla quasi fosse un cristallo di Boemia.

E stiamo osservando uno scenario di guerra.

Barney

Defacement

Piccole grandi soddisfazioni della vita.

Barney

what-if xkcd: A Mole of Moles

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Il gioco di parole funziona in inglese, perche' "mole" significa "mole" nel senso chimico, maanche "talpa".
Quindi: che succederebbe se si raccattasse una mole di talpe e le si ammucchiasse in un posto a caso?

Leggetevelo su what-if xkcd, no?

Barney

24.7.12

Una foto, una news: Congresso mondiale dei Babbi Natale a Bekken, Danimarca

Non esattamente di stagione, ma la foto e' di oggi, e inaugura una rubrica facile facile, che si nutre delle immagini di Internazionale.

Barney

21.7.12

La colpa e' di Internet, dei fumetti violenti e del cinema

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Certo:la strage di Denver, alla prima di "The dark kinght rises" (molto liberamente ispirato a quel capolavoro della letteratura che e' "The dark kinght returns" di Frank Miller) non ha nulla a che vedere con la facilita' imbarazzante con la quale il ventiquattrenne s'e' procurato... vediamo un po'...:

  • un Remington a pompa calibro 12
  • un AR-15 (la versione "civile" dell'M-16, il fucile d'assalto dell'esercito USA
  • due Glock calibro .40
  • un circa seimila proiettili, e caricatori ad alta capacita' -cento colpi- per l'AR-15

Poi aveva la casa piena di bombe ed esplosivi, ma Cristo: la colpa di tutto e' del fumetto, di internet e del cinema violento, no?

 

Barney

18.7.12

What-if xkcd: Yoda, e la Forza

Il caso che Munroe tratta questa settimana e': "quanta potenza sprigiona Yoda con la sua Forza"?

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Per ottenere la fondamentale risposta, basta leggere la trattazione -semiseria, come al solito- di Randall su "what-if xkcd".

 

Barney

17.7.12

Diciotto

La prima fila e' di tre, interi.
Si inizia da un lato, si mette un po' di cemento, e si posano i mattoni.
La seconda fila prevede due mattoni interi e due mezzi, messi ai lati, cosi' da sfalsare i blocchi e assicurare una tenuta migliore.
La terza fila ripete l'impianto della prima, e si va su su sino all'ultima.
In genere l'ultima non permette l'inserimento d'un mattone intero, e allora si deve procedere a spezzarlo nella parte forata, per abbassarlo di quanto necessario a chiudere in alto l'ultima luce.

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Pezzi di mattone sono utili a chiudere i fori rimasti qua e la, poi l'ennesimo secchio di cemento che il manovale porta al piccolo muratore viene utilizzato per intonacare la parete appena terminata.

Diciotto mattoni disposti in sei file di tre, alcuni interi, altri ammezzati.
Poi, uno strato liscio e grigio di cemento a rifinire.

Sopra, un cartello provvisorio fermato ai bordi da quattro palettate residue di cemento ci ricorda che li' dietro, dentro il loculo, c'e' Paola.

Quando mi chiamano per andare a prendere il treno e venire in trasferta a Roma mi prendo due minuti per piangere, voltato verso un loculo vuoto in un angolo, in questo cimitero triste e pieno di Marie e Luigi, nati nel 1932 o nel 1944, e morti nel 2010 o 2011.

Ma c'e' la macchina fuori che ci aspetta; appena il tempo di salutare il marito e poi di corsa alla stazione.

Noi, che possiamo permetterci il lusso di vivere.


Barney

14.7.12

...

Quando succedono certe cose, non sai mai se parlarne -o scriverne- sia una scelta corretta. In genere faccio quello che mi sembra meglio, e quindi scrivo, poco ma scrivo.

E' morta Paola, oggi.

Collega ed amica solo di qualche mese piu' giovane di me, lottava da tre anni -con alterne fortune- contro un tumore che sembrava debellato e invece e' tornato fuori piu' bastardo di prima. Ha continuato a lavorare anche quando l'hanno ricoverata in isolamento, all'ospedale. La chiamavo quasi ogni giorno, soprattutto per sentire come stava ma anche per confrontarmi con lei su questioni di lavoro che erano di sua responsabilita' e che in qualche modo dovevano essere portate avanti. A volte rispondeva, a volte no.

Era quasi un mese che non la sentivo, l'altra mattina ho riprovato a chiamarla e incredibilmente il cellulare s'e' attivato. Credo fosse lei o qualche infermiere che ha spento subito, ho avuto solo il tempo di ascoltare i rumori di fondo di un ospedale: i bip delle macchine, il leggero chiacchiericcio, i passi ritmati... 

A fine marzo scorso ha chiuso felicemente uno dei suoi ultimi progetti, presiedendo la riunione finale con la professionalita' di sempre. Un mese e mezzo fa mi chiese di sostituirla in un altra riunione, a luglio. Richiesta nemmeno discussa, non c'era bisogno che mi chiedesse di farlo: mi sarei proposto autonomamente.

Lascia in eredita' al suo gruppo di giovani ingegneri scapestrati ma bravissimi una serie di progetti bene avviati, e li priva di una guida importante. Lascia (ma perche' poi si dice "lascia"? Sembra che chi muore abbia la colpa di abbandonare chi sopravvive...) anche una famiglia che spero ce la faccia ad andare avanti anche senza una moglie e una mamma di gran cuore.

Per quel che mi riguarda, cerchero' di non dimenticarla.

 

Barney

13.7.12

Questo e' grandissimo giornalismo. E io sono Napoleone.

Grande home page oggi per Libero, che cerca di aiutarmi a convogliare traffico qua.

Noto infatti che la gente viene su questo blog perche' Google gli dice che ci puo' trovare "Nicole Minetti nuda", o "Minetti nude", o "Nicole sex", e "Minetti bunga bunga", e via andare [1]. Non scherzo: le voci di ricerca piu' gettonate sono queste, oltre a "Uriel fascista" di Uriel stesso che si cerca in gito.

Bene, oggi Libero -si diceva- mi supera a destra in retromarcia mentre mi fa pure le pernacchie.

Toh, questa e' la seconda versione di una delle notizie principali di oggi:

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La prima era leggermente piu' castigata, ma il (doppio) senso era quello.

Siamo in pienissima campagna elettorale...

 

[1] ovviamente, non c'e' un'immagine-una di Nicole Minetti nuda su questo blog. No, lo dico a quel leghista laggiu' che si sta pregustando il silicone...

 

 

Barney

12.7.12

What-if xkcd: Relativistic Baseball

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Randall Munroe ha tirato fuori questo splendido spinoff di xkcd, sul quale da due settimane risponde semi-seriamente a questioni assai complesse di fisica/di scienza in generale.
Come questa qua: che succederebbe se il pitcher di una squadra di baseball riuscisse a lanciare la sua palla a 0,90 c?

Lo spiegone, serissimo, lo trovate sul sito.

La seconda puntata ha a che fare con i test di ammissione al college, e al fatto che in alcuni casi conviene tirare a caso. Insomma, un altro sito da aggiungere ai bookmarks, e da visitare ogni martedi'.

