31.5.11

Perche' l'esplorazione spaziale e' importante?

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Alla domanda risponde egregiamente Edgar Mitchell, che durante la missione Apollo 14 ebbe a riflettere, da un 400.000 km di distanza dalla palla azzurra che sta sullo sfondo della foto, in quella maniera che leggete qua sopra.

Si: spesso agli uomini mancano prospettiva e proporzioni. Massimamente mancano ai politici, e in particolare misura a quelli italiani...

Barney

The Best Use For a Mac Yet!

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Sono del tutto d'accordo, ovviamente.

Barney

29.5.11

Perle sconosciute

Chiacchierando con Giacomo (un collega-amico emigrato a Londra) sulle cover di canzoni di David Bowie, ho tirato fuori per l'ennesima volta la versione di "Space Oddity" cantata da Happy Rhodes. Se il brano e' universalmente noto, la cantante penso sia conosciuta, oggi, da mille persone. In Italia saremo in tre, e ci state larghini.

Happy Rhodes e' una cantante con una voce stupenda, con una estensione tonale mostruosa, che ha cominciato come corista. Ha inciso pochi dischi, e ha fatto ancor meno concerti. L'ultimo disco penso sia di dieci anni fa, l'ultimo concerto di cinque (roba da club vicino casa sua). Ed e' veramente un peccato, perche' in questi tempi di Lady Gaghe e Madonne del soccorso una come Happy vivrebbe di prepotenza. La rete aiuta a scoprirla, perche' quasi tutto il materiale su di lei e' liberamente ascoltabile. Come ad esempio il secondo concerto tenuto al Tin Angel di Philadelphia, il 10 dicembre 1996. Che contiene la cover di "Space Oddity" citata qua sopra, ma non esattamente quella (il video di Youtube si riferisce al primo concerto della giornata). E' al minuto 44.55, ed e' un ottimo punto di partenza per scoprire Happy  Rhodes. Insomma, ecco qua:

 

Barney

28.5.11

Lapalisse reloaded

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Il mio aggregatore/frullatore di notizie balzane ha fatto esplodere il rilevatore di acqua calda, stasera. Uno studio pare abbia evidenziato che ... via, leggete! (Io dovrei preoccuparmi, ma c'e' gente che dovrebbe subito chiamare l'avvocato divorzista).

Barney

xkcd: Sports

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Non posso esimermi dal segnalare la vignetta odierna di Xkcd. E' d'una ovvieta' lampante, che diviene ancor piu' lampante se lasciate il cursore del mouse sulla vignetta per fare apparire l'alternate text.

Barney

The New Hitchhiker's Guide to the Galaxy

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La giornata dell'asciugamano e' volata via senza che LA notizia del giorno fosse in qualche modo segnalata come si deve.
Rimedio con poco ritardo (direi anzi con anticipo, grazie al paradosso di Schroedinger) : ci sono dei simpaticoni che hanno in mente di tirar fuori un nuovo videogioco ispirato alla Guida Galattica per Autostoppisti.
E se questa non vi sembra una notizia degna d'esser celebrata con un gotto esplosivo pangalattico, vuol dire che siete davvero vecchi dentro! ;->

Barney "Beeblebrox"

26.5.11

On Covering

Ogni sfigato che suona uno strumento prima o poi (direi prima, senza alcuna ombra di dubbio) si cimenta con il rifacimento di un pezzo famoso fatto da un tizio/una band famosa. E' normale, e' nell'ordine delle cose... rappresenta un rito di iniziazione quasi ineludibile:

"Suoni la chitarra? Bene! Prova "Stairway to Heaven", no? E' facile! Poi ci canti sopra... E che vuoi che sia? Sarai perfetto!!"

Ovviamente, nella vita reale c'e' solo un Jimmy Page (e un solo Robert Plant, se e' per quello...), quindi il risultato finale puo' essere leggermente differente da quello ottenuto dai Led Zeppelin. Ma ci sta, proprio perche' chi suona e' uno sfigato, e Page e Plant sono unici.

La questione e' diversa se a cimentarsi con una propria interpretazione di un pezzo famoso e' qualcuno altrettanto famoso (o quasi) di chi in principio ha tirato fuori il brano. E addirittura esistono millanta casi di brani piu' conosciuti per la versione "cover" che per quella originale. Un classico esempio e' "Everybody needs somebody to love". Il brano e' stato inciso inizialmente da Solomon Burke nel '64, ma gia' l'anno dopo ci fu una versione dei Rolling Stones. Molti altri l'hanno incisa, sino a giungere nel 1980 alla versione che tutti conoscono, cantata alla fine di "the Blues Brothers" da John Belushi e Dan Aykroyd. Insomma: per moltissime persone "Everybody needs somebody to love" e' un pezzo dei Blues Brothers, e stop. Altro esempio famoso e' "Last kiss", che incisa inizialmente negli anni '60 -e sentita da nessuno-  fu poi suonata da miliardi di altri gruppi, sino a divenire per purissimo caso il singolo piu' venduto in assoluto dai Pearl Jam, primato che resiste dalla fine degli anni '90.

