20.10.10

Venti e non di più (ma per ora dieci)

Partecipo non invitato al "twenty songs contest" tirato su da questo blogger, e ripreso da IguanaJo.
Le regole sono semplici e lineari:
"...i pezzi, titolo, autore, fonte, due righe di commento e una citazione del testo (in originale, così chi vuole fa esercizio). E un lato B – sono 45 giri, giusto?"

Eccoci qua, in ordine sparso ma non troppo, per i miei primi dieci dischi da portar via sull'isola deserta...


The Who
Sono il mio gruppo dell'adolescenza. Non potevano mancare, ne' non essere i primi. La difficolta' e' stata nello scegliere due pezzi: "Behind blue eyes" va come lato A non solo perche' e' una ballata bellissima, ma anche perche' cosi' spero che in meno persone la attribuiscano ai Limp Bizkit al budello di su ma'. Inoltre, fa parte dell'ultimo album in cui ha suonato Moon. Infine, la copertina di quell'album e' spettacolare:

Il B-side e' un omaggio al pezzo piu' rappresentativo di una intera generazione, che spera di morire prima di invecchiare. John e Keith sono riusciti nell'intento, Pete e Roger ancora suonano in giro per il mondo.
   
    A-side: Behind blue eyes
    B-side: My generation

    Citazione dal lato A: No one knows what it's like to be the bad man, to be the sad man, behind blue eyes...

Neil Young
Qualche giorno fa ha pubblicato l'ennesimo disco-capolavoro. A sessantacinque anni ha energia e voce che sembran quelli di venti anni fa. E in "La Noise" suona e canta tutto da solo, mica cazzi... Un mito che non sembra tramontare mai, che ha scritto canzoni stupende e altre meno, ma la bilancia pense sempre dalla parte del genio. La scelta dei due pezzi e' abbastanza mainstream per il lato A: un inno alla ruggine che non dorme mai, ma penso non scontata per il B-side, il brano quasi punk che chiude "Re-ac-tor".

    A-side: Hey, hey, my, my
    B-side: Shots

    Citazione dalla lettera lasciata da Kurt Cobain quando si e' ucciso: It's better to burn out than to fade away


Pearl Jam
Uno dei pochi gruppi rock di oggi che hanno qualcosa da dire, sempre. Sono amicissimi di Neil Young, col quale hanno inciso Mirrorball, e pure dei Who, che hanno omaggiato con cover sontuose di "Baba O'Riley" e -soprattutto- di "Love, reign o'er me". A-side per un brano dal terzultimo disco, con testo secondo me molto bello che riscrive "My generation" trent'anni dopo. B-side per la canzone che chiude quasi tutti i loro concerti.

    A-side: I am mine
    B-side: Jellow Ledbetter

    Questo e' "I am mine":

    I know I was born and I know that I'll die
    The in between is mine
    I am mine

Bob Dylan
Il menestrello di Duluth e' presente nella mia compilation con il brano che e' stato secondo me usato in maniera sublime nei titoli di testa di "Watchmen", dando vita alla miglior sigla iniziale degli ultimi vent'anni.
Il lato B e' da "Blood on the tracks", uno degli album piu' belli di Dylan. Il testo e' onirico-mistico, e va ascoltato cantato da Dylan giovane. Bob, infatti, al contrario di Neil invecchia male, in quanto a voce...

    A-side: Times they are a'changin
    B-side: Shelter from the storm

    La citazione e' dal lato A: For the loser now will be later to win


Virginiana Miller
Prima presenza italiana. Dei VM ho gia' scritto anche troppo. Sono secondo me il gruppo italiano piu' significativo degli ultimi dieci anni, sia come testi che come musica.
Qui sono presenti con due pezzi "vecchi", uno sui pomeriggi-incubi marini di un qualsiasi bimbetto toscano (alcune immagini sono eccezionalmente vivide: la zia che "dice che oggi il bagno non lo puo' fare", lo zio che ha vinto la gara di tiro al piattello, il cane che piscia sui panini...), l'altro sulla decadenza della televisione di stato che -scritta sette anni fa- sembra troppo avanti anche ascoltata oggi.

    A-side: Tutti al mare
    B-side: Requiem (per la RAI)

    Dal B-side: Canto per la dottoressa Russell, per il comandante Koenig, per i popoli alieni...


Bobo Rondelli
Altro italiano, anzi: altro livornese, che e' diverso da italiano :-). Bobo Rondelli e' un artista poliedrico ed eclettico, che ha avuto un certo successo venti anni fa come voce degli "Ottavo padiglione". Poi uno dei componenti del gruppo mori' e la formazione si e' sciolta. Al "Cammello di Shangai" e' dedicato il lato A del 45 giri di Bobo, una canzone sublime. Il lato B e' tratto dal suo ultimo disco, ed e' una canzone romantica che non ti aspetteresti da Bobo, e proprio per questo e' ancor piu' bella.

    A-side: Hawaii da Shangai
    B-side: Licantropi

    Da "Hawaii da Shangai":

    polline di primavera
    sulla Susy che cresceva
    sul mio corpo che cambiava
    e un altro gioco cominciava
   

The Clash
Joe Strummer, Paul Simonon, Topper Headon, Mick Jones. Una formazione che ha fatto la storia del rock mondiale degli anni '80. Hanno smesso di suonare dopo avere raggiunto il successo planetario con "Rock the cashbah", forse il loro peggior disco, forse perche' raggiunsero proprio con quello il successo.
Qui sono presenti con uno dei primi brani rap della storia della musica, che apre "Sandinista" (un triplo LP cosi' ricco di spunti innovativi da essere forse troppo complicato per molti ascoltatori da fast food). Il lato B e' uno dei loro pezzi arrabbiati "classici".

    A-side: The magnificent seven
    B-side: White riot

    Da lato A: Ring, ring, It's 7.00 AM
    move your self to go again
    cold water in the face
    brings you back to this awful place


Pink Floyd
I PF son morti una prima volta quando il diamante pazzo e' impazzito sul serio, e una seconda quando Roger Waters se ne e' andato a fare il solista.
David Gilmour e' un grandissimo chitarrista, e una voce eccellente, ma -mi dispiace- i PF erano prima Barret e poi Waters. Il B-side e' il famoso omaggio a Syd dai suoi vecchi amici, il lato A e' il brano di "The Wall" che a me piace di piu'.

    A-side: Comfortably numb
    B-side: Shine on you, crazy diamond

    Da "Shine on you...": Remember when you were young, you shone like the sun.
    Shine on you crazy diamond.

Rolling Stones
Le pietre rotolanti non possono non avere un posto nella compilation. E lo trovano con un lato A in cui si prende atto che non sempre le cose vanno come si vuole (chi non ricorda questa canzone suonata alla cerimonia funebre di "Il grande freddo"?), e con un B-side in cui si offre riparo da intemperie figurate e reali. Due pietre miliari, oltre che rotolanti, della storia del rock.

    A-side: You can't always get what you want
    B-side: Gimme shelter

    Lato B: War, children, it's just a shot away.
    It's just a shot away


R.E.M.
Dal sud degli Stati Uniti arrivano i R.E.M., tra le formazioni rock piu' significative del pre-grunge USA.
Qui sono presenti con un'irresistibile "imitation of life", che a me fa venire voglia di ballare ogni volta che la sento (e non so assolutamente ballare), e con uno dei loro primi successi. Che ho scelto perche' mi ricorda due amici che oggi non ci sono piu'.

    A-side: Imitation of life
    B-side: The one I love
   
    Da "Imitation of life": This lightning storm
    This tidal wave
    This avalanche, I'm not afraid
    C'mon c'mon no one can see me cry

 

Fine prima parte, e rimangon fuori in molti...

 

BP

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The economic argument

 

Standing ovation per XKCD.

 

 

BP

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18.10.10

Contro il processo a Geert Wilders | Kelebekler Blog

Chi è Geert Wilders? Purtroppo non è il fratello di Gene, ma il capo di un partito ultranazionalista olandese che ha avuto un eccezionale successo alle ultime elezioni. Miguel Martinez ne parla in relazione al processo che dovrà subire, per apologia di razzismo.

Da leggere come quasi tutto quello che Miguel scrive.

BP

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17.10.10

Servizio Pubblico: Autospurgo [quarta puntata]

Eccoci di nuovo qua dopo un po' di giorni, con il camio della merda bello vòto e pronto a puppassi di tutto, a vedere cosa bolle nelle fogne del giornalismo italiota, e a dare uno sguardo ai pozzi neri esteri. Rassegna stampa basata sulle prime pagine di domanica 17 ottobre 2010. Lets' rock and roll!

il Giornale: Le trame segrete di Fini, a tutta pagina, con sottotitolo "L'ex leader di AN vuole abbattere Berlusconi ma non puo' andare al voto: rischierebbe di sparire. D'altra parte un governo senza PdL e Lega sarebbe inaccettabile. La soluzione? Sostituire il Premier con Tremonti. Però se il Ministro non ci sta...". Il sottotitolo è rigorosamente vero, e io mi chiedo: ma dopo aver letto titolo e sottotitolo, cosa cavolo spendo i soldi per il giornale? C'è scritto già tutto lì! Astuzie da gran marchettari.