Barney

"Il fuoco amico dei ricordi: Persecuzione e Inseparabili", Alessandro Piperno, Mondadori 2010 e 2012

Recensione doppia, perche' i due romanzi di Piperno (che proprio con "Inseparabili" ha vinto pochi giorni fa il Premio Strega) sono due pezzi d'un unica storia che si dipana dagli anni '80 ai nostri giorni. Piperno stesso lo dichiara esplicitamente, sin dal titolo dei due romanzi (che hanno entrambi il sottotitolo "Il fuoco amico dei ricordi"), e lo rende manifesto alla fine del primo, "Persecuzione", che termina con il classico "Continua..." dei fumetti a puntate.

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E i fumetti saranno i grandi protagonisti della seconda parte del dittico, pur essendo stati abbondantemente preannunciati anche nel primo volume.

Se la storia narrata nel romanzo bisecato e' abbastanza classica come impianto (si racconta l'ascesa, la caduta, il rialzarsi e la nuova disastrosa franata di una famiglia ebrea di Roma, padre medico affermatissimo, due figli assai differenti e la madre che ha come unico scopo quello di tenere tutto sotto controllo), la scrittura di Piperno e' notevole.

Forse troppo, per come lo scrittore indugia in preziosismi che m'hanno colpito e mi sono rimasti impressi: per dire, e' la prima volta che ho letto il participio passato di "irrompere", e Piperno lo usa tre volte (vado a memoria) solo in "Persecuzione". Come indugia, il fresco vincitore dello "Strega", in lunghi incisi e flashback che a volte rendono meno facile la lettura interrompendo la trama per pagine e pagine.

Ma seguire da vicino l'incredibile vicenda narrata in "Persecuzione" e' comunque avvincente, e la figura di Leo Pontecorvo, il Primario di Oncologia Pediatrica che viene perseguitato da voci e dicerie montate ad arte al solo scopo di distruggerlo, risulta oggetto di pietosa compartecipazione da parte di chi ne legge il destino ineluttabile.

Il secondo volume parte una ventina di anni dopo i fatti narrati nel primo, e si incentra sulle figure dei figli di Pontecorvo, Filippo e Samuel.

Il primogenito, che avevamo lasciato disadattato e dislessico appena adolescente, s'e' trasformato per puro caso -e per merito della moglie, ex ballerina di "Non e' la RAI"...- in un fumettista di enorme successo. Samuel, genio scolastico e sportivo, e' coinvolto in un intreccio di sentimenti, problemi lavorativi e depressione che lo portera' su binari imprevedibili.

"Inseparabili" e' molto incentrato sul sesso, e sulla differenza con cui i due fratelli approcciano il sesso. Filippo, scanzonato ed improbabile Casanova che riesce a portarsi a letto chi vuole; Samuel, praticamente impotente, che trascina una storia "ufficiale" decennale, e trova piacere solo negli incontri clandestini con Loredana, con la quale pero' non c'e' mai sesso perche' i due si dedicano solo all'autoerotismo.

Dei due libri a me ha disturbato parecchio la scomparsa improvvisa di personaggi sin li' centrali, che tornano solo in timidi accenni molte pagine dopo, ma per il resto direi che non v'e' confronto tra questo premio Strega e "La solitudine dei numeri primi". Ovvio che Piperno vinca a mani basse su Giordano.

 

Barney

11.7.12

Flight -- Indiegogo

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No, e' che sono parente d'uno di questi entusiasti filmakers, che pero' se mi avessero avvertito per tempo che facevano crowdfunding, io avrei sparso la voce e magari qualche altro dollaro l'avrebbero raccattato...

Pero' potete -nell'attesa dell'uscita di "Flight", che oramai han quasi terminato di girare- guardarvi il loro primo short.

Oh, si divertono parecchio i ragazzi, e hanno addirittura girato a Fiumicino :-).
Meglio che guardare la tv, senza alcun dubbio.

Barney

il "Better Life Index" dell'OCSE (ovvero: perche' le gente emigra?)

Ho trovato questa splendida pagina interattiva, in giro. Non so nemmeno piu' come ci sono arrivato, ma non e' importante; e' un grafico che plotta e classifica le nazioni a seconda di quello che per noi e' importante. Il mio personale risultato e' questo qua sotto:

Ma andando sul sito dell'iniziativa, chiunque puo' fare il suo grafico. Se riuscite a far salire su la nostra nazione, siete bravi...

 

Barney

10.7.12

"La giostra dei criceti", Antonio Manzini. Einaudi Stile Libero, 2007

Noir ricco di ironia ma anche di scene grandguignolesche, questo romanzo di Manzini si dipana tra le periferie borgatare della Roma un paio di passi indietro a "Romanzo criminale" e alla banda della Magliana. Forse per questo le scene violente sono piu' crude e quasi primitive nel loro sparger sangue e materia organica tra una cinica battuta e una vendetta che ci troviamo -noi lettori- ad aspettare con trepidazione e poi, alla fine, a benedire esultanti.

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Il libro fa avanzare parallele una serie di storie piu' o meno drammatiche, che ineluttabilmente si intrecceranno alla fine per dare (forse) un senso al tutto: una rapina finita male che poi si rivelera' una truffa e qualcosa di peggio; un piano fine-di-mondo di un Ministro illetterato per risolvere alla radice i problemi dell'INPS, un abbozzo di storia d'amore tra due impiegatucci e, sopra tutta la storia, la bellezza giovanile di Alessia, la barista fidanzata con un rapinatore gorilla, ma innamorata -e incinta...-d'un altro malvivente.

Il romanzo non ha pieta' per nessuno: tutti i protagonisti hanno come unico scopo il fare soldi "facili" per elevarsi dal fango in cui vivono, e per far questo non si guarda in faccia a nessuno: mariti, padri, fratelli, amanti... Tutti, come criceti sulla giostra, a macinare giri su giri, nella stupida speranza che la ruota poi si smuova. Tutti sacrificabili sull'altare del dio denaro: la pieta' non abita certo nelle borgate romane.

Dal libro e' stato pure tratto un film (l'opera si prestava abbastanza bene), che vedro' di scaricar di recuperare in videoteca.

Insomma, un libro che si lascia assolutamente leggere, ben scritto e ben condotto nei meandri delle sottotrame e nel tirare i fili alla fine.

 

Barney

9.7.12

xkcd: United Shapes (of America)

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Una mappa degli USA con gli stati disegnati per come le loro forme ricordano oggetti o animali. Secondo Randall Munroe, come sempre :-)

Barney

Kaki King, chitarrista con i controfiocchi

Non so quanti la conoscono, ma Kaki merita non uno, non dieci: cento ascolti.

Qualcuno forse ha in mente questo pezzo qua, inserito nella splendida colonna sonora di "Into the wild" cantata da Eddie Vedder:

Kaki suona spesso chitarre strane, con un numero di corde a volte diverso dal canonico "sei". In "Doing the wrong thing" aveva uno strumento a sette corde; qua sotto, per questa "Celtic song" imbraccia qualcosa che di corde ne ha almeno una decina:

Quando la chitarra e' normale, lei la suona cosi':

Quando canta, canta anche queste cosette qua:

Ve la segnalo in nettissimo e colpevolissimo ritardo, perche' stasera suonava a Prato. Domani, per chi e' in zona, e' a Trieste.

Pero' i suoi dischi li possiamo acquistare sempre :-)

 

 

Barney

8.7.12

"Off the grid", Eric Valli

Eric Valli e' un francese di Dijon (cittadina in mezzo alla Francia, nota soprattutto per la senape omonima), che fa foto e documentari in giro per il mondo.