Ma veniamo a oggi, e al motivo per cui ho sprecato dieci minuti di vita per scrivere questa roba qua. E' che mi sono imbattutto -non per caso: il caso non esiste in certe cose :-)- per l'ennesima volta nella versione proprio dei PJ di "Baba o'riley", celeberrimo pezzo dei Who contenuto in uno dei loro migliori album, "Who's next". L'ultimo che ha visto la band suonare tutta intera. La versione dei Pearl Jam e' secondo me ottima, i cinque della west coast la suonano da vent'anni, e la interpretano come dei fan possono interpretare uno dei brani piu' significativi della loro band di riferimento: col cuore.

Eccola:

La versione originale, con ancora Keith Moon selvaggiamente alla batteria (morira' nel '78, prima dell'uscita di "Who are you") e' meglio:

ma il confronto e' secondo me pari: si comparano entita' paragonabili, siamo sulle stesse lunghezze d'onda.

Esempi di vaccate clamorose sono invece molto piu' comuni. Non vorrei scavarmi la fossa da solo citando Vasco e il suo stupro di "Creep" dei Radiohead, o di "Celebrate" dei "An Emotional Fish", stupri che non sono stati sanzionati solo perche' il vecchio puttano deve avere pagato fior di Euri per poter scempiare i due brani originali, quindi andro' ad esemplificare usando una delle band piu' sopravvalutate degli ultimi trent'anni: gli Oasis, che in cotesta maniera si sono approcciati a "Heroes" di Sir David Bowie:

Qua siamo di fronte a troie frigide che "lo fanno per soldi" di sicuro. La voce di Liam "fighetta" Gallagher perte a bischero sin dalle prime note, e non si sa dove va a parare, mentre la chitarra del fratello cerca di scolpire suoni che risultano freddi e amorfi all'orecchio di chi ascolta.

L'originale e' fintamente distaccato come tutti i pezzi di Bowie, il quale potrebbe fare il culo ai due fratellini usando solo la sinistra. Nel video qua sotto David mostra anche quanto puo' essere simpatico:

Insomma: fare cover e' lecito e giusto. Farle come gli Oasis e Vasco e' male, e dovrebbe essere punito.

 

Barney

‘Il Giornale’ spara minchiate, ira dei lettori

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La questione e' che Gigid'alessio, quella roba che canta a'pummarola n'coppa e ir budello di su ma', dovrebbe essere il pezzo da novanta che chiude la campagna di Letizia Brichetto Arnaboldi Viendalmare per il ballottaggio di domenica prossima.

Ora, certamente v'e' digia' saltata agli occhi l'astVzia e l'intelligenza politica di questa mossa: chiamare un napoletano (uno che, secondo quel che cantava il vicesindaco in pectore, "puzza e fa scappare i cani da quanto puzza").

Ma adesso pare che la pagina facebook di Gigid'alessio sia stata inondata da disprezzo e moccoloni, e a me m'interessa il giusto (zero, per chiarire). La questione pero' pare sia di estremo interesse per il Giornale.

Ecco qua la vicenda...

Barney

Oh.My.God...

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Spero qualcuno chieda hamburger di Chewbacca, al tenutario di 'sto baraccone qua.

Barney

25.5.11

Too [Fucking] Logic

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Barney

Romance

Questo io lo chiamo un fottutissimo setup sperimentale

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Serve a fotografare insetti in volo che passano davanti all'obiettivo, e vengono "sentiti" da due illuminatori all'infrarosso. Divertitevi a leggere le specifiche dell'accrocchio, poi in fondo c'e' la raccolta di foto.

Barney

Sostituzione di bersaglio

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Nella scherma -e piu' segnatamente nel fioretto- la sostituzione di bersaglio si ha quando chi difende "copre" il suo tronco (che rappresenta il bersaglio lecito per l'attaccante) con il braccio non armato o con la testa, cosi' da generare l'accensione della luce bianca (bersaglio non valido) invece che della luce verde o rossa (punto per chi attacca). Il comportamento e' assolutamente illegale, e viene sanzionato sia con un punto all'avversario, sia con un cartellino giallo (la prima volta) o rosso (dalla seconda in poi, equivalente a un altro punto per l'avversario).
Spiegato questo ai maniaci del calcio, non credo ci sia altro da dire: anche un leghista affiancato dalla badante ucraina dovrebbe essere in grado di capire la vignetta qua sopra (beato ottimismo...).

