5.3.11

Autospurgo reloaded, versione 2.0

Ecco una nuova puntata del servizio sociale di svuotamento pozzi neri e tombini. Adesso con la copia .pdf delle prime pagine, e gli articoli salienti evidenziati. La giornata cui si riferiscono gli articoli e' quella del 4 marzo 2011

Iniziamo con il Corriere della Sera:

Un titolo centrale sull'idea della BCE di aumentare i tassi di 0,25 punti percentuali, e un articolo misto di politica che parla di prescrizioni brevi e di federalismo fiscale sono i titoli migliori. Da segnalare anche l'editoriale di Giavazzi sui redditi degli italiani, soprattutto per certe banalita' che dimostrano come l'economista si sia -probabilmente- svegliato dal sonno catatonico in cui era sprofondato.

 

Passiamo quindi al Messaggero, storico quotidiano de Roma:

messaggero.PDF View this on Posterous
Segnalo il titolo sullo scandalo "affittopoli" romano, la cronaca del bordello scoppiato a causa dell'ipotesi di presentare la prescrizione breve per salvare la pellaccia a Silvio, due fondamentali pezzi culturali (Bolle che vuol ballare alle terme di Caracalla, e Branko che oroscopeggia sul fine settimana), e soprattutto il pezzo forte del quotidiano: il Corpo Umano, accoppiata editoriale da montare e studiare se volete diventare serial killers.

 

Da Roma a Torino per la Stampa:

Titoli di apertura per il mancato Election-day e -immancabile- per la prescrizione breve che s'e' trasformata in casino lungo. Titolo principale con Obama che esorta a rovesciare Gheddafi, e spalla destra che ci rammenta l'idea della BCE di rialzare i tassi. Ma ovviamente il meglio e' in fondo, con il "Buongiorno" di Gramellini dedicato a un altro scandalo-case, stavolta a Milano, caratterizzato da strutture architettoniche -come dire?- un po' fumettistiche. Da non perdere.

 

Ultimo quotidiano italiano recensito il Giornale:

Titolo a sinistra su una lite tra Santoro e la Rodotà su BMW e vini francesi (eeeehhh?). Titolone centrale ovviamente per affittopoli romana, con ampio risalto al nome di uno degli indagati, che non faccio ma dico che e' figlio di Visco. Sottotitolo criptico sugli Eurodeputati che si aumentano lo stipendio (nel senso che mi pare un po' scollegato dalla vicenda-affittopoli). Titolo centrale per prendere -giustamente- in giro Bersani e il PD con le loro DIECI milioni di firme per mandare a casa Berlusconi (che anche se le avessero trovate col cazzo che lui va a casa...), e chiusura con la Nemesi di Gramellini, ossia quell'incapace a scrivere che risponde al nome di Marcello Veneziani. Sospetto che risponda anche al nome di "Bobi", e corra se gli apri una scatoletta di Ciappi.

 

Una sola segnalazione per i quotidiani stranieri (mi sono stancato a scrivere); scelgo il Financial Times:

Qua chiaramente l'apertura se la prende Trichet e la sua decisione di rialzare i tassi. Interessante notare come gli inglesi abbiano gia' bloccato le partecipazioni libiche attraverso i fondi sovrani in fondi UK, a dimostrare che "business is business" e' un detto anglofono. Due notevoli abstract nella colonna di sinistra: uno che ci avverte di come i biglietti aerei aumenteranno a causa delle leggi ambientaliste della UE, l'altro invece analizza quanto e' costato al partito dei Cristiano Democratici olandesi l'alleanza con l'estrema destra. La risposta e': molto.

 

Barney

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4.3.11

Pantera di Palermo, la “prova” video

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Hat trick d'obbligo per Paolo Attivissimo, che -rimestando nei rifiuti televisivi- ci fa conoscere questo brillante servizio di uno dei peggiori spettacoli comici delle reti nazionali: Studio Aperto. Quella bestia nera che vedete davanti ad una seggiolina bianca, secondo i guitti ubriachi di Italia 1, e' una pantera...

Barney

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My name is Boria, James Boria

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Arrivate fino all'ultima riga dell'annuncio...

