29.12.11

Universo incostante, Vernor Vinge. Ed. Nord

"Universo incostante" e' uno dei piu' bei romanzi di Vinge, ed ha meritatamente vinto il Premio Hugo del 1993. Si tratta di una poderosa space opera di hard science fiction che riesce a mantenere un livello elevatissimo per piu' di 530 pagine.

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La premessa "tecnica", che spiega anche il titolo in italiano del romanzo (tra parentesi: diversissimo dall'originale, che e' "A fire upon the deep"), e' che nella nostra galassia vi siano quattro zone "temporali" distinte, concentriche una rispetto all'altra. In queste zone la velocita' massima e' differente: nel centro abbiamo la zona piu' lenta, dove le tecnologie avanzate non funzionano e anche i cervelli degli uomini ragionano peggio. La zona successiva e' la nostra: la velocita' massima e' quella della luce, i viaggi tra sistemi solari sono possibili solo grazie all'ibernazione, i computer sono simili a quelli umani. La terza zona, l'Esterno, rappresenta il campo d'azione iniziale del romanzo: e' possibile superare abbondantemente la velocita' della luce sia con navi che con sistemi di comunicazione, nanotecnologie e intelligenze artificiali dominano ogni manufatto, esistono congegni agrav (antigravita'). Piu' esternamente ancora c'e' il Trascendente, dove la vita esiste come essenza e in pratica siamo sull'Olimpo: i pochi abitanti sono totipotenti o quasi, e infatti sono chiamati "Potenze". Qua la velocita' massima possibile e' ancora superiore, cosi' come l'interazione con qualsiasi strumento computerizzato.

La storia: una spedizione scientifica parte dall'Esterno per esplorare un pianeta che appare disabitato, nel Trascendente. Fortunosamente si scopre, invece, che il pianeta ha ospitato millenni prima una civilta' avanzatissima, e viene ritrovato un archivio informatico sepolto. La spedizione si mette a studiare l'archivio, che in realta' e' una Potenza primeva. In breve la Potenza si risveglia, infesta ogni sistema computerizzato e inizia a far strage dei ricercatori. Gli uomini si accorgono tardivamente del disastro compiuto, e contestualmente scoprono una contromisura. Approntano un tentativo di fuga dal pianeta, ma la Potenza annichilisce una delle due astronavi in partenza. L'altra contiene tutti i bambini ibernati, due adulti e la contromisura. La loro fuga fortunosamente riesce, ma l'astronave si ritrova su un pianeta sconosciuto.

La Potenza si espande inesorabile, alla conquista di centinaia di sistemi solari e alla ricerca dell'astronave fuggita. L'azione viene spesso raccontata da dispacci ultraluce, che -simili a lanci di agenzia- anticipano o chiariscono lo svolgersi frenetico delle cose.

Nel frattempo i fuggitivi atterrano sul pianeta, adatto alla vita ma privo di tecnologia avanzata. Appena atterrati, i due adulti vengono uccisi dagli abitanti del pianeta: canidi intelligenti che vivono in gruppi (meglio: in aggruppi) di piu' individui che formano una entita' multipla ma inscindibile. Grazie al lavoro di equipe, i cani sono riusciti a costruire case, palazzi, navi... Siamo dunque in un Medioevo canino. Gli unici due esseri umani non ibernati sono i due figli degli adulti uccisi, che verranno catturati da due fazioni di cani rivali e li guideranno in una frenetica evoluzione tecnologica accelerata per sconfiggere l'avversario.

La Potenza perversa continua la sua conquista e la distruzione di interi mondi; a contrastarla e' rimasta una sola astronave, che ha intercettato il segnale di soccorso della nave fuggita sul pianeta dei cani e li' si dirige alla disperata ricerca della contromisura.

Tra lotte, guerre e maree temporali, i capitoli si alternano senza soluzione di continuita' e incalzano il lettore sino alla fine, che rappresentera' un nuovo inizio per la civilta' di Artiglio.