Il suo lavoro "Off the grid" e' un viaggio negli USA noglobal, alternativi e fricchettoni dei nostri giorni, al seguito di persone che hanno deciso di vivere staccati dalla rete, come dice il titolo. Dei moderni e romantici selvaggi, che hanno detto addio alle comodita' e agli agi di case riscaldate dal metano e illuminate dalla corrente a 120 Volts (siamo negli USA, non dimentichiamolo) per riconquistare un diverso e piu' intimo rapporto con la natura.

A veder le foto, pare stiano benissimo:

E secondo me, con l'aria che tira in tutto il mondo, questi sono avvantaggiati per il futuro. Anche nei confronti dei super-ricconi che hanno contribuito alla definizione di questo stato di crisi globale e continua. Perche' quando il denaro non varra' piu' nulla, avere un arco in composito e venti frecce da caccia grossa fara' la differenza.

 

Barney

7.7.12

Le puttanate di Scientology (TM e Copyright, ovviamente) spiegate ai comuni mortali

Ad ogni divorzio del nano bello (Tom Cruise) due sono gli argomenti che appestano i media: il fatto che le ex mogli finalmente possono ricominciare a portare tacchi del 35, e l'ovvia considerazione che la separazione tra Tom e la trota di turno e' dovuta al fatto che il Nostro e' un fanatico devoto della Chiesa di Scientology.

Che non so se voi sapete di che si tratta, ma se dovessi raccontarvela io sarebbe una roba come "cagata pazzesca". Pero' i seguaci della Chiesa di Scientology (TM e Copyright, che mica c'ho i soldi per gli avvocati, io) ci credono, a quel che gli viene raccontato. E pagano per farselo raccontare.

A gratis c'e' una famosa puntata di South Park, che ci spiega in maniera filologicamente corretta e puntuale tutto quel che c'e' dietro la "religione" fondata da Lafayette Ron Hubbard. Oppure questo recente post del Post. O anche il sito di riferimento contro Scientology: Xenu.com.

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Sempre meglio essere informati, piuttosto che credere a quel che ci raccontano Tom Cruise e John Travolta, no?

 

Barney

 

 

6.7.12

xkcd: Knights

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Ovvero: come fare cultura con una vignetta mischiando storia, tecnica scacchistica e humour.

Due parole di spiegazione, stavolta, potrebbero esser necessarie: il gambetto e' una apertura negli scacchi che prevede di "sgambettare" l'avversario facendogli mangiare a tradimento un pedone, che viene cosi' sacrificato alla causa della vittoria finale. Esistono molteplici gambetti, ma certo non quello di Agnicourt, cosi' come non esistono pezzi degli scacchi con gli archi.
E qua arriva la botta di genio: Agnicourt (1415) e' stata una delle prime battaglie decise dagli archi lunghi inglesi contro soverchianti truppe francesi; i longbow [1] sopperirono alla disparita' numerica degli eserciti falcidiando gli avversari da distanze siderali per un esercito di cavalieri in armatura, che faceva del corpo a corpo la sua arma vincente. Esattamente come in questo ipotetico gambetto i pedoni hanno sterminato i cavalli avversari appena essi si son mossi dalle loro case.

Complicato, non lineare, non immediato, cervellotico? Puo' essere, ma molto meglio questo di un tipico articolo di giornale: stimola la riflessione ed insegna parecchio.

 

[1] Una trattazione rigorosa, accurata sia storicamente che dal punto di vista della fisica e -quindi- probabilmente un po' pallosetta la si trova in una delle piu' famose pagine del Duca.

Barney

5.7.12

Progressioni (post serio sulla vita, l'universo e tutto quanto)

Il vero Barney Panofsky scrive le sue memorie poco prima di rincoglionire del tutto a causa dell'Alzheimer. Forse e' la cosa che temo di piu' in assoluto -rincoglionire di Alzheimer, dico, non scrivere le proprie memorie...-, quindi forse e' il motivo per cui "La versione di Barney" e' tra i miei libri preferiti, e Barney e' il mio nick qui.

Detto cio', guardate qua:

Sono sei autoritratti fatti dalla stessa persona nell'arco di dodici anni. Al pittore, William Utermohlen, venne diagnosticato l'Alzheimer nel 1995.

Il primo autoritratto e' giovanile, del 1965.

Il secondo e' del 1996, a malattia diagnosticata. L'ultimo e' del 2007 -l'anno della sua morte-, e testimonia una volonta' incredibile da parte dell'artista di sopravvivere alla malattia e cercare di capirla con il solo strumento in suo possesso: la pittura.

Non credo si debba giudicare solo il valore artistico di questi autoritratti, perche' quello che c'e' dentro e' molto di piu': e' la vita e la morte, attraverso un percorso ineluttabile e disperato che somiglia, per come toglie particolari all'insieme da un quadro al successivo, alla semplificazione picassiana che si osserva nella famosa sequenza dei tori:

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Il sito di Utermohlen e' una miniera di splendidi dipinti, visitatelo e mi rammenterete.

Hat trick per i tumblr di Tamburina e di Archivio Caltari.

 

Barney

 

4.7.12

La via italiana per combattere la grossa grisi

Ieri, nel tragitto tra l'azienda e la fermata dell'autobus che mi porta alla stazione ho incontrato un SUV, una BMW di quelle non enormi, ma lustra e seminuova.

Fermo, parcheggiato all'ombra davanti ai cassonetti della raccolta differenziata nella ridente localita' industriale di Ospedaletto, il SUV aveva tutti i finestrini aperti, e conteneva il proprietario: un ometto d'una sessantina di anni, intento a smazzare pacchi su pacchi di carta, che estraeva da una cartella portadocumenti poggiata aperta sulle sue ginocchia.

Ho visto la scena nei dieci secondi che c'ho messo a passargli a fianco, al SUV; non e' che abbia molto da fare, quando vado alla fermata dell'autobus. E poi mi fermo anch'io all'ombra, un po' piu' in la' rispetto a dove s'e' fermato l'ometto con la sua macchinona. Insomma, ho potuto vedere abbastanza bene quel che faceva l'ometto, e quali carte stesse smazzando con una certa animosita'.

Erano cartoncini colorati, diciamo venti per quindici. Questi qua (ho dovuto scorrere tutto il catalogo, ma sono quasi certo sian questi):

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La cosa stupefacente era la quantita' di questi cartoncini. Quando dico "mazzi", intendo almeno trenta-quaranta pezzi. Scappavano letteralmente dalla cartellina in finta pelle che l'ometto aveva in grembo... come se non potessero essere costretti nello spazio angusto del portacarte.

Nell'attesa dell'autobus ho avuto tutto il tempo per osservare da una decina di metri l'ometto che a un certo punto e' sceso dall'auto e ha buttato qualcosa nel cassonetto per la raccolta della carta. Poi ha chiuso la portiera ed e' partito lentamente verso chissa' dove. 

Non credo abbia vinto qualcosa, comunque non abbastanza da farlo gioire e saltare come un capretto.

Ma se l'occhio non m'ha ingannato, e se veramente i biglietti erano un trenta-quaranta, beh... Allora l'ometto ha bruciato un 150 Euro almeno sull'altare della Lottomatica, che sicuramente uscira' benissimo dalla grossa grisi che c'attanaglia e c'ammorde come lupa famelica.