Barney

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3.3.11

24 (-6)

C'e' quel serial che non ho capito bene di cosa parli, in cui succede tutto in un giorno... quello con -credo- Denzel Washington. Ecco, ieri io ho fatto quasi meglio. Di seguito la scenografia vera della giornata.


4.55:    Sveglia, doccia, barba e colazione. Vestizione comprensiva di cravatta con doppio nodo fatto al buio. Venuto benino. Uscita di casa. Recupero bici e pedalata con direzione stazione.
5.30:    Arrivo in stazione. Tutto buio, biglietteria chiusa, giornalaio chiuso. E' il 1 Marzo, e il mio abbonamento e' scaduto. Armeggio con l'unica macchinetta automatica in funzione e, dopo avere esplorato tutte le mie tasche, recupero finalmente i due Euro e 40 spiccioli necessari per il biglietto.
5.40:    Partenza per Pisa. Sul treno da otto vagoni siamo credo in tre piu' capotreno e macchinista.
6.10:    Arrivo a Pisa. Corsa verso il piazzale antistante la stazione, dove il mio collega mi aspetta in macchina.
6.25:    Arrivo all'aeroporto di Pisa. Controllo sicurezza passato in scioltezza, acquisto di giornale e caffe' e imbarco sul volo per Fiumicino delle sette.
8.10:    A Roma. Di corsa verso la zona transito di Fiumicino, dopo avere controllato il gate di imbarco per il successivo volo verso Bruxelles. Arriviamo davanti al gate con ben 20 minuti di anticipo.
8.45:    Imbarco tramite finger. Ci sediamo, e un ragazzo poco piu' che ventenne vuole far spostare me e il mio collega perche' i posti sono -secondo lui- assegnati a lui e alla sua bella. Il mio collega con un rapido controllo dei biglietti fa notare al povero tapino che quel volo NON VA A MADRID come vorrebbe lui. I due escono di corsa dall'Airbus, fendendo a colpi di trolley la folla entrante. Ewwiwa la sicurezza, ewwiwa i controlli.
11.20:    Sbarco al National di Bruxelles. Veloce corso di Orientereeing Bestemmiato (una specialita' sportiva toscana, in cui la Madonna e qualche santo soccorrono il tapino sperduto) per individuare la stazione ferroviaria, e coda per l'acquisto di due biglietti A/R per la Gare du Nord.  Da notare che il bigliettaio belga riesce a battere, come flemma e tempo perso, qualsiasi altro bigliettaio del mondo, compreso un napoletano intento a scegliere i numeri del lotto. Prendiamo il treno per il rotto della cuffia.
11.50:    Arrivo alla Gare du Nord. Sbarco, e ricerca del palazzo nel quale abbiamo la riunione. RIcerca conclusa dopo aver chiesto a 4 persone ed avere ottenuto almeno tre differenti indicazioni di dove si trovasse la piazza cercata.
12.10:    Individuazione del palazzo, e riconoscimento di un amico che -casualmente- si trovava pure lui da quelle parti. Convenevoli e saluti. Ingresso nel palazzone vetrato con enorme giardino d'inverno. Alla faccia del risparmio energetico.
12.30:    Rilascio di adesivi di riconoscimento con RFID. Il nostro anfitrione ci accoglie in ufficio. Iniziamo la discussione.
13.00:    Pausa pranzo. L'anfitrione m'aveva avvertito: "Non t'aspettare nulla dalla nostra cafeteria interna... Sopravviveremo, comunque". Aveva ragione. Sopravvivo ad una Moussaka precotta e ad un decente espresso. Illy.
13.30:    Riprendiamo il meeting, che si chiude con onore alle 16.
16.20:    Oramai padroni della toponomastica della citta', arriviamo diretti alla Gare du Nord, da dove prendiamo la navetta espresso per il National.
17.00:    Gia' checkin-ati, ci rendiamo finalmente conto che non abbiamo ancora mangiato come si deve. Assalto al Wing tips, una sorta di grill gestito da Autogrill (perlappunto...). Goulash e Leffe Brune per me, con contorno di patate al forno. Tutto spazzolato in mezz'oretta scarsa, a dare la cifra della fame che avevamo.
18.25:    Partenza per Roma, volo tranquillo ma sovraffollato.
20.20:    A Fiumicino individuiamo il gate per il volo di ritorno, e becco casualmente il cugino di mia moglie, di ritorno da Barcellona. Mi offre il viaggio di ritorno dall'aeroporto a casa in auto, e risparmia a mia moglie la fatica di venir lei all'aeroporto.
21.40:    Partiamo da Fiumicino in perfetto orario. Alitalia, pero', ci avverte che non ci abbeverera', stasera: brutto tempo e volo troppo breve. Traduzione: non ne han voglia. Il volo infatti e' liscio come l'olio.
22.20:    Atterraggio a Pisa. Chiaramente, a 500 metri dal terminal, che si raggiungera' col solito autobus.
23.30:    A casa.