Da leggere, sia perche' la trama e' ben congegnata, sia perche' le soluzioni tecniche che giustificano la trama stessa sono perfettamente funzionali al plot. Vinge non tradisce le attese: consiglio caldamente anche gli altri due "Hugo" dello scrittore statunitense: "Quando la luce tornera'", e "Alla fine dell'Arcobaleno".

 

Barney

27.12.11

xkcd: Advent Calendar

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Arrivo tardi, ma questa e' bellissima. Con dedica a Italo Svevo, addirittura.

Barney

22.12.11

Che Natale sarebbe, senza il fottutissimo disco di Skala e Kolacny?

Apprendo dalla radio (il medium mainstream di casa Panofsky, cosi' ho gia' mandato in vacca il post in mezza riga...) che per avere un Natale veramente splendido dovrei acquistare il disco di Skala e Kolacny.

Mai coverti, 'sti eccelsi e ignoti sbrindellatori di note musicali oltreche' -mi immagino- stracciatori di maroni senza anestesia, ma in sottofondo al refrain pubblicitario si sente un orrendo coro di voci bianche che canta "a capella" Viva la vida dei Coldplay in una maniera che mi spingerebbe piu' a comperare un AK-47 d'occasione e cercare questi Skala e Kolacny (uomini o bestie che siano) in Belgio (no, dico: ma quando mai in BELGIO s'e' sentito dire che fanno musica decente? Ecco...), raggrupparli assieme alle ragazze del loro coro e vedere di rifare "Stille Nacht" con accompagnamento calibro 7,62 e randelli di quercia.

Ma siamo tutti piu' buoni, a Natale, via!

Quindi, lasciamo pure al negozio il disco di Scazzo e Colite e le loro ragazzine passibili di attenzioni pedofile dai solerti preti belgi, e vediamo di consigliare qualcosa di veramente divertente. E di addirittura gratis, incredibile dictu. E partiamo citando un gruppo che in molti (io, l'omino del mio cervello e un altro paio a caso) ricorderanno: i Fugazi. I Fugazi sono -erano?- un gruppo indie rock post punk che prende il nome da un acronimo militare che i Marines USA usavano durante la guerra del Vietman: "Fucked Up, Got Ambushed, Zipped In", il cui significato tradotto semplicisticamente e': "Siamo nella cacca sino all'attaccatura dei capelli".

I Fugazi sono stati una delle prime band punk-hardcore merregane, e non hanno mai inclin- sottosta-  non si sono mai piegati alle major del disco, preferendo rimanere un fenomeno di culto per pochi adepti piuttosto che diventare i Green Day prima della nascita dei Green Day. Gente di sanissimi principii e di solidissimo rock, come testimonia questo pezzullo live qua sotto:

Scusate i ragazzi per il suono sporco e la bassissima qualita' degli ampli, ma l'energia che trasuda da ogni secondo di questo brano e' raggiungibile da Legadue e Vasco Bossi solo se al posto loro suonassero i Who, giusto per mettere i puntini sulle "i".

Ma cosa c'entrano i Fugazi con Scampia e Collecchio? Oh, calmini che c'arrivo, su! Allora, c'e' un gruppo, o crew, o mandria di rappettari che si chiama "Wu-Tang Clan". Roba da negroni di tre metri con il radiolone sulla groppa e lo "Yo, brotha!" sempre sulle labbra. Ecco, 'sti scoppiati qua hanno dato vita all'incrocio genetico Wugazi, che unisce il rap dei Wu-Tang con l'hardcore dei Fugazi.

Il risultato e' assolutamente godibile, altro che la puttanata del disco "Skala e Coppia di tre" che mi pubblicizzano alla radio! E soprattutto, non si compra: si scarica gratuitamente da qui.

Buon Natale!