Barney

24.5.11

Catene creative

Non so cosa m'e' preso ma mi sono proposto, assieme ad altri ventitre' soggetti, per un esperimento di scrittura collettiva. Si tratta di buttare giu' un capitolo ciascuno di una storia cui e' dato, per addesso, solo il titolo e l'incipit. Li potete leggere entrambi qui; appena Davide avra' attivato il blog del progetto, segnalero' l'indirizzo.

Pomodori e cavoli marci solo su di me, grazie: gli altri son tutti brave personcine. E ci possono essere anche piu' signore, nascoste tra i nick...

Ja09_books_creative_writing1

 

Barney

 

Sucate sul Membro

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Sucate sul Membro, ridente borgo su un cucuzzolo vicino a Vergate (sempre sul Membro) ringrazia Letizia Brichetto Arnaboldi per l'improvvisa ma meritata notorieta'.

Gran fiume, il Membro...

Oh, mi raccomando, una visitina al Forte, a Sucate, va fatta :-)

Barney

Fukushima e la contaminazione marina

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Al di la' di qualsiasi commento a favore o contro il nucleare, la cruda cronaca ci regala (si fa per dire) notizie che vanno semplicemente lette. Quella che trovate qua sopra e' un ottimo esempio di notizia che i nostri giornali NON PUBBLICHERANNO, visto che siamo in piena emergenza arabi-al Quaeda-negri-froci. E che la nostra nazione va benissimo, a tutti i livelli.
Siccome, pero', ci sarebbero i referendum, a giugno... Una lettura gliela darei, ecco.

Barney

20.5.11

Machete

Ricordo quando, circa vent'anni fa, uscii dal cinema dopo aver visto "Il cielo sopra Berlino". Le persone si interrogavano sul significato recondito che Wim Wenders aveva nascosto nei meandri della pellicola: "ma avra' voluto raccontare della caducita' della condizione umana, oppure del misticismo che vince contro il meccanicismo dilagante?"


Io, e con me uno solo dei miei amici dell'epoca, commentavo cosi': "m'importanasega di quel che vuole dire il regista! A me basta che il film trasmetta sensazioni positive, che si lasci vedere con piacere, e che sia girato tecnicamente bene!"

Il commento si attaglia alla perfezione a "Machete".

Machete
Il film di Robert Rodriguez -il sodale di Tarantino- e' un capolavoro assoluto non solo nel suo genere (in qualunque genere vogliate comprimerlo: splatter, western, mariachi, poliziesco. Fate un po' voi, per quel che importa...), ma proprio come archetipo di quel che dovrebbe essere una pellicola: divertimento puro dall'inizio alla fine, senza mai stare a chiedersi se la Jessica Alba avesse voluto alludere a qualche scritto di Schopenauer, mentre parlava con la Michelle Rodriguez. O se Robert De Niro in versione-senatore sudista non politically correct possa alla fine veicolare un messaggio positivo (spoiler: no, direi che De Niro veicola messaggi negativi per tutto il film, comunque Nemesi avra' la sua bastarda vittoria alla fine). 

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Puro genio in ogni scena. E capacita' -rarissima di questi tempi- di trascinare tutta la sala in urla e battimano continui durante l'intero film. Una cosa che a memoria mia (che ero di certo il piu' vecchio del cinema) era accaduta solo per "The Blues Brothers".
E' da vedere, "Machete", perche' vi libera il cervello e il cuore da pensieri e preoccupazioni per un'oretta e mezza, e veramente rilassa e rasserena meglio di un bagno caldo. Se volete staccare, e' quello che fa per voi.
Attenti solo a non restare troppo attaccati alla storia, altrimenti vi ritroverete come e' successo a me a ridere come idioti sul treno, mentre pensate a Danny Trejo che sfugge ai suoi assassini usando una corda improvvisata. Della quale corda non diro' altro, se non che la scena ha provocato l'ovazione piu' grande in sala, assieme a quella della moto con Gatling impiantata sul manubrio.

Giudizio sintetico: splendido, un "Kill Bill" con l'overboost sempre acceso.

Barney

19.5.11

Rare Library of Congress colour photographs of the Great Depression | Mail Online

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Una serie di stupende foto di una settantina di anni fa, molto Steinbeckiane o Faulkneriane (a piacimento), e molto, molto belle. Inoltre, visto il tema, assai appropriate ai tempi.