La Stampa: Trichet sui conti dell'Italia "Tagliate subito il debito". Sottotitolo un pò scentrato rispetto al titolone: " Decine di migliaia in piazza a Roma con la FIOM, i cortei senza incidenti. Ultimo comizio di Epifani: senza risposte dal governo, sciopero generale". Ecumenica, come spesso accade (poggio e bùa, come si dice dalle mie parti).

Il Messaggero: Così hanno ucciso Sarah. Sottotitolo: "I PM: movente sessuale. La madre: Sabrina come la Franzoni". Nazional-popolare.

Il Sole24Ore: "I veleni non mi fermeranno" (riferito alle dichiarazioni della Marcegaglia sulle voci tirate fuori dal Giornale). Sottotitolo: "Marcegaglia alla platea delle PMI: indipendenza totale di Confindustria". Si guarda in casa propria, eh?

Si può notare una certa eterogeneità tra i titoli che aprono i vari giornali; l'eccezione del Giornale che continua pervicacemente a tritellare i coglioni con Fini non la si nota nemmen più.

 

Un veloce sguardo a un par di giornali stranieri:

El Pais: Si ETA matase manana, la izquierda "abertzale" se opondria. E' una intervista a Otegi, leader indipendentista di sinistra e non violento.

Le Monde: Reforme des retraites: la mobilisation se poursuit, l'unitè syndacale se fissure. Sulla riforma delle pensioni, e le prime crepe nel fronte sindacale.

 

BP

 

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Missino: impossible « Umore Maligno

Strepitoso florilegio di battute (nel senso letterale: randellate sulla groppa) su Ignazio Benito Maria La Russa, raccolte da Umore Maligno.
Chapeau.

BP

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15.10.10

RSA Animate - Changing Education Paradigms

Guardate il video qua sopra. Sono 11 minuti e 40 della vostra vita che vi consiglio di spendere per guardare ed imparare. Imparare le tecniche di comunicazione, ma anche approfondire i contenuti trattati. Si parla di apprendimento e di istruzione, e le parole vanno in parallelo con la mano del disegnatore. I concetti e le idee prendono vita in un flusso continuo che è esteticamente pregevole. Bravi, davvero.

BP

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14.10.10

Cosa è il genio?

E' fantasia, colpo d'occhio e rapidità di esecuzione, ovvio.

Di Mario Rocchi ho parlato qui, a causa del suo ultimo libro. Ma Rocchi prima di essere scrittore è insegnante di educazione fisica. E in questo ruolo è conosciuto e ricordato dai suoi allievi, soprattutto per questa roba qua:

Si tratta della "giustificazione" che Rocchi scriveva in occasione di allenamenti o partite pomeridiane che impedivano di studiare (beh, impedivano forse è troppo forte... Diciamo che rendevano difficile) ai baldi giovani chiamati dal professore a tenere alto il nome della Sacra Scuola.

Leggete (attenti anche all'intestazione, in puro stile Fantozziano), e ditemi voi se non si tratta di una delle migliori supercazzole mai ideate. Il risultato pare fosse assai scarso, e la probabilità di scampare all'interrogazione molto bassa. Ma volete mettere la soddisfazione di presentare alla Prof. di Latino un foglio del genere?

BP

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Cose fuori posto

Sto leggendo un libro della moglie di un mio collega. Una ricercatrice universitaria in ambito scientifico (teorico), che ha scritto un'opera divulgativa divisa in brevi e ficcanti capitoli su argomenti che sono il suo pane quotidiano. E' un libro scorrevole, scritto bene, che appassiona all'argomento, ma ha una pecca che ho già segnalato al marito della scrittrice: è inopinatamente e -a mio avviso- inutilmente anti-berlusconiano.

Ora, capiamoci: è del tutto legittimo essere contro Silvio, non ne faccio una questione di lesa maestà. E' che però in un contesto di divulgazione scientifica, in cui si parla attraverso metafore ed esempi concreti di cose astruse, Berlusconi proprio non c'entra per niente. Anzi: rende il tutto meno scorrevole, e porge il destro a critiche "da destra". Il marito ha sminuito la cosa, dicendo che in realtà la cosa è evidente solo in un capitolo. Io -senza alcuno sforzo- sono riuscito a trovare evidenti segni in almeno altri due capitoli, in cui escono Piersilvi, Noemi, D'Addarie e via andare.

Debbo prima o poi chiedere alla scrittrice cosa ci incastra Silvio con la teoria dei nodi. Secondo me, nulla di nulla, ma posso sbagliarmi...

 

BP

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10.10.10

xkcd: Airfoil

http://xkcd.com/803/

Due grandi verita' in una sola vignetta. Quella scientifica e quella didattica; quest'ultima prevede che ci sara' sempre uno studente rompicoglioni che tira fuori innocentemente la domanda cui non sai rispondere...

BP

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8.10.10

Void space (semi-omaggio a Dilbert)

Ieri ero, con due colleghi e una decina di altri ingegneri da mezza Europa, nei dintorni di Southampton, la città famosa per il Titanic. Finita una due giorni di riunioni per un progetto di ricerca finanziato dalla Commissione Europea, siamo andati a visitare una molto grande azienda (una quindicina MILA di dipendenti... con la quale noi collaboriamo da anni) attiva in ambito difesa-aeronautica-spazio. Un gran carrozzone, in un posto bellissimo naturalisticamente parlando, in cui per spostarci da uno stabile all'altro si usa il furgone. E dove per entrare nelle stanze "segrete" devi PRIMA aprire una mini-cassaforte accanto alla porta per prendere una chiave, POI digitare un codice numerico, INFINE forse entri.

Bene, passando da un piano all'altro per andare a visitare un laboratorio abbiamo attraversato un open space assai grande, con almeno una trentina di postazioni, tutte vuote. Vuote e pulite: nel senso che nessuno, negli ultimi giorni (o mesi) ha mai posato i suoi gomiti su quelle scrivanie. Silenzio tombale, ovviamente, a parte noi stanchi visitatori. Proprio alla fine dello stanzone, vicino alla porta dalla quale dovevamo uscire, c'è UNA postazione occupata. E non temporaneamente: è un cubicolo che mostra di essere vissuto dal suo abitante. Che man mano che ci avviciniamo, si mostra essere UNA partecipante. Passiamo davanti al cubicolo, lei continua a lavorare, noi accenniamo un'occhiata. Con uno dei colleghi ci diciamo "Ma non somiglia ad Emily, quella?". In effetti, somiglia molto. Emily l'abbiamo conosciuta un mese fa in Italia, e prenderà il posto di un personaggio che io chiamavo "lo Squalo" nel tenere d'occhio i subfornitori (tra cui noi) di una commessa estremamente difficile da portare a termine, e proprio per questo estremamente interessante. Emily e' molto giovane, e pure molto bella, e francamente non capisco come possa prendere il posto dello Squalo (un bestione di 130 chili e sessanta più che cinquantacinque anni, che ha girato tutte le maggiori aziende britanniche), ma tant'e.

Insomma, per farla breve quando torniamo indietro non possiamo evitare di fermarci e di salutarla.Si, è proprio lei.

E' assolutamente indescrivibile l'effetto che fa, da sola, in quell'open space per il resto assolutamente vuoto. E ancora non riesco a capire se quella localizzazione sia una punizione per qualcosa, oppure se lei è stata mandata in avanscoperta, a colonizzare nuovi spazi, per i colleghi più anziani.

Quello che però noto è un foglio appiccicato su una colonna dell'open space. L'unica altra forma di vita. Nei pressi del cubicolo di Emily.

E' un "termometro", che riporta solamente la parola "savings" e poi delle cifre in milioni di sterline, da 2 a 7. La mia interpretazione è che il termometro rappresenti una misura di quanto la nuova dirigenza ha risparmiato nel bilancio della molto grande azienda.

Vorrei sapere se quelle cifre hanno qualcosa a che fare con lo spazio vuoto attorno a Emily, ma il sospetto ce l'ho.

 

BP

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3.10.10

It's IgNobel time!

Come tutti gli anni, alla fine di settembre un manipolo di serisssimi ricercatori americani decide di premiare, goliardicamente, le ricerche piu' strampalate dell'anno passato. La cerimonia di premiazione è diventato un evento mondano che fa sold out tutti gli anni. Qua c'e' l'elenco dei premiati di quest'anno, ma è con estremo orgoglio nazionalistico che vi annuncio che l'IgNobel 2010 per il Management è andato ad un gruppo tutto italiano!

E con che ricerca, siore e siori! Una roba eccezionale, che se fosse davvero messa in pratica cambierebbe la vita di tutti noi, e in meglio: la scoperta che -in accordo col Principio di Peter- se le promozioni avvenissero a caso, un qualsiasi sitema se ne gioverebbe in termini di efficienza. Se pensate che il resto del Mondo NON è Italia, potete capire perché una verità così lapalissiana per noi è stata accolta con incredulità e lazzi.

Ma vi prego, leggete i risultati della ricerca, prima di sghignazzare.

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30.9.10

Inception

Sono stato a vedere "Inception", ieri sera.

Il film è stato accolto da una serie di critiche buone o buonissime, sicuramente alcune solo perché il regista e' Christoper Nolan, che ha diretto "The dark knight" rinverdendo, ce ne fosse stato bisogno, il culto per Bruce Wayne / Batman.