Per l'ometto invece la vedo molto piu' grigia. Almeno sino alprossimo giro di "Miliardario"...

 

 

 

 

xkcd: Home Organization

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Minimalismo geeko :-)

Barney

3.7.12

"L'amico estraneo", Christoph Hein, ed. E/O

Gran bel libro, questo di Hein. Pubblicato per la prima volta nel 1982 nella DDR, quando il muro di Berlino era ancora bene in piedi, e l'anno dopo in Germania Ovest con un titolo orripilante ("Sangue di drago", citazione Wagneriana che si chiarira' solo una pagina prima della parola "fine"), il romanzo -o meglio, come spiega il suo autore, la novella- ha un classico impianto circolare che a me piace particolarmente.

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Si inizia dalla fine, quindi, e li' si tornera' nelle ultime pagine a chiosare una storia diversa per gente normale -come canterebbe De Andre'-.

Una storia scritta da un uomo che racconta, con voce di donna, la storia della protagonista. E' uno dei pochi libri che ho letto in cui la cosa funziona, e funziona benissimo, e funziona benissimo anche l'ambientazione nell'ex-DDR che potrebbe essere anche la Milano o la New York di oggi.

Claudia, un medico quarantenne, ci racconta nelle prime pagine la sua indecisione sull'andare o meno al funerale di Henry. Henry era l'amante di Claudia, l'amico estraneo del titolo, un vicino di appartamento della protagonista, che vive in un immenso palazzone con appartamenti tutti uguali, due stanze piu' bagno, e nessuno sa quanti coinquilini abbia in questa specie di caserma-dormitorio.

Claudia e' benestante anche per una berlinese dell'Est, lavora in una clinica e ha parecchi pazienti. E' divorziata, ha abortito due volte, ha una sorella e i genitori che vivono in una cittadina di provincia. Henry penetra nella sua vita fatta di trantran e routine semplicemente suonando una sera il campanello. Dice che ha fame, che non ha voglia di stare da solo e che vorrebbe compagnia per quella sera. Claudia lo fa entrare, si mette a letto e lascia che Henry mangi e le racconti un po' di se. Poi, lui si infila nel suo letto e ne esce la mattina dopo.

La storia va avanti lieve e asciutta, con una prosa molto diretta ed essenziale; conosciamo i pochi amici di Claudia -coppie con problemi, in genere, in cui il marito vuole portarsi Claudia a letto, e la moglie tradisce il consorte con qualche ragazzetto di citta'- e a poco a poco anche la vita di Henry. Che e' doppia: l'uomo ha infatti una famiglia in periferia, moglie e due figli. Ma anche la moglie ha l'amichetto, e quindi va tutto bene; le loro storie parallele non sono assolutamente di intralcio ad una non vita familiare che -perlappunto- non c'e'.

Claudia rivendica una certa autonomia da Henry: decide lei quali week end passare con l'amico estraneo, e quali invece trascorrere da sola a leggere nel piccolo bilocale. Presenta anche Henry alla sua famiglia, una vigilia di Natale, e per l'occasione scopre che il suo ex-marito se la fa con sua sorella.

Nel tempo libero Claudia fotografa paesaggi e particolari della natura, e stampa da sola le sue foto che riempiono il piccolo appartamento accatastate senza alcuno scopo ne' senso su mensole e scaffali. A un certo punto c'e' un rifiuto di questo hobby:

Da poco ho cominciato ad avere paura delle mie foto. Riempiono tutti gli armadi e i cassetti della casa. Da ogni parte si riversano alberi, paesaggi, prati, sentieri, legno morto, secco. Una natura senz'anima che ho creata e che ora minaccia di sommergermi.

...

Nonostante tutto, non smettero' di scattare fotografie. Ho paura di rinunciare. Mi serve come compensazione, mi e' di aiuto per superare i miei problemi...

In tutto questo scorrere di avvenimenti e di non vita Hein fa dire spessissimo alla protagonista che va tutto bene, che lei si sente bene, anzi benissimo. E' chiaro che il significato dell'affermazione e' esattamente opposto: Claudia non vive, non prende decisioni, si lascia trasportare dagli avvenimenti come un po' tutti nel libro.

Forse l'unico personaggio con un minimo di carattere e' Henry, che il giorno dopo il Natale in famiglia attacca questo dialogo con Claudia:

Faceva caldo e camminavamo col cappotto sbottonato. Henry chiese che cosa mi aspettavo da lui. Non lo capii e lo guardai in modo interrogativo.

Voglio dire, sipego', come pensi che andremo avanti.

Risposi di non averci riflettuto.

Va bene, disse,non voglio deluderti, ma non voglio piu' neppure restare deluso io.

Ero anch'io di questa opinione, ribattei, ed egli disse un po enigmatico: speriamo.

Ma Henry muore, ucciso in una stupidissima rissa per la quale non ha alcuna colpa. E Claudia si ritrova di nuovo da sola, e non ci mette poi moltissimo a riadattarsi alla non vita precedente: solo sei mesi.

Nelle ultime pagine Claudia ha un unico rimpianto: avere -da ragazza- litigato con la sua unica e vera amica della vita, Katharina, con la quale i rapporti si sono interrotti a causa del fatto che Katharina era cattolica e Claudia atea (come si doveva essere in DDR a quell'epoca). Ma, come ripete quasi a macchinetta nell'ultimissima pagina, lei sta bene, ha un ottimo lavoro, amici, soldi, salute, e -si, ribadiamolo- sta bene. Come Michael Stipe quando finisce il mondo:

 

 

Barney

2.7.12

Philip Harris, illustratore

Un illustratore inglese scoperto come sempre per caso, che fa cose notevoli come questa:

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Si intitola "M for market", e fa parte di una serie che si intitola "A world run by animals", ma sul suo sito c'e' moltissima roba interessante. Anche T-Shirt e poster strani e belli.

 

Barney

29.6.12

Tette, culi e criostati

Mr. Reconditi, da Augsburg, mi segnala un post di Mrs. Signorile da Londra su "L'orologiaio miope", il blog che Lisa cura con sadica maniacalita'.

Lisa Signorile e' una naturalista scappata in UK al seguito del compagno, Eugenio, decenni fa. Frequentavo elettronicamente i due gia' nel secolo scorso, e a un certo punto la signora Tupaia s'e' decisa ad aprire un interessantissimo blog scientifico che fa onore alla categoria degli studiosi di bestie strane,e quest'anno ha addirittura pubblicato il suo primo libro. OK, i venti Euro per la marchetta li ho guadagnati, adesso diamo un senso al titolo del pezzo.

Nel post in questione Lisa si indigna -giustamente- per una iniziativa finanziata dalla Commissione Europea, volta a stimolare le carriere scientifiche delle donne. Intento lodevolissimo, perseguito pero' con i metodi e gli stilemi sbagliati. Ecco il video promozionale dell'iniziativa, presto ritirato dal sito di riferimento ma sempre presente sul Tubo:

La quantita' di ammiccamenti sessuali e' imbarazzante (nemmeno io avrei saputo fare peggio, lo ammetto): gas liquefatto che sublima con volute sensuali post-coitali, palline/gocce in ogni dove, immagini che ricordano piu' una visita ginecologica che la visione di una capsula di Petri al microscopio...