 

Barney

xkcd: Brand Identity

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Barney

21.12.11

Different seasons - Winter

Salgono sul treno semivuoto e freddo pochi minuti prima della partenza. Si vede che tornano da un viaggio: hanno un trolley a testa, sono stanchi e piombano sui sedili come mattoni sulla neve, quasi lasciandoci l'impronta spossata dei loro corpi. Scelgono un posto che mi permette di vedere bene lei: sia direttamente, sia riflessa sul finestrino accanto a me. La sua voce mi arriva chiara e nitida. Lui, invece, e' coperto dal sedile e lo intuisco dagli scarponcelli che ogni tanto appaiono in basso, davanti alla ragazza. Ogni tanto sento una specie di bisbiglìo, una sola volta si avverte una sequenza di suoni che somiglia ad un discorso articolato.

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Questo e' "Source Code". Il treno c'e', la coppia con grossi problemi pure, e poi e' un gran bel film...

Ma e' chiaramente lei ad avere in mano la scena.

Si capisce che c'e' qualcosa che non va tra di loro, qualcosa che s'e' rotto poco prima. Lei parla a voce alta, e accusa lui di averle rovinato la serata, di stare costringendola in pratica ad andare con lui al compleanno della nonna senza che lei ne abbia alcuna voglia. Lei avrebbe voluto terminare la piccola vacanza stando da soli, assieme, magari a riposarsi davanti ad un camino.

Da alcune frasi parrebbe che addirittura la storia sia oramai alla fine. Lei rinfaccia a lui di non avere mai il coraggio di dire le cose come stanno. Ricorda al ragazzo la figuraccia che le ha fatto fare l'anno prima, il primo di gennaio, quando hanno cannato il pranzo a casa dei genitori di lui che li aspettavano per iniziare, mentre loro dormivano beati perche' lui aveva detto che "in casa mia il primo dell'anno fanno tutti quel che cazzo gli pare".

Sembra un fiume in piena, lei: non smette un secondo di parlare, e come lui accenna ad una reazione, lei gli rinfaccia la sua insicurezza, il suo non essere un uomo adulto e vaccinato. E lei vuole accanto a se un uomo adulto e vaccinato, perlappunto; non un bimbetto.

Seguo la scena dal mio sedile e parteggio istintivamente per lui, che non vedo ma di cui intuisco solo un piede, il destro, che indossa una immacolata simil-Timberland alta alla caviglia: mi viene naturale sperare che il ragazzo riesca a introdurre nel flusso ininterrotto delle parole di lei una diga, un argine, un tappo che permetta loro di non scivolare assieme giu' per lo scarico come acqua sporca. Tifo per lui perche' mi sembra che la ragazza ne valga la pena: e' forte di carattere, bella, interessante... E poi lui rappresenta un po' il me stesso di vent'anni fa, con la stessa paura di fare qualcosa di sbagliato, e quindi la tentazione di non fare nulla per non sbagliare. Che e' doppiamente sbagliato, anche se in ogni caso qualsiasi cosa tu faccia, sbaglierai.

Il viaggio e' breve, ma quasi alla fine non so per quale motivo la situazione si chiarisce: la ragazza si tranquillizza e tranquillizza lui, e gli spiega che se lui decide per la cena di compleanno della nonna, lei e' contenta e andra' felice.

Le rimane un solo cruccio: che si ceni in fretta, perche' poi i maschi di casa -ragazzo compreso- devono guardare la Fiorentina che gioca contro il Siena.

A lei non pare giusto che si facciano le corse a tavola per vedere una partita, e non pare giusto nemmeno a me (non che questo importi molto ai due, sia chiaro). Ma tant'e': il treno arriva in stazione, le porte si aprono e io scendo prima di loro, lasciandoli all'ultimo problema da risolvere prima delle otto e mezza: mica tocchera' ancora una volta alla ragazza di lavare i piatti da sola mentre gli uomini si stravaccano davanti alla tv, eh?

Eh, anche si...

Barney

Produttivita'

Leggendo la striscia quotidiana di Dilbert:

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m'e' venuto in mente questo articolo qua che ho letto stasera in treno.