La sinossi in breve: in un futuro non troppo lontano alcuni sono in grado di entrare nei sogni delle persone per rubare idee e pensieri. Il procedimento inverso, ovvero innestare nella psiche di un soggetto una idea nuova, è difficilissimo. Dom Cobb (Leo Di Caprio), un bravissimo "ladro di sogni", viene arruolato da un ricchissimo magnate giapponese proprio per instillare, nella mente del suo giovane avversario in affari, una idea che farebbe crollare il suo impero economico, a tutto vantaggio del giapponese.

Questo in sintesi il plot. Che è evidentemente frutto di intense letture Dickiane da parte di Nolan (che in questo film e' regista maanche produttore, maanche scrittore della trama), e la cosa è fortunatamente evidente anche a chi ha sentito parlare di Dick solo attraverso "Blade runner". Piani di realtà diversi ed ambigui, tempi asincroni ma coordinati al secondo, uso smodato di droghe, simbolismo a gogò permeano quasi ogni scena del film, ed è davvero impossibile -ad esempio- non pensare all'unicorno origami quando si vede la trottolina girare. O togliersi dalla testa di trovarsi davanti ad un remake di "Total recall" e dei suoi impianti cerebrali. O ad un "Paycheck" rifatto a distanza di pochi anni dall'originale. O ancora a "Minority report" in cui il protagonista non cambia faccia solo grazie ad una iniezione di botulino.

Qualcuno, più giovane di me, ci ha visto il primo, bellissimo "Matrix". Ovvio, ma "Matrix" deve a Dick tanto quanto "Inception", quindi sempre a Philip K. Dick si torna.

Oh, intendiamoci: il film è assai bello, godibile e divertente. Da vedere di sicuro. Puoi parlarci ore sopra, sicuro di riuscire a dire cose mai dette prima. Ci puoi vedere una metafora fiolsofica di tutto quel che ti pare: la vita, l'universo e tutto quanto, la morte, la realtà e il trascendente. La colpa, il perdono, l'espiazione e la catarsi. Tutto.

Ma -come già abbondantemente detto- questo "tutto" a me pare molto un deja vu uncredited.

In estrema sintesi: "Io sono vivo, voi siete morti".

 

BP

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28.9.10

Ottagono Irregolare: Fascioforming

' authors[ran] '

I'm pretty sure I sold a girl once; I didn't speak the language...I shook hands with a guy, he gave me the keys to a Mercedes, and I left her there.

Barney Stinson

Ottimo post di Tommy Angelo sulla Germania di oggi. Bella e ovvia la chiosa finale, da leggere con attenzione tutto il documento, e poi riflettere.

BP

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La grande riforma

MariaStella cerco di nominarla una volta sola, all'inizio. Perchè ogni volta che penso a lei, a quanto non capisce un cazzo di nulla, alla sua totale inadeguatezza non dico al ruolo di Ministro, ma solo a quello di bidella o come cazzo si chiamano adesso... ogni volta, dicevo, mi vengono istinti omicidi.

Lei, la sua "riforma" e quelli che la osannano come un genio. E' semplicemente una che non capisce un cazzo, e finiamola qua.

Ma non finiamola con il racconto dei danni che la sua "riforma" (che, va ricordato a chi pensa che MSG sia un genio, viene tre anni dopo un'altra riforma fatta dalla destra, con la Moratti Ministro).

E lasciamo che i danni li racconti direttamente un Dirigente Scolastico, attraverso una circolare alle famiglie che spiega come, quest'anno, ci possano essere delle modifiche allo svolgimento delle attivita' scolastiche ed extrascolastiche per una serie di proteste che i docenti hanno messo in atto.

Io mi fermo qui, il resto lo leggete dal documento ufficiale. La scuola è quella di mio figlio. Auguri a lui ed ai suoi compagni.

 

BP

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Segnali di fumo (forse è pakistano)

Non avendo la tv in casa, affido la mia informazione ai giornali, alla rete e alla buona, vecchia radio. Siccome quindi vedo rarissimamente  la televisione (quella che per Henlein era "la scatola sparacazzate"), l'unica pubblicità che mi sorbisco a piene orecchie è quella delle radio. In particolare Radio24, la rete di Confindustria. Ecco, ascoltando la radio ho scoperto in questi giorni (diciamo nell'ultima settimana) che è da noi di gran moda il cloud computing (da ora in avanti cc), o meglio: pubblicizzare il cc come must have per tutte le aziende italiane. Piccole, medie e grandi. E per farci di tutto, dall'office automation alla gestione di archivi sterminati. In particolare ricordo due spot radiofonici: IBM e Telecom, con l'incumbent delle telecom che pubblicizza il suo servizio "La nuvola italiana" (gran fantasia, in Telecom complimentoni ai creativi...)

Ora: io sono un vecchiaccio, e come tutti i vecchiacci sono poco propenso alle novità. Quindi la mia naturale ritrosia per il cc potrebbe venire da qui. Ho da dire subito, a mia discolpa, che mi piace invece molto l'idea del calcolo parallelo e del grid computing, perche' vedo cosa possono dare in più rispetto ad un mainframe o ad una workstation.

Ma a parte la mia ritrosia, siamo in un paese che ha infrastrutture fisiche ed informatiche oscene, con una larghezza di banda ridicola, e un servizio garantito inesistente. E vogliamo far spostare centinaia di migliaia di utenti business su applicazioni SaaS? Ma a Telecom si sono bevuti i cervello?

 

BP

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27.9.10

Servizio Pubblico: Autospurgo [terza puntata]

Terza puntata per il servizio di raccolta di minchiate "Autospurgo": è arrivato l'omino del bottino, donne! I titoli sono quelli del 27 settembre 2010.

Corriere della Sera: Oggi il Corriere è scoppiettante. Primo titolo: Prove di intesa dopo lo scontro (Silvio e Gianfry che riprovano a flirtare come due amanti che si sono reciprocamente e ripetutamente traditi con gigolo', buzzi, bestie e sex toys). In basso, l'inutile stronzata settimanale di Francesco "acquacalda" Alberoni, dal titolo mocciano Innamorarsi è l'occasione per conoscersi nel profondo (e come al solito il marito di Rosa Giannetta gli fa una sega, a Lapalisse...), e poi commentone di Stella dal titolo Sgarbi, Travaglio e il pezzo di m....., dove ovviamente al posto dei puntini ci dovrebbe stare "erda". La storia la potete leggere qui, e merita davvero, perchè da la cifra dello stato attuale del paese (nella merda, perlappunto).

Il Giornale: Le amnesie di Fini & C.  pigliano tutte le colonne disponibili essendo la scritta in corpo 64, con sovratitolo Casa di Montecarlo e non solo, e sottotitolo "Repubblica" e "Corriere" si accorgono solo ora che il problema esiste ed è pure serio. Ma, come il Presidente della Camera nel suo discorso, continuano a tacere sulle pressioni per l'appalto RAI dato alla suocera (sappiamo quindi cosa ci aspetta per i prossimi 75 giorni...). Resta poco spazio, giusto per una foto di Bossi di 10 anni fa -da sano, quindi- accanto a un Montezemolo che fa le smorfie. Il concetto, per chi non sa leggere, è chiaro lo stesso. Chi ha fatto le scuole alte può giovarsi del neretto: Ultima di Montezemolo: è colpa di Bossi. E così sappiamo anche chi sarà il prossimo bersaglio del guano di Feltri & Sallusti.

Il Messaggero: PDL e finiani, si tratta, sulla stessa linea del Corriere. E, incredibilmente, in contrasto con il mondo di Feltri.

La Stampa: Ecco la strategia di Fini,che ci racconta come sia Gianfranco che Giancarlo sono disposti a rinunciare alla presidenza della Camera il primo, e all'appartamento di Montecarlo, il secondo, nel caso un meteorite colpisca esattamente la cima del Monte Bianco.

 

La stampa estera:

El Pais: Zapatero ofrece a los sindacatos negociar las pensiones (Estremi tentativi per il Premier di scongiurare il megasciopero del 29). Foto centrale per Alonso che festeggia la vittoria nel GP di Singapore.

La Tribune: L'Elysee impose EDF chez Areva, sul riordino del settore nucleare e l'idea di controllare ancor più strettamente Areva da parte di Sarkozy. Nel solito affollamento di notizie a sinistra (solito per i giornali francesi, intendo) nessuna notizia dal nostro paese, me è giusto così.

Financial Times: EU's debt fines plan heads for showdown con molto interessanti sottotitoli, tra cui France and Italy against automatic penalties che dovrebbe preoccupare il nostro Ministro dell'Economia e pure quello dello Sviluppo Economico, ad avercelo... Molto interessante anche un altro titolo: Europe's central banks halt gold sales. Sempre meglio...

 

BP

 

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22.9.10

Servizio Pubblico: Autospurgo [seconda puntata]

Seconda puntata per il servizio di pubblica inutilità "Autospurgo": svuotiamo i vostri pozzi neri a prezzo modico. I titoli sono quelli del 21 settembre 2010

Corriere della Sera: Scontro finale, Profumo verso l'uscita (Si parla di Unicredit e del suo AD, che e' stato in pratica cacciato dal Presidente del gruppo bancario perché ha assistito in silenzio alla scalata di libici e altri arabi. Roba seria...).