Tutto in meno di diciannove ore. Non male...

 

Barney

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28.2.11

Damn, science! | Indexed

Scommetto che Scilipoti NON e' d'accordo.

Barney

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Questo (e altri come lui) lo paghiamo noi

E' sempre quel cialtrone di Mimmo Scilipoti. Oggi segnalato per questa delirante interrogazione parlamentare sulle scie chimiche. La quindicesima sull'argomento che i nostri parlamentari si son sentiti in dovere di fare. Assieme alle altre sulla discriminazione dell'omeopatia come metodo di cura scientifico, o sulla cura Di Bella.

Aspetto trepidante qualche senatore che prende cappello sui metodi inumani di cattura dei draghi dei Carpazi; nel frattempo inizio le pratiche per diventare apolide.

 

 

Barney

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25.2.11

Pegasus Mail

Uscita la versione 4.61 di Pegasus Mail. Il client di posta che uso ininterrottamente dal 1864, strettamente rispondente alle RFC, non facile ma iperflessibile, trasportabile da un PC all'altro con un paio di click. E Neozelandese.

Provatelo: e' gratis e si merita una chance.

Barney

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19.2.11

Cause degne (??!!!) che costano poco

Di cause più o meno importanti ce n'è una in giro adesso, che sicuramente sarà sfuggita a quasi tutti. Ma siccome costa niente, e non coinvolge bimbi o ex tossicodipendenti, o donne o negri, o poveri, o gay, o altra categoria minoritaria a scelta, beh... ci si può investire quei dieci secondi che non cambiano la vita di nessuno, men che meno la vostra.

Si tratta di aiutare Nathan a comperarsi i diritti di Firefly.

 

 

 

Buio in sala, vedo, eh?

Bene, andiamo a spiegare di che si tratta. Firefly è stata una serie televisiva di fantascienza, dei primi anni 2000. Fu interrotta dai produttori dopo il primo anno, per mancanza di pubblico, non dopo averla chiusa con un film, Serenity. Anche il film non l'ha visto quasi nessuno, ma chi l'ha fatto ne è rimasto favorevolmente colpito (un eufemismo per dire: c'è rimasto secco per quanto gli è piaciuto).

Manca Nathan. Che sarebbe Nathan Fillion, ovvero l'attore che impersonava il protagonista principale in Firefly. Ecco, Fillion ha dichiarato questa cosa qua, in una intervista a un giornaletto USA in occasione della riproposizione del serial via cavo. In due giorni sono venuti fuori -c'era da dubitarne?- un sito che si chiama "help Nathan buy Firefly" ma tutto attaccato, e l'immancabile pagGina FaceBook.

Ora sapete tutto quel che c'e' da sapere. Se volete, potete cliccare sul link che rimanda alla pagina di facebook, e poi cliccare su "mi piace".

Grazie, non solo a nome di Nathan, ma anche di tutti quelli che sperano davvero che in un futuro non troppo lontano ci sia la seconda serie di Firefly.

 

Barney

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17.2.11

Evergreen signs

Questo l'avevo fatto mettere sulla porta del laboratorio laser (avevamo un laser molto potente, tempo fa al lavoro...):

E' molto bella la reiterazione della "punizione" per coloro che passano il primo round. A quanto pare, non e' prevista la sopravvivenza al secondo proiettile.

 

 

Barney.