Poi ci sono i doppi sensi sessuali-estetici, con le gocce di smalto che cadono lentissime e che possono essere anche qualcos'altro, e il fondotinta che spolvera dal pennello, e poi rossetti in erezione, e tacchi dodici, e minigonne clitoridee, e becker e beute che se non sono cazzi non so cosa siano (secondo 15 del video, controllate please), pennarelli-dildos di misura extra-extra large maneggiati da professoresse di materie a caso con treccia favolistica e sguardo assai conturbante, e ancheggi da Elvis the Pelvis a ogni pie' sospinto...

C'e' tutto il peggio del piu' becero maschilismo d'accatto, e tutto quel che si vede e' frutto di investimenti di denari pubblici, (immagino di qualche centinaio di migliaia di Euro come minimo, e non voglio dire la cifra che ho davvero in mente per evitare di scandalizzare troppo i miei tre lettori) che vengono tutti dalle nostre tasse, sperando che chi legge -come faccio io- le paghi, le tasse.

La homepage dell'inziativa europea "Science: it's a girl thing!" e' li' a testimoniare che lo stereotipo che i creativi hanno in mente, per le ricercatrici europee, e' esattamente quello che il video ci racconta: nulla di piu', nulla di meno.

E testimonia ancora una volta che la nostra epoca ha saltato oltre il burrone da un bel po', anche se la Commissione cerca di tappare il buco con un patetico Q&A file.

Insomma: non ci stupiamo se poi le donne sono considerate alla stregua delle bestie da soma, se vengono ammazzate a bastonate quasi ogni giorno, se non hanno quasi mai il ruolo che spetta loro.

 

Ah, quasi dimenticavo... ecco un criostato:

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Barney

xkcd: Warning

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Barney

27.6.12

L'Olanda in poche frasi

Siccome per lavoro capita relativamente spesso d'andare in Olanda (che per me e' atterrare a Schiphol, arrivare a Leiden e finalmente a Noordwijk[1]), ecco un veloce ritratto dei Paesi Bassi per brevi flash:

Biciclette. L'Olanda e' la patria delle biciclette; esistono parcheggi per biciclette a piu' piani in tutte le stazioni dei treni, e piste ciclabili ovunque, eccetto che in autostrada. Le biciclette hanno sempre la precedenza, forse anche sui pedoni.

Vento. Se non c'e' vento, vuol dire che siete sempre in Francia. D'altra parte i generatori eolici sono diffusi quasi quanto le biciclette, sia in mare che nelle periferie delle citta'.

Natura e paesaggio. L'Olanda e' un paese del tutto piatto, a parte le dune sul mare e qualche colletto sparso qua e la, ma la campagna e' verdissima, ricca di canali navigabili (d'estate) o pattinabili (d'inverno) e di fattorie in cui si allevano mucche, cavalli da tiro e vigogne o alpache. Lepri e uccelli selvatici riempiono i buchi lasciati liberi da anatre e gabbiani. Ah, si: ci sono davvero i mulini a vento, da qualche parte.

Autostrade. L'unico posto dove non circolano le bici, sono dei biliardi gratuiti dove l'unico problema -a volte- e' decifrare i cartelli stradali.

Cibo. In Olanda si mangia benissimo se si ha l'accortezza di non mangiare olandese, escludendo da questa affermazione apodittica l'aringa cruda, che secondo me e' buonissima.

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Bevande. Ci sono la Heineken e la Bavaria, il resto e' roba che non viene considerata "da bere", a meno che non abbia piu' di 40 gradi. 

Motorini. Incredibilmente, in Olanda i motorini si guidano senza casco, anche sulle piste ciclabili, e si puo' pure trasportare un passeggero, anche lui senza casco. Pero' tutti i motorini fanno 40 all'ora e sembrano delle mosche sputacchione.

Persone. In generale gli olandesi sono simpatici ed aperti, a meno che non ci sia una partita di calcio in cui e' impegnata la nazionale Orange. Allora, diventano peggio degli italiani.

Citta'. Splendide, almeno quelle che ho visto -poco- io; molto bene organizzate e con ottimi servizi pubblici. 

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[1] cittadina famosissima perche' c'e' morta Maria Montessori.

 

 

Barney

23.6.12

To brief, or not to brief: that is the question...

Il beneamato Archivio Caltari tira fuori una analisi sulla neolingua parlata dalla Minetti e le sue amichette durante la stagione del Bunga Bunga, ovvero l'anno scorso, non il Giurassico o il tardo Cambriano...

Le intercettazioni cartacee sono state confermate dai nastri, usciti ancora una volta dai tribunali e dalle aule degli investigatori e prontamente riversati in rete in tutte le salse. Una di queste salse e' questo remix elettronico qua: "Amica chips".

che riprende ed esalta, nella voce della Minetti effettata e robotizzata (ma non e' davvero un po' robot, quella gente la'?), i vocaboli ed i concetti piu' famosi e piu' sconcertanti:

Ti devo briffare

Amica Chips

The boss of the boss

La desperation piu' totale

Il pezzo su Archivio Caltari (AC) e' come sempre ottimo, ne rubo un paio di paragrafi solo per dare l'idea di come si possa sostanzialmente scrivere ottimamente su tutto.

(qua si parla di "briffare", che viene da "brief", un resoconto veloce e rapido):

La velocità, come atteggiamento risolutivo della mancanza di tempo espressa dalla parlata minettiana, attraversa, tramite diversi espedienti linguistici, i due minuti e cinquantacinque secondi della telefonata che a un certo punto ci sembra siano più lunghi. Come se il suo essere sbrigativa e ammiccante fosse in grado di deformare la nostra percezione del tempo tanto da darci l’impressione che Minetti parli per più di tre minuti, che parli per ore, perché lei parla sempre così, ogni giorno, e tutto attorno, il tutto attorno ci parla così. Minetti ci parla quotidianamente e in ogni luogo e noi parliamo lei, la sua lingua, la sua cultura e da questa ci facciamo passivamente parlare. Abitiamo una lingua automatica, distratta, ripetitiva e quindi pericolosa. Fatto che sembra andare a braccetto con la complicità espressa dalle varie forme di anacoluto, dalle varie pause che trasposte in grafia verrebbero trascritte con i puntini di sospensione – il segno di interpunzione che più di tutti esprime allusione – reiterati fino a diventare tic nell’espressione «cioè nel senso…».

Parole sante.

Ancora:

Nicole Minetti va di corsa, è impegnata, ha mille cose da fare e non può certamente finire le frasi, non può mai finire le frasi ma soprattutto non deve finirle mai, e non perché qualcuno gliel’abbia suggerito o addirittura ordinato, ma perché non ne ha bisogno; è tutto un cioènelsenso e la ragazza dall’altra parte del telefono lo sa, lo saprà, e se non lo sa saranno problemi suoi, insomma lo deve sapere in quale senso. «Cioè capirai»: Minetti lo dice non solo perché la sua è una parlata che, procedendo per automatismi e tic, in nessun modo riesce a elaborare una formazione sintattica o lessicale che si distacchi dal già sentito, ma soprattutto perché quella ragazza effettivamente capirà ciò che deve capire e non c’è proprio alcun bisogno di specificare cosa (e se ce ne fosse bisogno non ce ne sarebbe il tempo).