Il Giornale: Liberateci dai medici pugili (sui casi incredibili di risse in sala operatoria o sala parto, che nei giorni scorsi hanno causato morti e feriti in giro per l'Italia). Però, una bottarella al caso Fini-Tulliani-casa di Montecarlo la danno anche stamani, come da contratto: Ecco lo stato di famiglia dei Tulliani. C'è anche Fini. Estiquaatzi...

Il Messaggero: Napolitano: solo Roma è capitale (sulla questione dei finanziamenti per Roma capitale, e le conseguenti lamentazioni dei leghisti che vorrebbero semplicemente un po' di soldi anche per Bergamo capitale, e per Sondrio, e Lambrate, e Vergate sul Membro. E via così).

La Stampa ha sia la notizia su Profumo, in alto, sia lo stesso identico titolo del Messaggero, al centro. Ecumenica.

La Repubblica fa meglio: ha tutti e tre gli argomenti principali sopra citati, con Profumo in maggiore evidenza. Manca solo - e non è stupefacente- l'intrigo monegasco, di cui ci importa francamente una sega, ma credo anche ai lettori di tutti i quotidiani italiani, esclusi Libero e il Geniale.

 

Andiamo rapidamente all'estero.

El Pais[1]: Los servicios minimos para el 29-s enfrentan a Gobierno y sindacatos (mi pare di capire che ci sarà uno scipoerissimo il 29 settembre, e si discute su quali debbano essere i servizi minimi garantiti). Altre notizie interessanti su una protesta per un sito nucleare, e sui giovani che lasciarono la scuola per un lavoro che adesso non c'è più, e che quindi si trovano in mano con un pugno di mosche.

Le Figaro: UMP: les grandes manoeuvres commencent (qui si parla del partito di Sarkozy e delle lotte intestine per la sua successione). Il titolo e' a caratteri cubitali.

WSJ Europe: Bank's profits on mortgages spur criticisms (interessante scoprire come il WSJ solo oggi ha scoperto che le banche lucrano col differenziale tra il costo del denaro per loro, e il prezzo che fanno pagare ai loro clienti, anche in tempi di profonda crisi, e anche speculando sui prestiti e i mutui)

[1] Non capendo lo spagnolo, traduco sostanzialmente a senso. Ma sono abbastanza confidente nelle mie capacità :-)

 

BP

 

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20.9.10

Campaign Button Of The Day - The Daily Dish | By Andrew Sullivan

Christine O'Donnel e' una fanatica cattotalebana che aderisce al Tea Party, il movimento dei cattotalebani (perlappunto) repubblicani. Questi ultra-bigotti stanno scalzando, sotto il pugno di comando della mistyca Sarah Palin, tutto il vecchio establishment repubblicano. Sono i "nuovi" destri., che tra l'altro hanno un curriculum di tutto rispetto, come si puo' leggere qui: http://www.america24.com/news/stregoneria-nel-passato-della-candidata-anti-ma..., oppure qui: http://www.giornalettismo.com/archives/82340/christine-odonnell-lultra/, o anche qui: http://motherjones.com/mojo/2010/09/christine-odonnell-delaware-tea-party.

Questo come introduzione alla bellissima spilletta che vedete qui sopra, che piglia giustamente per il culo la O'Donnel, nota negli ambienti del vaudeville estremo per avere dichiarato testualmente che...
... masturbarsi fa venire l'AIDS.

Ovviamente ha dichiarato anche che il sesso e' satana, e via andare. E -ci potrei scommettere- che anche i negri non sono una bellissima cosa da vedere. Dei comunisti pare non possa parlare senza ruotare la testa di 360 °.

Il peggio del peggio, insomma: e i coglioni redneck e wasp stanno ad ascoltare lei e quell'altra demente della Palin che sbraitano e sbavano come ossesse in crisi di astinenza da -quando ci vuole ci vuole, e in culo al bon ton- nerchia asinina.
Siamo proprio in un periodo di merda globale...

BP

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Apollo 11 Launch at 500 Frames per Second

Trenta secondi dilatati in otto minuti e 42: la ripresa della partenza dell'Apollo 11 dal livello dei motori del primo stadio. I primi tre minuti sono da non perdere.

BP

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19.9.10

Asciugare con le forbici

Arrivo ultimo, ma spesso arrivare ultimi e' un bene: hai davanti il quadro completo, hai riflettuto sulla cosa, hai sentito le due campane e -insomma- dovresti aver capito qualcosa, se non tutto.
La questione e' -detta semplicemente- la linea editoriale di Urania (rivista mensile di fantascienza, edita da Mondadori e diretta da Giuseppe Lippi), e nello specifico il fatto che tutti i romanzi pubblicati che superano le 350 pagine sono stati (in passato) e continueranno ad essere (in futuro) tagliati di una percentuale variabile di testo (sino al 20%, e scusate se e' poco) per farli rientrare nella lunghezza-tipo.

Il caso e' esploso in pieno agosto, sul sito della Mondadori: la presentazione del bel romanzo di Vernor Vinge "Alla fine dell'arcobaleno" e' stata commentata a un certo punto da tal "Raviolo" cosi':

# Raviolo
Agosto 18th, 2010 at 20:30

Il libro l’ho finito. Ma mi è venuto un terribile dubbio (nonostante ho visto che la traduttrice sia una delle migliori in circolazione), vista la molteplice presenza di passaggi piuttosto oscuri e ambigui. Viene il dubbio che le spiegazioni di contorno siano state prosciugate o sforbiciate, e chiedo quindi al Sig. Lippi, è stato sforbiciato il libro? Ho notato che non solo io ho il dubbio in questione.


Immediatamente, si aggiungono altri commenti che ipotizzano tagli piu' o meno consistenti: Darkyo, Nick, Kronos H e via andare, in un crescendo di reazioni che -a mio avviso- si sono sempre mantenute sul piano della correttezza e della assoluta educazione. Potete controllare da soli qui.

Il succo di moltissimi dei commenti e': "OK, abbiamo capito che per motivi economici non potete stampare volumi piu' lunghi di 350 pagine mantenendo l'abituale prezzo di copertina. Ma allora potreste variare il prezzo stesso, oppure spezzare in due volumi il romanzo, o ancora indicare chiaramente sulla copertina che il romanzo non e' la versione integrale, o infine evitare -nel caso tutte le altre soluzioni siano impraticabili- di acquistare i diritti di pubblicazione di romanzi che superino le 350 pagine". Mi pare che tutte le soluzioni proposte avessero una loro logica ragionevolezza, e soprattutto fossero oneste con i lettori di Urania.

Ma il giorno 19 agosto interviene nella sezione "commenti" del sito di Urania il Direttore, Giuseppe Lippi. L'intervento, lungo e articolato e' -come dire?- a gamba tesa, e si puo' sintetizzare citando un grande della nostra letteratura:

C’era una volta un Re cche ddar palazzo
mannò ffora a li popoli st’editto:
- Io so’ io, e vvoi nun zete un cazzo,
sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto.

Io fo ddritto lo storto e storto er dritto:
pozzo vénneve a ttutti a un tant’er mazzo:
Io, si vve fo impiccà, nun ve strapazzo,
ché la vita e la robba Io ve l’affitto.

Chi abbita a sto monno senza er titolo
o dde Papa, o dde Re, o dd’Imperatore,
quello nun pò avé mmai vosce in capitolo -.

Co st’editto annò er boja pe ccuriero,
interroganno tutti in zur tenore;
e, arisposero tutti: E’ vvero, è vvero.

(G.G. Belli)

Insomma, pare che a un certo punto Lippi abbia pensato: guarda te questi lettori, che si permettono di fare confronti tra la versione originale e quella da noi pubblicata, e si lamentano perche' alcune frasi vengono tagliate! Urania e' cosi', lo e' stata in passato e lo sara' in futuro. Se non volete comperarla, liberissimi; noi non possiamo evitare in alcun modo i tagli per tutta una serie di motivi tecnici (comprensibili). E -cosi' finisce Lippi- sappiate comunque che questi tagli, o meglio: queste "asciugature del testo" vengono sempre concordate con l'autore.
Qualcuno chiede conferma almeno di questa cosa: e Lippi conferma: i tagli sono concordati.

I lettori della rivista diretta da Lippi, pero', son davvero buffi, curiosi e rompicoglioni, un po' come le piattole. E uno di loro prende e scrive a Vernor Vinge, chiedendogli lumi sui tagli "concordati" con Lippi o chi per lui. Vernor legge la mail, si stupisce, si incazza come un facocero e risponde che nessun cazzo di taglio e' stato mai concordato con lui.
La cosa -e' ovvio- viene posta all'attenzione di Lippi, che allora dice che i tagli e' evidente che non sono stati concordati con l'autore, ma con il suo agente. Il solito rompicoglioni -che deve avere parecchio tempo da perdere- non lascia passare nemmen cinque minuti: prende e scrive pure all'agente di Vinge. Che risulta all'oscuro di tutto, esattamente come il suo scrittore. Nuova comunicazione elettronica su vari blogzs, e nuovo cambio di versione di Lippi: beh, l'asciugatura l'abbiam discussa con il rappresentante italiano dell'agente di Vinge.