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Sign o' the times

:-)

 

 

Barney

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16.2.11

Prepararsi all'apocalisse (ovvero: manuale minimo per sopravvivere al crepuscolo dei berlusconidi)

Molti (troppi) ingenui sono convinti che si stia avvicinando il giorno in cui ci leveremo dai coglioni (politicamente parlando, sia chiaro) Silvio Berlusconi.

Purtroppo questi stessi inguaribili ottimisti fanno un clamoroso errore di valutazione, e soprattutto pensano che il problema possa risolversi per via -diciamo così- giudiziaria. Io sono molto meno ottimista, e tendo addirittura al nero più nero quando mi chiedo quale proposta politica sta avanzando in questo momento l'opposizione di sinistra, quale fantastico piano d'azione stiano elaborando Bersani, Bindi e compagnia cantante (ma anche Vendola, eh? E Renzi...).

Sono, soprattutto, pessimista quando assisto a un qualsiasi dibattito o comizio in cui ci sia uno dei fidi scudieri di Silvio a difendere l'indifendibile. Perchè l'arma dialettica attualmente in uso è una e una sola, e la possiamo chiamare -con il suo teorizzatore, il blogger Peppe Crusciani- crucianesimo comunicativo. Il nome del blogger fa il verso a Giuseppe Cruciani, conduttore de "La Zanzara", talk show radiofonico in onda su Radio24 dal lunedì al venerdì dalle 18.30 sino alle 21.00.

La tecnica è articolata e adattabile a ogni circostanza con un minimo di buona volontà, e si può sintetizzare nell'adagio "tutti merde, nessuna merda". La parte fondamentale, che tutti hanno sperimentato inconsciamente guardando qualsiasi trasmissione "politica" alla tv, è il processo di minimizzazione. Minimizzare sempre quello che fa colui che devi difendere (nel nostro caso S.B.): si tratti di rapina a mano armata, stupro, abigeato, truffa, furto di mele o genocidio, risulterà sempre una quisquilia, una pinzillacchera, una cazzatella non degna della vostra attenzione.

Peppe Crusciani ci fa molti esempi di tecniche di minimizzazione, tra le quali la minimization by exaggeration esemplificata ad usum teste di granito con questo schemino qui:

La Minimization by Exaggeration si compone di due fasi.

1) Negare X dicendo, Mbah, in questo caso non c'entra niente X / non è vero che X.
("Mbah, in questo caso non c'entra niente il gatto che ha mangiato troppo, non è vero che ha mangiato troppo").

2) Rivoltare by Exaggeration: Estremizzare il più possibile X e ipotizzare che sia vera la X estremizzata.
("Oppure vogliamo dire che il gatto ha ingurgitato tutto il mondo, qualsiasi alimento presente sulla faccia della Terra?").

Ricapitolando.
Ascoltatore: il gatto ha mangiato troppo.
Minimization by Exggeration: Mbah, in questo caso non c'entra niente il gatto che ha mangiato troppo, non è vero che ha mangiato troppo. Oppure vogliamo dire che il gatto ha ingurgitato tutto il mondo, qualsiasi alimento presente sulla faccia della Terra?

Come vedete X è comodamente annullata. Sì, insomma, non nel mondo reale, dove resta vera. Ma nel mio mondo certamente è demolita.

(da Peppe Crusciani blog, cit.)

Altra possibilità è l'uso della Minimization by straw man fallacy, così spiegata:

La straw man fallacy consiste nel presentare (e confutare) la versione indebolita o modificata dell'opinione altrui. Vi traduco dalla pagina in inglese di Wikipedia:

La straw man fallacy si verifica con il seguente schema:

1) La persona A, ha una posizione che chiamiamo X;
2) Una persona B (spesso io) ignora volutamente certi punti fondamentali di X, trasformando X in Y (che è una versione superficiale e non reale della posizione originaria X);
3) La persona B (sempre io), attacca o denigra la posizione Y, concludendo che X è falsa o incorretta.

(da Peppe Crusciani blog, cit.)

Sembrano seghe mentali, vero? Ecco, purtroppo è tutto vero. E il vantaggio di ascoltare la radio e non guardare la tv è che la radio (come canta Finardi) ti permette di continuare a pensare, e a scoprire la tecnica di Cruciani in due balletti.