Poi anche AC si sofferma su un particolare dell'intercettazione, molto meno famoso in generale ma non per me, che un anno e mezzo fa scrissi solo di questo. Mi aveva affascinato non il "briffare", non "ne vedrai di ogni", ne' "la desperation piu' totale".

No: ero rimasto assolutamente folgorato dalla scoperta di Simone. Di cui s'accorge anche AC:

Riferendosi poi a un certo Simo lei stessa parla di qualcuno che «c’ha tutta una sua idea delle cose che comunque è quella che possono avere chi non conosce e chi non sa». Quindi è fondamentale sapere per capire. Se sai automaticamente, autisticamente direi, capisci. Sembra non esistere la possibilità in cui sai e non capisci, perché altrimenti non saresti venuto a sapere, se non capissi immediatamente cosa facciamo e di cosa parliamo non saresti «dei nostri» e non si potrebbe ammiccare o essere veloci.

Ma AC non e' curioso come me. Non va a vedere chi e' "Simo". Trattasi sempre dell'ex della Minetti, Simone Giancola. Che e' anche ex della Sara Tommasi, e attuale boyfriend di non ho capito quale altra statuaria bionda (non sicuramente un fisico teorico, a naso...). Il Simo, poveraccio, che scopro oggi essere stato molto, molto colpito anche lui da quelle intercettazioni:

Alla domanda "Perché avete rotto?" Giancola risponde:

"Mi telefonò per dirmi che era dovuta andare a Rimini dai genitori. Ebbene nelle intercettazioni del Rubygate ho letto che quella chiamata me l'aveva fatta dalla piscina di una villa di Berlusconi. Una rivelazione traumatica. Perché, da innamorato un po' ingenuo, avevo sempre relativizzato il peso delle intercettazioni che la riguardavano. Ma, quando ho avuto un riscontro innegabile della bugia, è stato come cadere per terra dal decimo piano".

E allora, parallelamente al decadimento del lessico e della grammatica che queste tizie hanno fatto assurgere a must da inserire nei CV entro le prime sei righe, abbiamo quest'altro lato che a mio avviso e' quello poi peggiore di tutta la storia.

Addirittura a un certo punto s'era capito che alcuni fidanzati delle tizie sapessero delle "feste eleganti", e che spronassero le compagne a farsi fare piu' regali possibile finche' durava la pacchia. Altri, come pare il Giancola qua sopra, venivano infinocchiati dalle telefonate delle fidanzate che millantavano mamme malate a Rimini, mentre si riprendevano dalle serate eleganti ai bordi di piscine brianzole.

Una decadenza ed una ineleganza di modi che viene testimoniato dall'altro elemento caratterizzante delle varie ragazze "eleganti": la chirurgia estetica estrema, massimamente espressa nel canottamento siliconico delle labbra di fanciulle nemmeno venticinquenni che non capisco come si possano credere d'essere migliori con quelle bocche che si sono fatte fare. E culetti ridisegnati, e tette pompate, e lipoqualsiasicosa, filler, botulini, depilazioni dentali e via andare.

Sembra davvero che ci si trovi dinnanzi ai primi modelli di androidi da sesso, un Nexus 6 col cervello di una tredicenne cresciuta a "Grande Fratello", insomma.

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Cioe': l'orlo del baratro era un paio di decine di metri indietro...

 

Barney

 

 

 

 

 

 

 

21.6.12

Ho visto la luce, ieri

Due volte.

La prima m'e' successo in un'aula di tribunale.

Un locale che avevo visto solo nei film, con il banco per i testimoni, il cancellino che divide la plebe dagli attori della causa, il giudice, la scritta in stampatello dorato "La giustizia viene amministrata in nome del popolo"... che poi sarebbe un passo della Costituzione, ma subito sopra quella scritta campeggiava un Cristo ligneo di buona fattura e di dimensioni adatte a coprire con l'apertura alare delle sue braccia tutta l'estensione della scritta stessa.

A chiarire che si, il popolo va bene, ma Dio magari di piu'.

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Insomma, ero li' perche' convocato a testimoniare in una causa civile tra due aziende con le quali ho avuto a che fare anni fa. Non avevo alcuna idea del motivo per il quale m'avevano convocato, ma siccome la raccomandata mi rammentava che -nel caso non mi fossi presentato- avrei avuto i Carabinieri sotto casa, e avrei anche dovuto pagare una multa, ho ligiamente provveduto a presentarmi -puntualissimo- davanti all'ufficio del giudice che doveva raccogliere la testimonianza.

Ecco: li' ho iniziato a vedere la luce. Esattamente alle 10,55, mentre con gli occhi scorrevo l'infinito elenco delle cause assegnate a quel giudice, e trovavo la mia causa indicata per le 11,00. Ecco, a quel punto s'e' aperta la porta, ed e' uscita una fiumana di persone ed avvocati.

Quelli della causa delle 9,20.

Nove e venti.

Ed erano le undici...

Bene, la faccio breve: alle 12,30 l'avvocato di non so quale parte ha avvertito me e gli altri due testimoni, come me li' dalle 11,00, che la causa sarebbe slittata o alle 15,00 (ma senza alcuna certezza che poi si sarebbe veramente fatto qualcosa), oppure avrebbero convenuto col giudice uno spostamento piu' sostanzioso. E quindi alla fine della fiera ci siamo lasciati con un arrivederci al 20 febbraio 2013. Per una causa per fatti del 2000, iniziata nel 2009 e per la quale manco i testimoni tecnici iniziali (ossia, io che manco so di cosa si stia dibattendo e gli altri due signori a me perfettamente sconosciuti che come me han perso l'intera mattinata) sono stati sentiti.

Ho quindi avuto la certezza di vivere in un paese che -se amministra cosi' la giustizia- mi posso immaginare come conduce le altre cose. Oh, non che ci fosse bisogno di conferme, sia chiaro...

La sera ho quindi pensato di approfittare dell'evento unico e dell'allineamento dei pianeti, e di andare a vedere "The Blues Brothers", per l'occasione rimasterizzati alla sala grande del Palace Hotel:

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E' stata una piacevole serata, devo dire.

Sia per il film che per l'atmosfera da festa che si respirava nel cinema, pieno a meta' di vecchi rincoglioniti come me  che sapevano a memoria la sequenza dei brani e tamburellavano "Boom boom", "Think",o "Sweet home, Chicago" minuti prima della loro venuta in scena, e aspettavano con Twiggy l'arrivo di Elwood al Motel vicino al Palace Hotel, e giovani tredicenni che si sono genuinamente divertiti alle smargiassate di Jake. Un film che probabilmente non ha impressionato piu' di tanto questi giovanetti, ma che e' stato girato nel 1980 senza effetti speciali. Tutte le ottanta auto che si sfracellano da qualche sulle strade dell'Illinois sono vere, ad esempio.

L'unica nota triste e' stata pensare che moltissimi dei protagonisti sono oramai morti.

Da John Belushi a Ray Charles, da John Lee Hooker a Cab Calloway, passando per la stratosferica Aretha Franklin. Fino a Donald "Duck" Dunn, morto un mese fa.