Ora, a me francamente non interessa venire a capo del fatto che Vinge (o un suo rappresentante editoriale) sia stato o meno informato dei tagli. Interesserebbe, pero', sapere cosa acquisto, quando in edicola compero Urania.
E mi pare di capire che se il volume ha 350 pagine precise, tutte riempite dal romanzo del mese, e' piu' che probabile che tale romanzo sia stato "asciugato". E quindi in futuro non acquistero' quegli Urania: asciugare con le forbici mi pare una cosa bruttina.

Per non parlare dei Direttori arroganti...

 
Altri che hanno scritto di piu', e meglio, sull'argomento:

Niccolo'
Iguana Jo
Malpertuis
McNab


BP

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17.9.10

Cristiani e induisti, chi attacca chi? | Kelebekler Blog

Miguel Martinez da' lezioni di relativismo. Dal risultato, si capsice perche' la Chiesa Cattolica (TM e Copyright) sia cosi' contraria alla visione relativistica del mondo...

BP

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15.9.10

"L'ubicazione del bene", Giorgio Falco

"L'ubicazione del bene" e' una raccolta di racconti/romanzo a episodi scritto da Giorgio Falco, qui alla sua seconda prova letteraria. L'ambigua catalogazione del libro è dovuta a come Falco l'ha costruito: i racconti, o quadri di vita quotidiana, sono tutti a prima vista scollegati tra di loro, con l'unica ovvia eccezione della collocazione geografica di tutto cio' che accade: l'immaginario paese di Contesforza, alla periferia sud di Milano.

Questo non-paese e' il vero protagonista del libro. Contesforza è il classico paesotto-dormitorio, con le villette a schiera che interrompono la campagna e la nebbia. E' a 20 minuti (o a 20 chilometri: dipende dal momento della giornata) da tutto: dal centro di Milano come dal supermercato. E', in sostanza, lontano da ogni cosa proprio perchè vicino a tutto. E i protagonisti umani delle nove storie sono piccole, quasi insignificanti vittime di questo non luogo prima che della società moderna e della sua inarrestabile decadenza.

In realtà, se questo libro viene considerato come la descrizione di un luogo -di Contesforza, cioè- esso assurge a dignità di romanzo, proprio perché è più importante dove accadono le cose piuttosto che a chi, come e quando. E le cadute dei vari perdenti della vita, dall'aspirante imprenditore che lascia il lavoro sicuro per rovinarsi con la sua nuova attività di derattizzatore, alla giovane coppia che spende tutti i soldi per l'acquisto e la ristrutturazione di uno stupendo casolare in campagna che si rivela una topaia in disfacimento, tutto è funzionale alla definizione del palcoscenico dove tali cadute si realizzano.

A prescindere da come lo si voglia catalogare, "L'ubicazione del bene" si eleva di molte spanne sopra ai bestseller nazionali degli ultimi anni (a partire da "La solitudine dei moccoli sputati", o come minchia si chiama quella roba lì, per non parlare delle stronzate di Moccio Moccia o delle vaccate col salto di Fabio "bigliettinideibaciperugina" Volo), svelando un ottimo scrittore, che padroneggia una prosa scarna ed essenziale con grande eleganza. Il libro è stato accolto da giudizi dissonanti: chi lo giudica ottimo, chi invece un mediocre esercizio di stile fatto da un buon tecnico. In realtà si tratta di un libro da leggere con fiducia, perchè la vita è a volte esattamente come viene raccontata lì.

 

BP

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12.9.10

Darwin Award

Il Darwin Award è un cinico premio virtuale che viene assegnato, da un gruppo di goliardi americani, a coloro che -grazie a condotte di vita particolarmente idiote- sono riusciti a togliere di mezzo il loro patrimonio genetico prima di riprodursi.

Insomma, si sono ammazzati da idioti.

E' un premio stronzo, ma a volte è difficile provare pietà per chi, dopo avere gettato due litri di cherosene nel cesso, decide di andare a sedersi sulla tazza e, mentre attende l'ispirazione, di accendersi una sigaretta. O per quello che ha deciso di provare che succede a pimpare la propria vettura, aggiungendoci due razzi ausilia-decollo.

Bene: tutto questo per dire che ho appena letto del ragazzo italiano morto in Spagna. Perche' faceva "balconing". E ho scoperto -senza alcuna meraviglia- che non è il primo, né il secondo che ci lascia la buccia: dall'inizio dell'anno sono 6. Sei giovani che hanno deciso di provare a saltare dal balcone della loro camera di albergo direttamente dentro la piscina dell'hotel.

Ecco: saro' stronzo, ma non riesco a non essere cinico.

 

BP

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More Poverty = More Religion | The Big Picture

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BP

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9.9.10

8.9.10

Servizio Pubblico: Autospurgo [prima puntata]

Ho accesso (come tutti, basterebbe cercare) ad una completa rassegna stampa giornaliera delle stron notizie pubblicate dai maggiori rotoli di carta igien giornali italiani e stranieri.

Bene, allora ho deciso di inaugurare un servizio di pubblica utilita', e di selezionare i titoloni di apertura di 4 quotidiani nazionali e di alcuni stranieri, e vedere cosa viene fuori.

Il servizio volontario e discontinuo si chiamera' "Autospurgo", per nessun motivo speciale, a parte la presenza nella mazzetta del quotidiano di Vittorio Feltri, che una quindicina di anni fa si presentò alla prima riunione di redazione dicendo che ci sarebbe voluta una bella iniezione di escrementi (in verita' disse "merda") per risollevare le vendite del Giornale. Detto, fatto.

Ecco la prima puntata di Autospurgo, che prende in esame le prime pagine del giorno 8 settembre 2010:

Il Corriere della Sera:Via Fini? Perchè Napolitano dirà no.

Il Giornale: Gli imbarazzi di Fini in TV [cappello: Il Presidente inciampa davanti a Mentana]

La Repubblica: Fini al Premier: non mi dimetto

La Stampa: Fini: "Non mi dimetterò"

Mi pare ci sia una consonanza nella scelta dell'argomento, ma una certa differenza nei toni e nel giudizio che ciascun giornale dà dell'argomento del giorno, che ovviamente e' l'intervista di Mentana a Fini.

Per i giornali stranieri abbiamo:

Financial Times: Bank roles challenge reform (non sorprende come argomento di apertura di un giornale finanziario)

Le Figaro: Fillon reste ferme mais promet des "ouvertures" (sull'ondata di scioperi francesi)

El Pais: El caso Brugal destapa en Alicante otra red de financiacion ilegal del PP (che cosi' a naso tratta di una tangentopoli iberica che vede pesantemente coinvolto il Partito Popolare).

Interessante notare che El Pais ha come seconda notizia quella che e' prima per Figaro (sull'ondata di scioperi in Francia), e come questa non appaia sui quotiani nostrani. Infina, Figaro da conto del casino tra Fini e Berlusconi nei titoletti laterali con un rimando a pagina 7.

 

BP

 

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6.9.10

Non leggere questo Blog!: Ecco tutti i Vip che hanno firmato contro Fini.

Estiquaatsi, non ce lo vogliamo mettere?

Nomi e cognomi di chi -nel mondo della Cultura di destra- vuole far dimettere Fini.
Manca gente di grosso spessore come Ciccio Formaggio, il nano Bagonghi e il cane Bucche, ma vedrai che nella versione 2.0 ci saranno anche loro.

BP

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2.9.10

Grazie Mario | Don Zauker

I Paguri sul caso "culturale" del momento: e' lecito, per chi ha a schifo Berlusconi, pubblicare per una delle sue case editoriali?

Pagani e Caluri rispondono rammentando un episodio famoso (per chi legge "Il Vernacoliere") successo anni fa.

BP

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31.8.10

Basta: mi sono rotto i coglioni

...Di sentire dire da ogni parte che destra e sinistra in Italia sono uguali, quindi lunga vita a Berlusconi. Che ovviamente nessuno ammette di aver votato, ma anche se fosse che male ci sarebbe? E' uguale a Prodi, no? Pero' mica l'ho votato, io, eh! Che credi?!
 
...Di leggere stronzate su come Prodi avrebbe, durante il suo governo, fatto con Gheddafi esattamente le stesse cose che ha fatto nei giorni scorsi Berlusconi, tendone in pieno centro di Roma (l'anno scorso, quest'anno pare fosse un po' piu' decentrato), modelle pagate e trenta cavalli berberi da accudire compresi.
Se vi viene in mente di pensare che di circhi berberi non c'e' stata traccia, durante i governi Prodi, vedrete che l'articolo prosegue con l'ovvia constatazione che in ogni caso (in ogni caso!!!) anche al tempo di Prodi si facevano affari con i Libici. E grazie al cazzo, dico io. Gas e petrolio da qualche aprte li dobbiamo comperare. Dipende se nel prezzo e' compresa anche la rinuncia alla propria faccia per due o tre giorni...