Poi, potrei anche azzardare uno spiegone socio-politico-economico con scappellamento a destra sui tortuosi percorsi che seguono le idee (?!???) nel mio cervello (??!!!!), ma siccome sono reduce dalla cena aziendale e domattina ho una riunione, lascio all'incauto e curioso lettore il compito di stabilire il nesso tra le due cose (Dilbert e l'articolo).

Barney

19.12.11

xkcd: Mnemonics

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Le filastrocche d'un tempo che ci facevano ricordare liste astruse e impossibili, rivisitate in chiave moderna da Randall. Che estrae dal cappello stupende chicche, come questa qua che ci fa ricordare la sequenza dei pianeti del sistema solare dal Sole verso l'esterno: "Mary's "Virgin" Explanation Made Joseph Suspect Upstair Neighbor". Che obiettivamente e' un capolavoro. Ma pure le altre valgono una standing ovation :-)

Barney

Tre anni disegnati

Denis Chapon ha disegnato 12 frames di un film di animazione ogni giorno per piu' di tre anni (2008-2011). I dodici disegni al giorno fanno un secondo di animazione. Lui dice che non aveva idea di dove sarebbe andato a parare, all'inizio, ne' di come sarebbe evoluto il progetto. Ogni giorno prendeva i tre ultimi disegni del giorno prima, e da li' ricominciava a disegnare l'animazione, usando una penna non cancellabile sul retro di fogli A4 usati.

Il risultato e' questo qua:

 

Barney

Idee regalo per piccoli geek, da ThinkGeek (ecchelloscrivoaffa'?)

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Un simpatico gioco da tavolo, dadi e segnalini, che ci insegna i rudimenti della programmazione in c.

Mi sembra un buon educational, no?

Barney

Il ritorno del treccartaro

«Mi ero già opposto diverse volte ad introdurre come obbligo assoluto il fatto che i vari Paesi puntassero, entro il 2013-2014-2015 a seconda dei casi, alla parità di bilancio eliminando il deficit. Questa è una cosa assolutamente assurda. E appena io non sono stato là a mettere il veto, è passata» Silvio Berlusconi, 15 dicembre 2011

 

«Infine, prevediamo opportuna una accelerazione delle misure che abbiamo introdotto nel decreto-legge manovra recentemente, con quindi la possibilità del raggiungimento del pareggio di bilancio anticipatamente nel 2013 anziché nel 2014» – Silvio Berlusconi, 5 agosto 2011

Questo resta l’uomo che da un ventennio rimbecillisce gli italiani di menzogne e fiabe, ricordatelo. Anche e soprattutto in questi momenti.

 

17.12.11

Come conigli abbagliati dai fari di una Panda

Io adoro la citta' in cui vivo. E' a misura d'uomo, e' tranquilla, permette di dimenticarsi dove s'e' posteggiata l'auto tre o quattro giorni prima (per ritrovarla bisogna attivare la bestemmiatrice a manovella, peraltro), assicura una certa protezione ai figli, che puoi tranquillamente lasciar uscire ad ogni ora del giorno e della notte, con una ottima probabilita' di rivederteli tornare indietro. Interi. E non stonati.

Ma -come adoro la citta' in cui vivo- odio i periodi di festa, in cui la gente delle zone circostanti si fionda nel centro storico come mosche sul miele, alla disperata ricerca di qualcosa da comperare. Qualsiasi cosa va bene, tanto le luccicanti vetrine delle viuzze del centro attirano i potenziali acquirenti senza alcuna distinzione di sesso, razza, eta' o credo religioso. E' la vetrina in se che attira magneticamente lo sguardo del passante foresto, e poco importa se la merce trattata siano improbabili reggicalze da clamoroso puttanone bielorusso, o aspersori da officiante di funerale cattolico: se e' in commercio, puo' rappresentare un bersaglio lecito per i compratori delle feste, quindi attira l'attenzione.

Allora, in questi periodi, la mia citta' decuplica la popolazione. E questo gia' di per se e' noioso e disturbante.