Matt "Guitar" Murphy e' invece fortunatamente ancora vivo, e suona con noi il suo blues standard. Eccolo, da giovanissimo, che ci suona un boogie da antologia:

 

Barney

 

19.6.12

Aggiornamento sulla Chiesa dei Monaci Diacci marmati degli Ultimi Giorni

E' un periodaccio per i freddofusori E per i petrofissori, e siccome non ho voglia di di spiegare nel dettaglio tutto quel che e' successo in queste settimane, vi rimando ai blog di riferimento, e vi lascio ad una esauriente ed esaustiva cronaca sipcciola degli avvenimenti piu' significativi degli ultimi mesi che trovate qua.

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That's cold fusion, indeed!


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Piezonuclear reactions take place every time you break a stone. Keep it in mind, you moron!

 

Rossi ha comunque -pare- dichiarato che a luglio consegnera' in Europa il secondo impianto. Non c'e' verso di sapere DOVE e A CHI abbia consegnato il primo, ne' l'anno in cui avverra' la seconda consegna, ma sono certo che i Monaci Diacci Marmati degli Ultimi Giorni sono gia' li' ad aspettare l'epifania. Contenti loro...

 

Barney

18.6.12

xkcd: Words for Small Sets

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La relativita' delle quantita' espresse in termini "vaghi"e' uguale in tutto il mondo, pare... La nota contenuta nell'alt-text e' invece un tipico argomento di discussione in caso di stesura di documenti a piu' mani, quando alcune di queste mani sono inglesi o americane. Per il resto del mondo, dopo un punto ci va UNO spazio solo...

Barney

15.6.12

Le toilettes sono una cosa seria?

Pare di si.

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Su Archivio Caltari (un sito eccezionale, davvero consigliatissimo) si discetta di segnali che indirizzano maschetti e femminucce nei rispettivi box per i bisognini, e se ne deriva che spesso i segnali sono lo specchio di un maschilismo assai evidente.

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Oltre che rappresentare un problema per i transessuali, i bagni dei locali a volte non risultano immediatamente "allocabili" nemmeno per gli eterosessuali. A meno che non si arrivi all'iconografia spinta pene-vagina, e allora forse ci si arriva:

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Ma l'intero pezzo e' una chicca di informazioni e immagini da tutto il mondo, con le insegne catalogate a seconda di categorie che vedono comunque quasi sempre all'inizio l'immagine del maschio come elemento "universale", e la femmina come variazione (peggiorativa?) di questo schema "normale".

Visitatelo, poi mi rammentate.

 

Barney

 

 

 

11.6.12

XXX Vegan Porn (SFW)

Si capisce che c'e' business dietro una qualsiasi iniziativa, quando questa si tira dietro l'industria del porno.

E allora PETA apre un dominio .xxx per "sponsorizzare" il cruelty free style of life. Che sarebbe in pratica il veganesimo. Che in ulteriore sostanza viene qua propugnato da star del porno, senza alcuna immagine porno peraltro (per questo il post e' safe for work). Il che denota un ottimo uso del marketing, checche' se ne pensi del veganesimo stesso.

OK, eccovi il sito. Con immagini che hanno titoli ammiccanti, ma contenuti come questo:

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Musica d'atmosfera, per l'occasione: Elisabeth Fraser voce dei giurassici "Cocteau Twins",  che gorgheggia "Lorelei".

Barney

9.6.12

xkcd: Laundry

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C'e' -come sempre, del resto- bisogno di commenti?
(do not forget the alt-text)

:-)

Barney

7.6.12

Potete accendere ceri, fiaccole e raudi fischioni: l'aereo non atterrera'

C'e' una recrudescenza di sbroccate da parte dei seguaci della Chiesa dei Monaci Diacci Marmati degli Ultimi Giorni, dovuta sia all'assenza di good news da parte dei loro idoli, sia ad attacco concentrato di molti accademici nei confronti degli sfrangitori di granito (alias piezonuclearisti). Se pure io giudico forse troppo pesante il martellamento nei confronti di Carpinteri, Cardone e compagnia (pur non concedendo loro nemmeno il beneficio del dubbio, per come presentano la loro presunta scoperta, non mi par corretto crocefiggerli. Sarebbero bastati due barili di catrame e tante piume), e' certamente piu' circostanziato e verificabile il bombardamento "contro" le LENR e la fusione fredda in tutte le salse che vi pare, piuttosto che il tentativo di difesa Chewbacca dei suddetti adoratori del ghiaccio fusore (maanche fissore). Colgo l'occasione per indurvi a cliccare sul link teste' passato, e a considerare come ci sia assonanza tra "difesa Chewbacca" e "mandarla in vacca", altro tipico comportamento monacense.

E allora e' giunto il momento di far parlare il Maestro incontrastato della lotta alla fuffa, il fisico che spessissimo i fuffari citano -a sproposito- cercando di portarlo verso le loro posizioni (cosa inelegante, essendo il personaggio purtroppo morto da tempo...). Insomma, e' il momento di parlare di Richard Feynman e di Cargo Cult Science.

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Il titolo deriva dalla prolusione iniziale fatta da Feynman alla Caltech nel 1974. Il buon Richard parlava di cattiva scienza e di come questa vivesse spessissimo solo grazie ai desideri della gente. Proprio come succedeva in Africa, quando gli indigeni cercavano di influenzare l'atterraggio degli aerei da trasporto costruendo simulacri di pista e di torre di controllo, e dando vita cosi' a un vero e proprio culto tribale. Ovviamente, nessun aereo si fermava, ma i locali continuavano a sperare che -prima o poi- il miracolo sarebbe avvenuto.

Il discorso e' splendido anche in inglese, ma per i piu' pigri c'e' una ottima versione in italiano che metto qua sotto. Sono cinque paginette veramente notevoli, da una delle menti piu' feconde degli ultimi secoli.

Enjoy:

Cargo_Cult.pdf Download this file

Barney

 

 

6.6.12

xkcd: Shoes

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In effetti, le scarpe con le dita sono inquietanti. Non so se fino al punto da rifiutare l'immortalita', ma magari anche si :-)

Barney

5.6.12

"Non è un paese per vecchi", Cormac McCarthy, Einaudi 2006

Il vantaggio di avere letto un buon numero di libri [1] e' che se ti vien voglia di scrivere qualcosa e non sai di preciso cosa scrivere puoi avvicinarti alla tua parte di libreria (tutti abbiamo una nostra parte di libreria, anche se siamo da soli in casa...), leggere qualche titolo, scegliere un libro e tirare giu' qualcosa.

Stasera e' toccato a "Non e' un paese per vecchi", libro che ha reso famoso anche da noi Cormac McCarthy grazie al film che i fratelli Cohen ci hanno tratto.

Il film e' bello, ma il libro e' un'altra cosa.

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La storia e' semplice: un giovane cacciatore, Llewelin Moss, nel mezzo di una solitaria battuta di caccia nei deserti del Texas, si trova davanti a quel che resta di uno scontro tra trafficanti di droga messicani: auto crivellate, morti ammazzati a bizzeffe, panetti di eroina come se fossero mattoni, e solo un superstite, gravemente ferito. L'uomo trasporta una borsa con qualche milione di dollari, e Moss se ne impossessa credendo d'avere vinto la lotteria.

I "legittimi" proprietari dei soldi scatenano una tremenda caccia all'uomo per recuperare i soldi, in cui ha il ruolo di capo cacciatore un folle assassino a pagamento: Anton Chigurn, che ammazza le sue vittime sparando loro in testa con una pistola ad aria compressa da mattatoio.