...Di sentire che questo governo ha fatto, in tema di leggi ad personam, esattamente quanto ha fatto il centrosinistra, anzi: forse un po' meno.
Se si osa far domande su quali stracazzo di leggi ad personam sarebbero state fatte dai governi di sinistra, esce una depenalizzazione di non so cosa (forse abigeato?) di cui avrebbe potuto usufruire Prodi, ma poi si scopre che non l'ha fatto, ma in ogni caso e' uguale, no? Se si chiede un secondo esempio esce fuori un borbottio da pentolone di polenta taragna scotta, e un accenno al fatto che comunque erano comunisti, poi l'interlocutore inizia a parlare delle tette della Carfagna e ti chiede se la sinistra puo' vantare qualcosa di simile. La risposta corretta in questi casi, ve lo dico adesso, e' "si, posso vantare il budello di tu' ma' vestito da pirata". Non vi abbassate a tirare una coppiola di cazzotti nel ghigno del tapino: potrebbe giovarsene il suo profilo, dopo l'intervento del chirurgo plastico.

...Di leggere il lunedi' su un giornale qualsiasi di proprieta' del nostro Presidente del Consiglio -o di qualche suo amico- i lamenti del Direttore sulle intercettazioni pubblicate dai giornali della sinistra in pieno spregio alla privacy, e il giorno dopo -sullo stesso giornale, ovvio- una cassettata di intercettazioni rubate mesi o anni addietro ad uno dei numerosi avversari del padrone senza ovviamente alcun accenno al fatto che anche in quel caso la privacy e' andata a puttane.

...Di ascoltare alla radio o alla televisione che la sinistra la deve smettere di criticare la destra per le candidature di veline, modelle e starlette varie, visto che ha cominciato proprio la sinistra a candidare esponenti del mondo della cultura come Gino Paoli. Come se Gino Paoli avesse la stessa esperienza di MariaStella Gelmini o di Barbara Matera o Angela Sozio... no, dico in campo politico, cosa avete capito?

...Di sentire, insomma, stronzate assurde tirate fuori da due categorie di persone:

  • gli idioti -che si possono scusare, perche' la natura e' stata matrigna con loro-;
  • gli opportunisti finti furbi che si trincerano dietro distinguo ridicoli e scuse non richieste per sostenere la loro idea che la destra italiana sia il migliore dei mondi possibili, dopo Paperopoli e Gotham City.

A questa seconda categoria appartengono molti "opinionisti" di grido: dai portavoce del padrone (Bondi, Cicchitto e Capezzone), ai giornalisti pseudo-moderati (Vespa, Forbice, Cruciani, Minzolini e compagnia).
Spesso 'sta gente e' solo pagata molto bene, gli importa una sega della politica e del fatto che fanno la figura del leccaculo adorante: tutto ha un prezzo, per quelli che non hanno dignita'. Quello che fa incazzare e' che in questi casi i prezzolati si professano "super partes". E mai scusa non richiesta e' indizio chiaro di colpevolezza.

A tutta 'sta gente il mio sentito"Basta, ci avete veramente sfranto i maroni. Potete convincere gli idioti, i coglioni, i teledipendenti e anche i grillini. Io preferisco non votare, e vorrei evitare anche di sentire le cazzate che dite. Ma purtroppo avete riempito talmente la tv, la radio, i giornali, che e' del tutto impossibile evitarvi. Mi sia allora permesso mandarvi affanculo, ogni tanto".

BP

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26.8.10

Coerenza

"Diconsi quattordici anni. Durante i quali la Rai ha mantenuto gli antichi
privilegi (canone, diretta, deficit ripianato dallo Stato) e la Fininvest ne
ha scippati vari per sé, complici i partiti, la Dc, il Pri, il Psdi, il Pli
e il Pci, con la loro stolida inerzia, e il Psi con il suo attivismo
furfantesco, cui si deve tra l'altro la perla denominata 'decreto Berlusconi'
cioè la scappatoia che consente all'intestatario di fare provvisoriamente i
propri comodi in attesa che possa farseli definitivamente. Decreto elaborato
in fretta e furia nel 1984 ad opera di Craxi in persona, decreto in sospetta
posizione di fuorigioco costituzionale, decreto che perfino in una
repubblica delle banane avrebbe suscitato scandalo e sarebbe stato
cancellato dalla magistratura in un soprassalto di dignità e che invece in
Italia è ancora spudoratamente in vigore senza che i suoi genitori siano
morti suicidi per la vergogna. Niente. Non soltanto non sono morti, ma sono
ancora lì, in piena salute, a far danni alla collettività, col pretesto di
curarne gli interessi, interessi che sarebbero gli stessi, secondo loro, del
dottor Silvio di Milano due, il quale pretende tre emittenti, pubblicità
pressoché illimitata, la Mondadori, un quotidiano e alcuni periodici. Poca
roba .Perché non dargli anche un paio di stazioni radiofoniche, il
Bollettino dei naviganti e la Gazzetta Ufficiale, così almeno le leggi se le
fa sul bancone della tipografia? Poiché nemmeno il garofano, pur
desiderandolo, ha osato chiedere tanto per l'amico antennuto, cosa che
avrebbe impedito ogni spartizione per esaurimento del materiale da spartire,
eccoci giunti allo sgradito momento della resa dei conti: il varo dei
capolavori di Mammì, che non è il titolo di una canzonetta, ma il ministro
delle Poste, colui che ha scritto sotto dettatura il testo per la disciplina
dell'etere"

 

 

Vittorio Feltri (L'Europeo, 2 agosto 1990).

 

BP

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G7WyP.gif (Immagine GIF, 500x1105 pixel)

Direi che ci siamo. No?

;->

BP

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19.8.10

Fiorentini, flagello delle genti

Firenze e' una gran bella citta', piena di storia e monumenti. Piena anche di macchine in tutti i buchi, e ora c'han messo anche il tram cosi' sono al completo.<br>Ma Firenze e' stracolma soprattutto di fiorentini.<br> 'Sta gente qua e' bravissima a vivere tra Sesto Fiorentino e Incisa Valdarno, ma come si muovono si dimostrano del tutto inadeguati e massimamente rompicoglioni. Non parlo di gente come la Fallaci, o Zeffirelli, o anche Denisse Verdini, o AntonioStranocristianoSocci. No: proprio il fiorentino del popolo, il "normale", e' quello che fa piu' danni a se, alla sua citta' e soprattutto agli altri.

Per "altri", in Toscana, si intende ovviamente "il resto delle citta' toscane", e in buona sostanza la Toscana costiera (i senesi si picchiano tra di loro per il palio, di aretini famosi dopo Piero c'e' Pupo e quello che mangiava i gatti su Rai1, i grossetani sono in pratica dei laziali del nord, i pistoiesi una infiltrazione). I fiorentini infatti sono usi, d'estate, a migrare come le locuste in cerca di un fresco refrigerio che possono trovare o sulla costa, o sui monti dell'appennino toscoemiliano (dell'Amiata m'importa una sega: li' mangiano i gatti in umido...).<br> In ogni caso, arrivati al luogo di ristoro, il fiorentino tipico si distingue immediatamente da qualsiasi altro essere vivente appartenente alla specie Homo sapiens per la sua totale ingoranza dei comportamenti da tenere in luoghi a lui alieni come la spiaggia e i boschi.

Verso il mare, intasa tutte le arterie che portano ad ovest, sia al mattino che alla sera, provocando code laocoontiche a tutti i caselli. Sulla spiaggia si rosola al sole come un roastbeef: poco olio, una abbrustolita da tutti i lati e poi via andare. Se entra in acqua, si puo' essere certi che ogni residuo fecale nel raggio di 300 metri sia di sua produzione. <br>E -soprattutto- ha la capacita' di rappresentare quasi l'80% degli affogati della costa toscana. Questa tragica evenienza ci ricorda ogni estate come la Natura, lungi dall'essere matrigna, si ricorda di vendicarsi.

Sui monti la cosa si ripete piu' o meno identica nella parte del viaggio (strade intasate a ogni ora del giorno e della notte). Arrivato sull'appennino, il fiorentino ha vari modi per nuocere agli altri e a se stesso. Principalmente si immola su ferrate a lui vietate, e su ghiaioni scivolosissimi. Ma da il peggio di se in periodo di funghi. In un bosco dove "dice facciano i porcini" il fiorentino ara e sarchia una superficie di almeno 5 Km quadrati al giorno, senza l'ausilio di strumenti meccanici se non la sua piccozza da scalata in solitaria al Cervino (strumento del tutto inutile in un contesto boschivo, sia detto senza astio). Il risultato e' che tutte le forme di vita in quella zona vengono terminate.Qua sotto una foto di un bosco prima che vi passassero i fiorentini:

Mi pare inutile dire che il sacchetto di plastica del fiorentino (lui non conosce l'uso del cesto di vimini) si riempie di tre funghi-tre: una amanita verna e due champignons ricavati dal cassonetto vicino al ristorante "Da Adelmo - porcini tutto l'anno". Il risultato finale e' che il 60% degli intossicati da funghi velenosi, in Italia, e' rappresentato da fiorentini. <br>E anche qui abbiamo una prova diretta di quanto possa essere stronza, la Natura, se solo gli si fanno girare i coglioni.

O se si ha la sventura di essere fiorentini.

 

BP

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6.8.10

Grafici autoesplicativi

Una pie chart che ci spiega senza mezzi termini quali sono le drammatiche conseguenze dei matrimoni tra omosessuali.

BP

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3.8.10

Il giallo scandinàvo (o scandìnavo, vai a sapere...)

[nota: l'inutile pezzo che segue contiene uno spoiler che riguarda l'opera piu' famosa di Lazlo Olaffson -o come Cristo si chiamava quello scrittore svedese morto giovane che ha scritto la trilogia "Centurion" (mi pare)-. Siete avvisati, eh?]