Chi è invece aduso a farsi lobotomizzare da ore ed ore al giorno di scatola delle cazzate non riuscirebbe a sgamare il Cruciani per quel che è. La prova l'avete in questo eccezionale reperto video, quattro minuti e qualcosa tratti da "Agorà" (programma che non ho idea di dove si trasmetta) del 10 febbraio scorso.

 

 

 

Si parla ovviamente del caso-Ruby. Lo spezzone inizia con Cruciani che, al secondo 25, afferma apoditticamente che la sua interlocutrice vorrebbe la scomparsa della prostituzione. Si sente in sottofondo la signora che cerca di ribattere ("Assolutamente no!"), ma Beppe va avanti con la sua teoria, infarcendo le idee che secondo lui sono della signora con "Vabe'..." "E' un'ambizione possibile, ma...", e inequivocabili gesti e scuotimenti del testone sapientemente spettinato. La povera donna cerca di sfuggire al diluvio di parole e ripete decine di volte il suo "Assolutamente NO, scusi..." con toni pacati e quasi divertiti. Finalmente al secondo 44 la donna riesce ad arginare Cruciani e inizia a spiegarsi da sola. Cruciani allora spara la sua minimization by exaggeration bomb: "No, perche' mica tutte le donne italiane si prostituiscono, eh?". Il "Non buttiamola in caciara" della poveraccia rimane lettera morta, perche' il buon Beppe da lì in avanti non fa che sparare una stronzata più grande dell'altra, in un crescendo Rossiniano che alla fine sembra rincoglionisca pure lui.

Cruciani in tv non va spessissimo. Ma i professionisti della tecnica del mandarla in vacca sono tanti: da Belpietro a Ghedini, a molti leghisti, all'ultimo esempio di androide da ospitata del PdL: il lavoro in pelle che risponde al nome di Anna Maria Bernini.

Come si può osservare, l'androide Bernini si distingue da un Nexus 6 perche' ogni tanto quest'ultimo modello sbatte gli occhi.

Quindi, per sintetizzare: casco in testa, mani sul manubrio e fari accesi anche di giorno. In questo modo dovreste essere abbastanza al riparo dalle minimizzazioni erbafasciste dei PdLlini da sbarco; ancora meglio se spegnete la tv.


Barney

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13.2.11

Mai piu' senza: Il Favoloso mondo di Nicole

Nicolina MInetti esordisce come (scusate il termine) opinionista su "Affari Italiani". La rubrica della fidanzata di SImone Giancola si fa beffe di un famoso film francese che -a naso- e' l'unico visto dalla Minetti al cinema nel quinquennio scorso.

Auguri a chi ha il fegato di leggere l'intervento...

Barney

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12.2.11

Io dico che basta davvero

Domani e' il giorno dell'"Iodicobasta", delle donne indignate e protestanti, dei cartelli e delle manifestazioni. E' il giorno della rivendicazione della dignità femminile che ha ricevuto il colpo di grazia in queste ultime settimane. E' -chiaramente- il giorno anti nano pelato, la domenica in cui si chiedera' con maggior forza a Silvio di togliersi due o tremila chilometri dai coglioni. Nelle piazze italiane, dalle 15,30 in avanti, si snoderanno cortei e si sbandiereranno virginali reggiseni di pizzo, a reclamare rispetto da un lato e dimissioni dall'altro.

Ecco, a me 'ste cose iniziano a sembrare -come dire?- non solo inutili, ma addirittura controproducenti. Per un milione di motivi, tra i quali (vado a caso):

  • il fatto che i partecipanti saranno sempre meno di quelli sperati,
  • che -senza alcun dubbio- ci saranno delle bandiere col Che a garrire splendide nell'umido pomeriggio di febbraio,
  • che in molti scandiranno slogan in cui Silvio viene mandato a raddrizzar le banane col cuBo,

e via così.

Tutti questi argomenti, e mille altri, saranno immediatamente utilizzati dai (rotfl) giornalisti embedded ai reparti della Celere: i Minchiolini, i Belpietro, i Littorio Feltri, i Cicciopotamo Ferrara... Tutto il Barnum che a destra chiamano "informazione" domani avra' solo da infiocchettare un poco la merda che arrivera' bell'e fumante in redazione. Per servire all'ora di cena la verita' ai cervelli dello Stivale: manifestazione fiacca contro il nostro Presidente del Consiglio, bandiere comuniste, insulti, donne vestite come cubiste che protestavano contro cubiste professioniste.