Barney

16.5.11

I fatti di genova - G8 Si farà il film sulla Diaz. La conferma data a Cannes

Domenico Procacci a Cannes

Cannes - È un film “tabù”, «su una pagina di storia italiana che non piace a nessuno, ma che dopo 10 anni va raccontata per non dimenticare»: “Diaz - Non pulire questo sangue (Don’t clean up this blood)”, il film sulla notte buia e sanguinosa tra il 21 e il 22 luglio 2001 alla scuola Diaz durante il G8 di Genova, finalmente si farà. Il produttore, Domenico Procacci (Fandango), che lo insegue da tempo, ha confermato la notizia.

Questa mattina, Procacci ha spiegato di avere chiuso a Cannes gli accordi internazionali: realizzerà il film con un budget di 7 milioni di euro, finanziandolo con i francesi di Le Pacte (gli stessi con cui ha prodotto “Habemus Papam”, di Moretti) e i romeni di Mandragora. Daniele Vicari incomincerà le riprese a Genova a giugno. Il cast, per raccontare l’assalto dei 300 del VII Nucleo alla scuola Diaz dove dormivano 93 ragazzi, la notte di repressione con la triste «macelleria messicana», come la definì il vice dirigente del reparto mobile di Roma, Michelangelo Fournier, al processo, è internazionale, così come “multilinguistico” sarà il film.

Tanti i protagonisti da annunciare: Elio Germano nel ruolo del giornalista del Resto del Carlino, Lorenzo Guadagnucci, picchiato nella Diaz quella notte di luglio; Claudio Santamaria, che farà Michelangelo Fournier, che sebbene con ritardo disse «basta» alle violenze, temendo l’irreparabile; Rolando Ravello, Alessandro Roja, Pippo Del Bono, Paolo Calabresi, Pietro Ragusa e poi ancora la tedesca Jennifer Ulrich e la romena Monica Barladeanu.

«Il film sarà completamente basato sugli atti del processo, senza grandi invenzioni, se non quelle che servono per trasformare le testimonianze in materiale narrativo per il cinema - ha spiegato Domenico Procacci - Ma non farà vedere l’aula di tribunale dove dopo i primi due gradi di giudizio siamo in attesa ora del terzo e definitivo. Nei titoli del film contiamo di mettere come è andata a finire».

In primo grado i vertici della polizia, Gianni De Gennaro, Francesco Gratteri, Giovanni Luperi e Gilberto Caldarozzi, erano stati assolti, così come il capo della Digos di Genova, Spartaco Mortola, mentre il capo del Settimo reparto della Mobile, Vincenzo Canterini, era stato condannato a quattro anni di reclusione e il suo vice, Michelangelo Fournier, a due anni. Nell’appello la prima sentenza (accolta al grido di «vergogna, vergogna») è stata ribaltata, e De Gennaro e Mortola sono stati condannati, rispettivamente, a un anno e 4 mesi e a un anno e 2 mesi, perché accusati di aver istigato alla falsa testimonianza l’ex questore di Genova, Francesco Colucci, durante il processo. Ora si attende l’esito del ricorso in Cassazione.

«Non è un film schierato, racconta quello che è successo lì dentro e i fatti sono fatti. Non è contro la polizia, anzi sarei contento se collaborasse. Sono in attesa di incontrare il dottor Manganelli al quale ho fatto avere la sceneggiatura», ha detto ancora Procacci. Ci sono stati ostacoli per avviare il progetto? «Ho tentato di comportarmi come fosse un film normale, non mi sono mosso in maniera clandestina. Mi sono reso conto, però, che è un film da cui tutti vogliono restare lontani: sia i tradizionali investitori cinematografici, come le reti televisive, sia le banche. Sono andato avanti lo stesso, ho deciso di farlo cercando i fondi europei e italiani, ancora senza riuscirci, ma intanto vado avanti. Potevo fare un film molto piccolo, oppure andare all’estero, come ho fatto: sarà un film corposo, c’è tanto da raccontare, e deve risultare evidente la sproporzione che ci fu tra i poliziotti e i ragazzi».

Procacci conta di andare avanti anche con il film su Carlo Giuliani, morto durante il G8: «Ci sta lavorando Stefano Mordini, racconterà il tentativo vano dei genitori di Giuliani di avere un processo per la morte del figlio».

Se per essere interpretati da Elio Germano bisogna essere pestati a sangue dai celerini senza alcun motivo, ne faccio volentieri a meno, grazie.
Ma Lorenzo non ne ha fatto a meno. E siccome e' alla fine mio gener- suocer- cognato, e a lui tocca 'sto onore, promuovo pure il suo libro sull'argomento, che e' in uscita in questi giorni per Feltrinelli: "L'eclisse della democrazia".

No, mai stato un black block, Lorenzo. Giusto per evitare fraintendimenti...

Barney