L'idea di fare un pezzo come questo mi era venuta un po' di tempo fa, poi la lettura di questo post di Negrodeath (che tra gli altri difetti che annovera e' pure di Viareggio, e non dico altro) mi ha spinto a non posticipare piu'. E quindi vi tocca questa trattazione analitica e strabordante del fenomeno del momento (o del decennio), dell'unico genere di libro che oggi come oggi si vende come il pane o come la coca a Lambrate: il giallo scandinavo. L'accento mettetelo dove vi pare, la sinossi di un giallo scandinavo qualsiasi ve la spiego io. Debbo dire che rispetto a Negro io parto avvantaggiato dal fatto di poter disquisire di roba che ho letto; non mi baso quindi su una fugace e rapida occhiata data alla quarta di copertina di libri raccattati a caso alla Feltrinelli di Pisa, ma parlo per esperienza personale. Insomma: ho letto almeno dieci gialli scandinavi di almeno dieci autori differenti, e senza alcuna pistola alla tempia. In ultima analisi, sono un masochista recidivo. E sto parlando di difetti che tutti possono conoscere...

Dunque, per seguire proficuamente la trattazione dovreste aver letto almeno un giallo svedese/norvegese/danese. La Finlandia pare non sia Scandinavia, e la Groenlandia ovviamente si (ma non mi viene in mente nessuno scrittore Groenlandes ...Groenlandian... insomma di quel posto la').
Ah, si dibatte sulla posizione dell'Islanda, ma francamente ho gia' sprecato l'80% della lunghezza di un mio pezzo medio in bischerate, e' l'ora di andare alla sostanza. Allora, per comodita' faccio finta che tutti i miei due lettori abbiano letto "Uomini che odiano le donne", di Coso Svensson (o Tizio Gustaffson). Se avete visto il film, e' piu' o meno uguale. Se non avete visto il film, ne' letto il libro potete proseguire, ma -vi avverto- saprete immediatamente che il colpevole e' Martin Vanger, il nipote che sembra un idiota e invece si e' pure violentato sua sorella, da giovane. Ecco, lo sapete. Allora iniziamo sul serio.

La prima caratteristica del giallo scandinavo e' che e' ambientato in Scandinavia. Il che può sembrare assolutamente logico, e fa apparire in superficie l'inutilita' di questo post e l'idiozia del suo estensore. Puo' essere pure vero, ma il confinare l'azione in una penisola, seppur grande, non e' indice di grande apertura mentale. Nel libro che abbiamo preso ad esempio i protagonisti si muovono come mosche senza testa in luoghi dai nomi impronunciabili, ricchi di segni fonetici alieni come i due puntini sopra alcune delle "A" e delle "O", o quel cerchietto che a volte appare su una "A", o le "O" tagliate in diagonale... Nessun essere umano nato e cresciuto al di sotto di Lubecca ha la minima idea di come si pronunciano 'sti toponimi (Gävleborg, Härjedalen, Procul Harum! Eh? PUPPA!!!!), per cui ci si ricorda Oslo, Stoccolma e forse Brondby (ma solo perche' c'e' una squadra di calcio), il resto e' buio pesto.
Ma anche il peggior scrittore di gialli scandinavi ha in mente che dopo le colonne d'Ercole del Kattegat ci deve pur esser qualcosa; nel libro che abbiamo preso ad esempio, ad esempio, (ripetizione fortemente voluta) i protagonisti si lanciano in un paio di viaggi sfrenati verso l'Inghilterra e l'Australia. Ora, soprattutto la seconda meta e' abbastanza cruciale per il plot del romanzo, ma l'ineffabile Caio Pattersonn o chi per lui ci diletta di questi luoghi ameni solo per una decina di pagine scarse su circa ottocento che compongono il libro. E mi pare un po' pochino, via... Insomma: gli scrittori di gialli scandinavi sono tronfiamente orgogliosi delle loro terre, e non conoscono per nulla la geografia del resto del mondo. Questo e' un dato di fatto.

 

La seconda caratteristica dei gialli scandinavi e' che i protagonisti (un paio di serque almeno, con nomi simili a quelli dei luoghi in cui vivono) hanno divorziato almeno due volte prima di legarsi all'attuale compagno/a. E' evidente che nel frattempo si sono riprodotti almeno una volta (in genere durante il primo matrimonio). Il risultato finale e' una serie di famiglie che definire "allargate" e' -come dire?- un understatement, tanto che il soggetto psichicamente piu' stabile risulta essere quasi sempre il cane di casa.

La terza, imprescindibile, caratteristica di ogni giallo scandinavo che si rispetti e' che ci deve essere almeno una protagonista lesbica. Se ce ne sono due, una e' di sicuro bisessuale. Transessuali e gay possono esserci o no, ma la lesbica non manca mai. Vi sono casi in cui la scrittrice taglia la testa al toro e risolve il problema alla radice: la lesbica e' lei, e non pensiamoci piu'. E' strano ed inspiegabile come in nessun giallo scandinavo che ho letto vi siano protagonisti transgender. (Segnalare la cosa all'ARCIGay).

Quarto must have: almeno uno dei protagonisti ha subito un trauma infantile che spieghera' almeno uno dei misteri del libro stesso.

Quinta caratteristica peculiare dei gialli scandinavi: gli scrittori fanno marchette ogni mezza pagina. Otto Ottosson, di cui stiamo presentando il capolavoro, cita tutti i device Apple che vi possono venire in mente (chi ha mai visto un Newton? C'e', Cristo! C'e'!!). In un altro libro il protagonista ha un orologio Seiko che va chiamato "Seiko", perche' "orologio" e' troppo generico. Se qualcuno fuma (ho detto "se qualcuno fuma"? Scusate: fumano tutti), non si accendera' una sigaretta, ma una MarlCoro, o una WinsHon, e via andare. Bere Vodka? Col cazzo! O Absolut o niente! Lascio che la vostra immaginazione elenchi i modelli di auto che i nostri cavalieri posseggono. Direi: tutte quelle delle case automobilistiche che han dato qualche soldo al Pekka Pakkinen di turno (nome finlandese, peraltro). 

Sesto e piu' importante elemento caratterizzante: almeno uno dei misteri del libro - e ricordatevi che si parla di un qualsiasi giallo scandinavo- si scopre a pagina DUE (se si e' normodotati), oppure a pagina SETTANTA (per quelli molto duri di cranio). Chi arriva in fondo e non ha capito chi era l'assassino forse farebbe meglio ad estrarre quella roba fatta di carta dal lettore DVD e provare a "leggerla", sempre che capisca di cosa stiamo parlando .

 

Insomma, uno si chiede perche' questi libri vendono parecchio. Secondo me, per due motivi che appaiono antitetici -ma solo agli zucconi testa di marmo, sia chiaro-:

  • la loro complessita' (soprattutto nei nomi, nel numero di personaggi, nelle assurde esperienze che il coprotagonista ha fatto quando aveva sette mesi);
  • la loro semplicita' (quasi tutti riescono a scoprire l'assassino prima che il suo nome venga fatto dallo scrittore).

Detta in estrema sintesi: oggi come oggi se fai credere alla gente che e' intelligente, riesci a vender loro pure la merda in barattolo. E non occorre che sia quella di Piero Manzoni.

[tutto questo, incidentalmente, ha parecchi punti in comune con la situazione politica attuale. Ma credo sia per molti versi un caso.]

 

BP

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26.7.10

Virginiana Miller a Italia Wave, sabato 24 luglio 2010

Sabato sono riuscito a trascinare la consorte e la figlia piccola a sentire i Virginiana Miller a Livorno. In realta' non e' stata una fatica: son venute tutte e due volentieri, perche' si sono appassionate alla musica di Lenzi e compagnia. Greta addirittura canta tutte le canzoni dell'ultimo album... Bene, siam partiti avendo una vaga idea del posto da raggiungere e nessuna indicazione sull'orario, e siamo riusciti ad arrivare sotto al palco esattamente nel momento in cui i cinque livornesi ci son saliti sopra: tempismo perfetto!

Il concerto e' volato via veloce, con i pezzi dell'ultimo album quasi tutti presenti, molti legati uno all'altro senza soluzione di continuita'. Uniche concessioni al passato "Dispetto" e "La verita' sul tennis". La formazione storica ha subito la defezione di Marco Casini, dopo la registrazione dell'ultimo album recensito anche qui, ma il nuovo chitarrista, Matteo Pastorelli, ha iniettato vitalita' e forza alla loro musica, con un suono ruvido e sporco, da garage band o da Clash prima maniera, che a me piace parecchio. Gli altri componenti la band sono di valore assoluto, con la sezione ritmica che non sbaglia un colpo e scandisce precisamente il tempo dei brani; Pomponi alle tastiere viene spesso sovrastato dalla chitarra di Pastorelli, molto piu' arrabbiata di quella di Casini, ma dal vivo la cosa va piu' che bene. 