Ma il fatto che questi abitanti sovrannumerari diurni siano in giro con l'unico scopo di trovare qualcosa da comperare aggiunge un particolare ancor piu' insopportabile. Si assiste, oggi, a flussi interminabili di persone che passano davanti alle vetrine, e che improvvisamente -senza alcuna relazione logica tra vetrina e persona, come gia' detto sopra- si bloccano, a bocca aperta e in mezzo alla strada; ben distanti dalla vetrina, ingombrano la via a chi come me la percorre a manetta sulla sua bici, spesso con figlia sul seggiolino posteriore. Ingombrano la via come i conigli di notte che si congelano sulla strada se un'auto li inquadra con gli abbaglianti.

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Peccato che stiacciare un compratore con la bici non sia esattamente come stirare un coniglio sull'Aurelia dalle parti di Alberese, senno' anche questo periodo potrebbe esser divertente...

Barney

16.12.11

Barney Vs. Geova 3 - 0

Epic-fail-prophecy-fail
Ieri sera ho avuto l'ennesima visita a domicilio dei Testimoni di Geova. Si sono introdotti in casa a semi tradimento, approfittando del fatto che han suonato alle 19.10 e io pensavo fosse mio figlio. Ho aperto senza nemmen chiedere, e dopo un minuto mi sono visto arrivare su la classica coppia "signore distinto sui sessanta - ragazza diciottenne", che si sono giustificati dicendo che Mrs. Panofski aveva detto loro di tornare quando c'ero io...

Bene, li ho fatti entrare e ho premesso che la mia visione del mondo era abbastanza meccanicistica per formazione e per esperienza personale. Il signore di mezza eta', l'unico che in tutta la visita ha aperto bocca, ha fatto una risata convinta, e ha spalato la prima badilata di terra della sua fossa: "Ah, quindi lei crede nell'evoluzione?"

Beh, dopo avergli fatto notare che se qualcuno credeva in qualcosa quello era sicuramente lui -io al limite avallavo una teoria scientifica-, ho rapidamente conquistato un paio di centinaia di chilomentri di territorio nemico piantando in mezzo al salotto di casa mia la laurea in Scienze Biologiche e il dottorato di ricerca in Neuroscienze. Non lo faccio mai, ma quando ci vuole ci vuole...

Il signore di mezza eta' non s'e' dato per vinto. Ha tirato fuori la solita storiella della casa fatta da un creatore, e allora chi ha creato il creatore?

Boh? Rispondo io. C'e' bisogno di un creatore? Perche'?

Certo, dice lui. Mica crederai che la vita sia nata da sola!

Beh, non e' questione di credere, ribatto. E' possibile -bada bene: POSSIBILE- che la vita sia il risultato di combinazioni casuali di pressione, temperatura, energia, raggi UV e culo? Si, certo. Si puo' simulare la cosa, e il processo funziona. Poi, c'e' pure la possibilita' che molecole organiche si siano formate nelle comete... Insomma: il creatore puo' anche non esserci, no?

Si, si. Pero'... I fossili! I fossili secondo te provano che ci sia stata evoluzione, eh? Invece non provano niente!

Mah, dico io. I fossili sono la prova che sono esistiti animali che adesso non esistono piu', alcuni simili a quelli attuali. Si puo' ragionevolmente pensare che da quelli che non ci sono piu' si siano evoluti quelli di adesso, no? Come noi che ci siamo evoluti dalle scimmie. Senza considerare le enormi somiglianze genetiche!

E poi, (gli faccio cambiando discorso) non pensa che sia strano affidarsi cosi' ciecamente ad un libro (la Bibbia) che secondo voi ha tutte le risposte a tutte le domande?

Qua il mio interlocutore ha sfogliato una -devo dire- bella edizione della Bibbia, molto usata e molto sottolineata. Alla ricerca di un passo che non ha trovato. Nel frattempo io sostenevo che allora, libro fondamentale per libro fondamentale, era meglio e sicuramente piu' divertente la "Guida galattica per gli autostoppisti". Che tra l'altro possiede la risposta alla domanda fondamentale (che e' ovviamente "42"), e un bellissimo pulsante rosso "Don't panic!" da pigiare in caso di estremo pericolo. Ha la Bibbia queste due features fondamentali? Eh?