In sintesi: l'ennesimo autogol dell'opposizione di sinistra, cui io pero' vorrei partecipare in anteprima, mostrando qua i cartelli che domani NON portero' in giro per la mia città.

Eccoli:

e

 

Dopo aver detto "basta!" attraverso i cartelli, chiudiamo i'rricreativo e principiamo i'ccurturale, va'.

 

Barney

 

 

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11.2.11

He got game

La superiorità in termini di spettacolo, pathos, giustizia del basket nei confronti dello sport per stronzi (cioe', il calcio) è talmente lampante che non ci sarebbe nemmen bisogno di scriverci sopra.

Ma ieri c'è stata l'ennesima sfida tra Lakers e Celtics, a Boston. Ebbene: in quella partita Ray Allen ha stabilito il nuovo record all time per punti segnati da tre. Ray è un ragazzo che ha una vaghissima speranza di esser conosciuto anche da chi ama lo sport per stronzi, perchè ha recitato nel ruolo di protagonista nel film di Spike Lee che da il titolo a questo post. Ma che lo scrivo a fare? L'avremo visto in cento, quel film...

Beh, torniamo alla partita di ieri: a metà del secondo quarto i Lakers sono sotto di tredici. Perdono palla, i verdi vanno in contropiede... e Ray schiaccia il +15 per i Celtics. Ora, nello sport per stronzi la partita sarebbe finita qui.

Ieri invece i Lakers erano sopra i Celtics già cinque minuti e mezzo dopo. E rimontando un punto alla volta. Un'azione alla volta. Stupendo. Ecco la sintesi della partita: guardate almeno l'abbraccio tra Kobe e Ray, a fine partita, e le due clip sul momento in cui Allen ha battuto il record. Molto americano, ma molto bello. E gran bella partita giocata dalle due squadre piu' anziane dell'intera NBA: ma la classe -quando c'è- non invecchia.

 

Barney

 

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UNA RISPOSTA DAL BASSO – Sanremo, si vota su Facebook con OpenSanremo, gratis e senza possibilità di brogli « Solleviamoci’s Weblog

Estigranquaatsii, direi.

La notizia che tutti stavamo aspettando, quella che ti gira una giornata da "depressione totale" a "suicidio per autosoffocamento": al prossimo Festival di Sanremo gli aficionados potranno esprimere le loro preferenze attraverso Facebook!!!

Si, stavo proprio in attesa di una roba del genere...

E siccome e' una roba meritevole, quasi quanto le magliette per cuccare di Simone Giancola (ask Nicole, or Sara), e' giusto che la gGente sappia il nome dei geni che ci stan dietro.

Eccoli qua, i tapyni, che si presentano da soli:

"OpenSanremo è un progetto di Giulio De Luise e Pancrazio Auteri, fondatori di Busk.fm, nato da un'idea di Francesco Sullo, quasi per gioco, durante un UpStart drink romano nel 2010. Il design e la grafica di OpenSanremo sono di Giovanna Kuro Rucci."

Cosa minchia sara' mai un UpStart drink, non voglio nemmeno saperlo. D'altra parte, chiederlo a uno che si chiama Pancrazio vuol dire volersi male...
Consiglierei infine a Giovannina di cambiare nick, che "Kuro" fa tanto "culo", e di questi tempi poi la gente pensa male.

Barney

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9.2.11

Estratto di Corona (da "Strategie Evolutive")

Il libro (??!!!) di Fabrizio Corona e' uscito.

Ecco, prima di comperarlo forse e' bene diate un'occhiata a quello che ha scritto Davide Mana qua. Davide ha un solo difetto: e' troppo buono. La parola "cesso", ad esempio, mi pare non esca mai nella presentazione dell'opera letterario del paparazzo. Io non avrei resistito, e avrei virato al pesante dopo la quarta riga. Ma tant'e'...