Resta da chiedersi, alla fine di concerti come questi, perche' i VM non vendano dischi a palate. Certamente la loro non e' una musica facile: i testi sono ricchi di allitterazioni, di giochi di parole, di divertimenti lessicali che possono spiazzare l'abituale ascoltatore di Tiziano Ferro o dei Pooh. Ma credo che uno dei motivi del non successo del gruppo sia il fatto che Simone Lenzi non "vuole" -giustamente- fare il personaggio. Rispetto a un Bianconi che si traveste da dandy, e che passa tre ore prima dei concerti a spettinarsi nella maniera piu' scenografica, il Lenzi che arriva sul palco con un cappellaccio vecchio di paglia alla Sampei e' quasi irritante. Andate a cercarvi sulla pagina Facebook di Repubblica XL il video del concerto, e capirete cosa voglio dire.

In ogni caso, se siete dalle parti di Firenze il 7 agosto e capitate alla Fortezza da Basso verso le 9 di sera, avrete l'occasione di rivedere i Virginiana Miller, in una serata che prevede pure Bobo Rondelli e Nada come special guest. A cinque euro mi pare ci si possa stare. E scusate se e' poco.

 

BP

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20.7.10

16.7.10

"I terribili segreti di Maxwell Sim", Jonathan Coe

Ho letto il mio primo libro di Jonathan Coe una quindicina di anni fa. Era il suo primo libro tradotto in italiano: "La famiglia Winshaw", lo presi da una pila di tascabili alla Feltrinelli di Bologna (o di Firenze, chi se lo ricorda piu'?), ed e' stata una rivelazione. Una scrittura cinica e ironica, tipicamente british, applicata a una storia calata in un contesto sociale e politico affascinante: l'era-Tatcher. Ho letto quasi tutti gli altri romanzi tradotti, fino ad arrivare a questo ultimo, uscito una settimana fa per Feltrinelli.


"I terribili segreti di Maxwell Sim" non tradisce le attese dei fan di Coe, a parte alcune cadute di stile nella parte iniziale.


La storia inizia con un resoconto di cronaca: un commesso viaggiatore (Max Sim, il protagonista della storia) viene trovato semi-assiderato, praticamente nudo e quasi completamente ubriaco, a bordo di una Prius ricoperta di neve nelle brume scozzesi.
Sara' Sim stesso a spiegarci cosa e' successo alla sua vita per portarlo a quella sera di marzo del 2009, attraverso una autoanalisi completa della  esistenza sua e di suo padre, responsabile di cio' che Sim e' oggi.

La storia si dipana tra Gran Bretagna e Australia, e NON parla (come ci vorrebbe far credere la quarta di copertina) di economia sostenibile e di prodotti ecologici. E', molto piu' semplicemente, una storia di uomini e di donne soli, narrata anche attraverso fatti storici veri ed affascinanti, come la prima edizione della regata in solitaria attorno al mondo "Golden Globe", e l'incredibile storia di uno dei patecipanti a quella regata, Donald Crowhurst.
Il libro arriva ad un finale imprevisto e inatteso, che invece che giustificare il romanzo e la storia che si e' sin li' dipanata la chiude senza possibilita' di repliche in un paio di frasi.

Un romanzo da leggere tutto d'un fiato, comunque, perche' lo sguardo di Jonathan Coe sul mondo di oggi e sui suoi abitanti e' di una piacevole levita', pur essendo profondo e spiazzante come quello di pochi altri.


BP


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13.7.10

Ten Cool Things Seen in the First Year of LRO Lunar Reconnaissance Orbiter

NASA Goddard festeggia il primo anno di vita operativa del LRO con questo filmato che illustra dieci tra le cose piu' ganze che gli strumenti a bordo del satellite americano ci hanno mostrato. Una minima parte delle immagini e filmati reperibili su http://lunar.gsfc.nasa.gov/.

BP

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9.7.10

Piccoli idioti crescono - updates

La storia di Luciano Silinghini "sarcazzochie'" Garagnani e delle sue immaginifiche dichiarazioni riguardo al cencio dipinto dal senese-libanese per il Palio dell'Assunta si arricchisce di preziose novita' e lievita come pane bel lavorato.

Primo update: il signor nessuno di cui sopra ha fatto cancellare il post di Miguel Martinez dal blog Kelebek (ospitato da Splinder). Quindi sono costretto ad aggiornare il link per far leggere la storia dall'inizio.

Il secondo aggiornamento riguarda la discesa in campo, a fianco di mr. NoOne, di (mano agli antiemetici) Antonio "stranocristiano" Socci.

Leit motiv sempre il solito: loro arabi cattivi, noi cristiani buoni. Con ulteriori calpestamenti di escrementi di segugio irlandese, causa accecamento dell'intelletto (in caso ve ne fosse uno). La storia la si puo' leggere sempre sul sito di Miguel, fintanto che non gli censurano pure questo.

 

BP

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7.7.10

MILANO, SEGRETARIO LEGA DERUBATO IN CAMPO ROM - Leggo

Disavventura stamani nel campo rom di via Martirano per il segretario della Lega Nord Milano, Igor Iezzi. Giunto nel campo perché ospite di una trasmissione televisiva, secondo quanto apprende Omnimilano, Iezzi è stato derubato di due cellulari che aveva lasciato in macchina, mentre alla giornalista con cui stava lavorando sono stati rubati mille euro, la borsa, i documenti e mille euro in contanti. Il tutto è successo stamattina e a raccontarlo è lo stesso Iezzi: «Eravamo nel campo rom per una trasmissione organizzata con gli stessi rom, tanto che alcuni stavano anche partecipando - spiega l'esponente del Carroccio -. Poi ci hanno avvisato che i vigili stavano facendo la multa alle nostre macchine e siamo corsi a controllare. In realtà i vigili erano lì perché avevano visto armeggiare alcuni rom intorno alle auto. A me hanno spaccato il vetro e rubato due cellulari, mentre alla giornalista hanno forzato il baule portando via la borsa con tutti i documenti, un navigatore e mille euro in contati. Poi è arrivata la polizia e tutta la refurtiva è stata recuperata. Tutta tranne i mille euro che la giornalista aveva con sé perché sarebbe dovuta andare a pagare l'affitto». Iezzi in questo momento sta andando al commissariato Lorenteggio per sporgere denuncia: «Questa è la dimostrazione che i rom se ne devono andare e che non hanno nessuna intenzione di integrarsi - commenta in conclusione -. Dobbiamo proseguire con la politica degli sgomberi perché l'unico numero da associare alla parola nomadi deve essere lo zero».

Sembra una barzelletta, invece e' successo davvero, e forse la possiamo considerare una prova dell'esistenza di Dio, e un indizio che a Dio piace prendere per il culo gli idioti.
Farsi inculare due telefonini, il navigatore satellitare e MILLE euro dalla macchina in un campo Rom e' il massimo, per un razzista come 'sto qua.

BP

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6.7.10

Times they are a'changing

Oggi, corso interno per Project Manager. Eravamo in 16.

Al momento di dichiarare "da quanto tempo", sono stato costretto -anche per la presenza di una mia collega della primissima ora- a dire "dal 1999".

Ero il piu' vecchio: i tempi cambiano e scorrono, purtroppo.

Non mi resta quindi che lasciare la parola a un Robert Zimmerman prestato a descrivere il tempo che passa per Alan Moore e Dave Gibbons:

 

 

 

B_P

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4.7.10

Piccoli idioti crescono

Tutte le volte che mi vengono dei dubbi sulla bonta' del Principio di Peter, arriva l'idiota di turno che -forse perche' offeso dal crollo della mia fede- bada bene a rinsaldarmi le certezze con iniezioni di cemento armato e stronzate.

L'ultimo episodio e' paradossale per la sua idiozia. C'e' un cretino (si abbia l'accortezza di seguire il link a stomaco vuoto), che vive in Liguria e non credo sia mai stato oltre La Spezia, che si e' sentito in dovere di criticare (understatement) il Cencio che viene dato in premio alla contrada vincitrice del palio di Luglio a Siena. Perche' quello di quest'anno sarebbe un Cencio blasfemo, dipinto da un infedele, che ritrae la Madonna e San Giorgio con fattezze -mi si scusi la bestemmia- arabe. Come a dire che Maria e San Giorgio, essendo entrambi originari del medio Oriente, andavano dipinti come muscolosi vichinghi...

La storia merita di esser letta da chi e' animato da spirito piu' bellicoso del mio, perquesto specifico argomento. Vi rimando quindi a Miguel Martinez: buona lettura e buone risate.

 

BP

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23.6.10

"Il primo lunedì del mondo", Virginiana Miller

Dopo "Per amor del cielo" di Bobo Rondelli, che e' stato se non il miglior disco del 2009 uno dei primi 5, la Livorno musicale piazza un altro carico da 90 con questo nuovo album dei Virginiana Miller, storica rock band labronica che con "Il primo lunedì del mondo" conferma di essere di un altro livello, rispetto al desolante panorama musicale italiano. Il disco va comperato ed ascoltato tutto: da "Lunedì" a "La carezza del Papa", passando per "L'inferno sono gli altri" e "La risposta": musica e parole che non scorrono via come acqua, ma che rimangono impresse indelebilmente nelle orecchie di chi ascolta. Dopo i Diaframma -e staccando i Baustelle di anni luce: i livornesi suonano divinamente, al contrario dei senesi trapiantati alla Bovisa- i Virginiana Miller sono la perfetta rappresentazione dell'Indie rock italico di oggi.

BP

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