La mia affermazione deve averlo abbastanza colpito, ma mai quanto la successiva. Tornati a parlare di evoluzione o creazione, il signore di mezza eta' ha sostenuto che l'uomo e' il vertice del processo di creazione delle specie viventi, che dopo di lui si e' arrestato.

L'affermazione e' costata al mio ospite il game, il set e quindi il match: e' stato facile per me invocare, a quel punto, la superiorita' del batterio della Sifilide rispetto all'uomo, e quindi dimostrare come Treponema pallidum sia il vertice del processo creativo di Geova.

Non dovrebbe stupire nessuno il fatto che i due testimoni si siano diretti verso l'uscita senza nemmeno lasciarmi la classica copia omaggio di "La Torre di Guardia". Probabilmente si saran diretti ad una struttura dove disintossicarsi e disinfettarsi dopo l'inopinata ed incauta visita a casa Panofsky. 

Credo che per un paio di mesi staremo tranquilli. Poi, manderanno altri due sacrificabili, e la storia si ripetera'...

 

Barney

15.12.11

Propaganda staliniana che mi sento di sottoscrivere in pieno

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Ce ne sono altre, ancora meglio, su cracked.com. Questa e' dedicata a chi usa la posta elettronica come io posso usare i bigodini per la permanente, ovvero alla stracazzo di cane (per parlare chiaro).
E si: siete legione, la fuori ;->

Barney

Al nano dice invece gli faceva l'effetto opposto...

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E questo dimostra come non ci capisse una sega nemmeno di donne. Ma cristo: come si fa, dico io!

Barney

xkcd: Plastic Bags

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E -come spesso accade- xkcd descrive la realta' attuale partendo dal caso USA. Che e' identico a quello italiano, mi pare di capire...

Barney

14.12.11

Celebrity deathmatch: Chrissie Vs. Debbie

Stamani in macchina m'e' capitato di risentire questa canzone qua:

E' il brano che alla fine degli anni '90 ha riportato alla ribalta i Blondie, dopo anni di oblio. E dire che la band di Debbie Harry aveva tirato fuori pezzoni rock-pop-funky-quel che vi pare, come "Heart of glass", o "Call me", a cavallo tra gli anni '70 e gli '80. "Call me" presumo sia ancora una delle hit piu' ballate in qualsiasi discoteca (parlando come se ne avessi mai frequentata una, il che non e'...):

Ma insomma, i Blondie fanno parte della mia adolescenza e di quella dei miei coetanei, tutti innamorati della bionda e brava Debbie.

Io, invece, no.

Io ho sempre preferito le donne more, e le chitarriste. Quindi va da se che per me esistevano solo Chrissie Hynde e i Pretenders:

anche perche' -e diciamolo!- suonavano meglio; almeno dal mio punto di vista...

Poi, dopo Chrissie e Debbie, vennero fuori gruppi addirittura tutti femminili: le Bangles, le Go Go's di Belinda Carlisle, poi si arriva a una quindicina di anni fa e alle -Dio mi fulmini per la bestemmia!- Spice Girls. Una parabola inarrestabile, insomma, che vede il minimo sempre piu' in basso e sempre piu' determinato dai gusti di Maria De Filippi. E allora tout se tient, come direbbe Sarkozy.

Ma non posso certamente chiudere qui cosi', senza farvi ascoltare la carola natalizia che Chrissie Hynde e i Pretenders hanno scritto una trentina d'anni fa: 2000 miles.

 

Barney

 

Un sobrio e rapido commento sui fatti di Firenze

Detto in maniera chiara: i frequentatori di casa Pound e di Forza Nuova -che cercano di mimetizzarsi dietro battaglie plausibili come il mutuo sociale o la lotta agli interessi bancari- sono solo fascisti, razzisti, nazisti sino al midollo.