A punteggiare le varie sparatorie, la fuga di Moss e la caccia di Chigurn ci sono nel libro le riflessioni di uno Sceriffo prossimo alla pensione che si ritrova a dover seguire il caso, Ed Bell. La fine tragica perseguitera' Moss anche nei suoi affetti piu' cari, e la figura incredibile di Chigurn si stagliera' come impunito ed amorale vincitore su tutto e su tutti.

Lo stile secco e deciso di McCarthy rende la lettura quasi disturbante per come le cose ti vengono sparate in faccia: senza filtro, senza abbellimenti letterari, senza alcun fronzolo. Essenziali nella loro bellezza, le frasi colpiscono la dove devono colpire, come la pistola di Chigurn.

Si fa un minimo di fatica -all'inizio- ad abituarsi ai dialoghi, che McCarthy non evidenzia con apici, lineette o altri segni editoriali: si va a capo, si mette la maiuscola e si inizia un nuovo discorso. E' a volte difficile capire chi sta parlando, ma dopo qualche decina di pagine (se non si conosce gia' lo scrittore)nci si abitua a questo stile del tutto personale. E si scoprono conversazioni assolutamente allucinanti, di una luminosita' quasi tagliente. Ecco un paio di esempi:

Chigurn che riporta i soldi recuperati al trafficante. Siamo nello studio del boss, che chiede:

E lei? Perche' non mi parla dei suoi nemici?

La risposta di Chigurn:

Io non ho nemici. Non permetto che esistano.


O lo stupendo dialogo tra la moglie di Moss e lo stesso Chigurn, che si fa trovare in camera della donna di ritorno dal funerale di sua madre:

Non hai motivo di farmi male, disse.

Lo so, ma ho dato la mia parola.

La tua parola?

Si. Qui siamo alla merce' dei morti. In questo caso di tuo marito.

Non ha senso.

Invece si, purtroppo.

Io non li ho, i soldi. E tu lo sai che non li ho.

Lo so.

Hai giurato a mio marito che mi avresti ammazzata?

Si.

Ma e' morto. Mio marito e' morto.

Si. Ma io no.

...

Tu mi vuoi ammazzare.

Mi dispiace.

 

Il dialogo va avanti cosi, per quasi sei pagine. E nessuna e' inutile, e sino alla fine speriamo che vi sia una deviazione dal binario entro il quale le parole stanno scorrendo sempre meno rapide, sempre piu' rassegnate, ineluttabili.

E sopra tutto e tutti, lo sceriffo Bell che viene fatto pensare piu' che parlare da McCarthy ogni tanto, con capitoli di una o due pagine in cui il vecchio sceriffo, in prima persona, riflette sia sulla vicenda che sta seguendo che sulla vita in generale, sulla vecchiaia, la morte, il progresso e il degrado dei costumi. Questi capitoli si distinguono dal resto anche per l'uso dell'italico come font di scrittura, a tracciare proprio una netta distinzione tra azione e riflessione.

Bell passa sulla storia -del libro, sua personale e dell'America- come il vero protagonista del romanzo, e chiude degnamente la vicenda ricordando amaramente suo padre, e un sogno che su di lui ha fatto dopo che e' morto. Sogno che probabilmente e' metafora della morte che si avvicina al vecchio, ma che non lo coglie ancora, visto che si sveglia per raccontarcelo.

Gran libro, insomma.

 

[1]... e di avere una memoria ancora decente.

 

Barney

4.6.12

Aggiornamenti rapidi sulle semifinali NBA (altro che gli Europei di calcinculo...)

... e magari due parole sul basket italiano. Che risolvo subito: vincera' di nuovo Siena per manifesta incapacita' degli avversari a metter su una squadra decente che poi giochi da squadra.

Detto che le mie biNbe sono riuscite a trascinare a gara-5 Taranto (poi campione d'Italia in tre partite secche contro i fantasmi di Schio magnagatti), e a piazzarsi quindi terze in un campionato nel quale secondo i soloni avrebbero dovuto retrocedere, passo immediatamente al campionato amerregano.

I miei Lakers sono usciti presto dai giochi, assassinati da una delle mie favorite di inizio anno: i Thunders di Oklahoma City che fanno dell'esuberanza giovanile e della fisicita' il loro punto forte (si, ma poi c'e' gente come Durant, Ibaka, e il pazzo mancino di Harden che giocano da mostri, poche storie), ma se avessi dovuto giocare due Euri su di loro non l'avrei fatto, per tre motivi:

  1. Il campionato e' stato condizionato dalla serrata che s'e' conclusa proprio a Natale, e quindi le partite si sono compresse in pochi mesi, con un tour de force impossibile per una squadra con l'eta' media assai alta (tre o quattro match a settimana ammazzano, se non hai venticinque anni);
  2. Il cambio di allenatore, che ha chiuso l'inavvicinabile ciclo di Phil Jackson e ne ha aperto un altro che secondo me si chiude piu' o meno quest'anno, a meno di dodici mesi dal suo inizio.
  3. La cessione di Odom e la pazzia conclamata di Metta World Peace, alias Ron Artest, che in pratica fa giocare la squadra sempre con un uomo in meno, proprio perche' Lamarvellous non c'e' piu'.

Ma parilamo di semifinali di Conference, via.

A Ovest sono rimasti gli Spurs dei vecchioni Duncan, Parker, Ginobili e compagnia cantante, che sono partiti fortissimo in casa contro i Thunders e si son portati sul 2-0 in un amen. Per poi essere ripresi e appaiati da Durant e compagni, veramente impressionanti per fisicita' e atletismo. Ora siamo sul 2 pari, e stasera vedremo se i ragazzi di Oklahoma riusciranno ad espugnare San Antonio: sarebbe il preludio alla finale, cui i Thunder arriverebbero da favoriti, almeno per quel che posso dire io.

A Est abbiamo un classico Celtics-Heats, con i verdi che mettono in campo il quintetto piu' vecchio dell'intero campionato, ma Cristo: se hai Pierce, Rondo, Garnett e Allen in squadra puoi far giocare anche me come quinto, e in moltissimi casi vinci facile. Contro Miami orfana di Bosh infortunatissimo e' bastato solo due volte su quattro, e anche qui l'inizio e' stato favorevole agli Heats che in casa hanno ammazzato i Celtics. Gara 3 e Gara 4 sono state appannaggio di Boston, con l'ultima partita finita ai supplementari e vinta di due dai Celtics su tiro sbagliato di Wade. L'esperienza paga, alla fine, soprattutto se regge il fiato.

Pronostici per le semifinali (cosi' chi e' interessato puo' puntare sulle squadre che non sono le mie favorite):

Oklahoma a ovest e Boston a est.

Finale incertissima, dipendera' dal numero di infortunati di Boston (Ray Allen e' rientrato da poco dopo uno stop prolungato, e ci ha messo sino a ieri sera per rrecuperare il ritmo partita) e soprattutto da quanto reggera' a questi ritmi Rajon Rondo, vero MVP degli ultimi sei anni. Guardate le statistiche di base: 12 punti e 11 assist a partita fanno in realta' 34 punti usciti dalle sue mani. E spesso ci sono una decina di rimbalzi, palle recuperate, falli subiti... Insomma, e' meta' squadra, e non esagero.

 

Barney