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Figura x: la scimmia Geppa agghindata come Saya, gli fa il verso e lo prende educatamente ma fermamente per il culo. Dietro la schiena, invisibile ma puzzolente, la montagna di merda tipica dei Sayamiti.

Se non l'avevate capito prima, forse (forse) l'episodio di ieri vi ha aperto gli occhi. E no, dio Nànos: non esiste nessun distinguo, nessun "se" o "ma"; chi frequenta casa Pound la pensa esattamente come il demente di Cireglio. Su tutto. Punto.

Ah, ieri e' venuto fuori che il fascista "leggeva fumetti" e "amava la fantascienza anni '50". Questo non giustifica aver fatto assurgere Evola, Goebbels e Itle a grandi pensatori, mi vergogno quasi a scriverlo ma so che ci sono IMMENSI coglion c'e' gente come Giovanni Donzelli che sicuramente e' in partenza per la crociata contro Heinlein e Dick (non avendo mai sentito parlare ne' dell'uno, ne' dell'altro, sia chiaro). In altre parole, i fumetti rispetto a Goebbels non possono essere considerati IL problema.

No, perche' se non si fanno i disegnini la gente tarda -i leghisti, i criptofascisti, i cattotalebani e altri coglioni da sbarco- mica ci arriva, eh?

 

Barney

13.12.11

Anatomia di una plastica omologazione, ovvero: "Like a virgin", ma col laser. Literally.

Ieri sera Mrs. Panofsky arriva in camera lanciandomi l'ultimo numero di "D", il settimanale "femminile" di Repubblica, e mi chiede se so qualcosa della chirurgia plastica vaginale. Le mie conoscenze si fermano al titolo del libro di qualche anno fa della Littizzetto, "Rivergination", che m'immagino abbia a che fare con l'argomento. Vado quindi curiosissimo a leggere l'articolo-inchiesta che copre tre pagine e mezzo del settimanale.

E' un pezzo scritto da una giornalista che per caso s'e' trovata dentro al nuovo e rutilante mondo di questa branca della medicina estetica. I numeri, intanto, sono significativi e in costante crescita sia negli USA (patria di qualsiasi vaccata uno si possa immaginare), sia in UK (patria di qualsiasi imitazione di vaccata USA). L'incremento percentuale da un anno al successivo e' dell'ordine del 70%, e il mercato "vale" oggi qualche milione di dollari l'anno. Ancora poco, ma con questi tassi di crescita si prevede di arrivare alle centinaia di milioni in meno di dieci anni. Un business, tanto che nell'articolo si racconta del medico USA che pubblicizza la sua attivita' assai redditizia con la foto della sua nuova, fiammante Porsche.

Ma di che cosa stiamo parlando, di grazia? 

Beh, accanto al rivergination abbiamo la labioplastica, il rimodellamento/ringiovanimento vaginale, la parziale esposizione del clitoride, e la risistemazione del perineo. Tutto fatto sulla base di nessuna necessita' medica, ma solo su richiesta delle pazienti che si sentono "esteticamente non a posto" proprio li'. Soprattutto oggi che la depilazione "alla brasiliana" va per la maggiore. E se non avete idea di cosa sia la depilaziona alla brasiliana, sappiate che si tratta di roba -come dire?- un po' drastica, rispetto al numero di peli rimanenti sul pube... 

Una delle cose divertenti (a parlarne da uomo, sia chiaro) della questione e' che non esiste alcuna "scuola medica" che insegni la labioplastica (per i leghisti: stiamo parlando di piccole e grandi labbra, non dei canotti che contornano la boccuccia della Minetti) o il rivergination. Il suggerimento dei "guru" della materia e' impratichirsi con un cadavere (in effetti a trovarlo sarebbe un'ottima scuola guida...), oppure fare i primi interventi su povere sessantenni che dal rifacimento del naso, al pompaggio delle tette, al tiraggio degli zigomi passano allegre ma consce della loro eta' al ringiovanimento vaginale. Tanto, se l'inesperto chirurgo sbaglia, che cosa puo' protestare, la sessantenne?

Ora, qualcuno pensera' che 'sta roba non arrivera' mai in Italia, soprattutto ora che c'e' la crisi e via andare di luoghi comuni. Errore: i centri medico estetici che offrono il pacchetto completo anche dalle nostre parti sono innumerevoli, tutti millantano interventi in day hospital (ma allora non fanno un cazz, nulla, la' sotto!), tutti ovviamente usano il laser (fa taaaanto figo usare il laser!), tutti sparano cifre di migliaia di Euro per ciascuno dei trattamenti, con sconti a pacchetto se tu, bella signora che stai leggendo le nostre tariffe, decidi per il trattamento completo. E attenzione a cercare siti, perche' abbondano -giuro!!!- foto prima-dopo il trattamento che nulla hanno da invidiare a un trattato anatomico da Medicina e Chirurgia (niente di pornografico ne' di vagamente erotico, lo dico per gli uomini).

Aspetto comunque trepidante l'offerta speculare per noi maschietti: ricostruzione prepuziale, trimming testicolare, alesaggio e corsa del pistone e via andare.

Siamo macchine imperfette, alla fine...

 

 

Barney 

 

12.12.11

xkcd: Cryogenics

Paradossi temporali che Woody Allen ben conosce... Approfitto per suggerire xkcd come posto dove trovare regali ganzi e a poco prezzo all'ultimissimo tuffo.

Barney

11.12.11

Jesus and Mary Chain of Fools Gold

La questione e' semplice, senza stare a scomodare Gesu, Mrs. Ciccone o gli Stone Roses: c'e' qualcuno che ha capito come stracazzo (francesismo) si deve fare per essere in regola rispetto alle stramaledette catene da neve? Si, la risposta semplice e': comprarle, e tenerle in auto. E sino a qui ci siamo.

Pero', se uno volesse districarsi tra i meandri dei regolamenti comunali attualmente vigenti, come ne uscirebbe? Direi malino.

Vediamo: in provincia di Pistoia le catene a bordo o le gomme da neve sono obbligatorie sempre, dal 30 novembre al 30 marzo. Pero'... se uno arriva da Lucca, attraversando la piana e quindi il comune di Capannori, e' obbligato ad aver le catene in macchina solo se percorre strade ad una altitudine superiore ai 200 metri. A Montecarlo, piccolo comune a sud di Capannori da cui si puo' raggiungere la provincia di Pistoia, sono obbligatorie le catene in macchina solo se... nevica o se c'e' ghiaccio sulla strada. Se uno prende una qualsiasi autostrada toscana, in un qualsiasi giorno tra il 30 novembre e il 30 marzo, deve comunque avere le catene a bordo. Anche se va verso la Versilia, dove mi si racconta che i solerti -e anche un pochino stronzi- vigili urbani fermano le auto in passeggiata a mare per controllare la presenza di catene a bordo (anche se c'e' il sole, e' chiaro), e addirittura si narra di vigili moooolto solerti -ed enormemente stronzi- che hanno fatto montare le catene sulle gomme, non convinti che quelle esibite fossero utilizzabili sull'auto fermata per il controllino. La Fi-Pi-Li e' percorribile solo se si hanno catene a bordo, e han gia' fatto otto multe a camionisti e automobilisti.

Insomma: se uno ha le catene a bordo non sbaglia, gli altri giocano alla roulette russa con i vigili e la polizia stradale, se si muovono tra comuni e province limitrofe.

Tutto questo, oltre che essere il classico rimedio all'italiana per la eccezionale nevicata dell'anno scorso, fa anche ridere se uno si ferma a riflettere sul fatto che oggi, 11 dicembre, la massima e' stata di 16 gradi. E che di neve non se ne vede da mesi, nemmeno sugli Appennini. Ah, nel caso comunque che nevichi scommetto che l'ingorgo laocoontico del 2010 si ripresentera' uguale, e non ci saranno catene o gomme da neve che tengano.

Musica gentilmente fornita dai Jesus and Mary Chain:

 

Barney