Vi lascio alla lettura del brano linkato sopra, non prima pero' di avervi ammannito l'orrenda copertina del (mi scusi Gutemberg) libro:

 

Barney

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Produttività

Marcegaglia, Calderoli e altre bestie leghiste (Emma è chiaramente esclusa dalla categoria "bestie", che però ricomprende Tiziana Maiolo di FLI, per le sue dichiarazioni aberranti di oggi) ci stanno frangendo i maroni da un paio di giorni sulla non opportunità, per il paese, di festeggiare i 150 anni dell'unità d'Italia con una bella festa in cui non si lavora. Giorno prescelto: il 17 marzo prossimo.

Si festeggi la ricorrenza, dice la Marcegaglia, ma nelle fabbriche. Altrimenti crollerebbe la produttività. Poi, aggiunge la presidentessa di Confindustria, sicuramente i furbetti approfitterebbero per un bel ponte (il 17 marzo cade di giovedì), e proprio ora che siamo in ripresa questo non si può fare.

A me 'sta gente sembra davvero pazza: quest'anno il lavoratore vede ridurre a quasi zero le festività, che -maledizione!- cadono in gran numero nei fine settimana, e la Marcegaglia ci viene a raccontare che per UN GIORNO si ferie si blocca la produzione? Ridicola, veramente. Con i leghisti che le vanno dietro solo perchè a loro fa schifo l'Italia, figurarsi la festa per l'unità del nord con il sud...

In tutto questo, Page e Brin hanno oggi dimostrato come si può veramente ammazzare la produttività non di uno Stato, ma dell'intero globo terracqueo. Ecco, infatti, come si presentava la home page di Google di oggi:

Il motivo per cui si poteva comandare un sottomarino (a naso direi che era il Nautilus) è evidenziato nella finestra di ricerca.

 

 

Barney

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7.2.11

Niùeig, ossia: l'influsso delle culture basse sulla mistica occidentale del ventunesimo secolo

Tutto e' cominciato qualche mese fa, quando sull'asfalto del posteggio delle biciclette alla stazione e' apparsa questa misteriosa ed inquietante frase qua:

Figura 1: Ask Kant (Eva, chiaramente)

La prima cosa che ho pensato e' stata: manca un punto interrogativo! Poi, subito dopo, ho iniziato a pensare sovrappensiero a "Diobolik", e al probabile typo nel quale il maldestro writer era incappato: DiAbolik, diavolo! Non DiObolik!
Il passo successivo e' stato pensare a qualche forma creativa di bestemmia, poi la cosa s'e' fermata li', nel senso che ho continuato a vedere la scritta, ma senza interrogarmi piu' di tanto sul suo significato.
Fintanto che una mattina non ho visto il muro del sottopasso vicino al posteggio delle bici completamente riempito da scritte vergate dalla stessa mano di "Diobolik".
Eccole qua:

Figura 2: l'omino non c'entra

 

Figura 3: Entra in campo anche Tolkien con gli elfi, fan sempre la loro porca figura

 

Figura 4: Zio padre ce lo vogliamo mettere? E mettiamocelo!

 

Figura 5: Un tocco di magic alla fine, e la pillola va giu'

Ecco, la carrellata e' finita. Mi manca solo da precisare, come da contratto, che non sono stato io a scrivere quella roba la'. No: nemmeno l'omino di figura 2, che io lo faccio dimolto meglio!

 

Barney

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Aggiornamenti di stato

Dal paese del Bunga-bunga ricevo e giro i seguenti aggiornamenti (tutti veri):
  • Luca Risso dice che ha sposato Karima (alias Ruby) giovedì scorso negli USA, a Miami. A riprova porta due biglietti aerei.
  • Karima pare che quel giorno fosse in Italia, ma che volete che sia? Avrà mandato un'altra "coloradina": e chi se ne è accorto?
  • Simone Giancola dichiara a "Novella 2000": "Non sapevo che Nicole fosse fidanzata con Berlusconi. Ma non la lascio".
Il resto, nel prossimo numero di "Astounding Science Fiction".


Barney

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5.2.11

NASA - LRO Could Have Given Apollo 14 Crew Another Majestic View

Il Lunar Reconnaissance Orbiter fotografa di nuovo il sito di atterraggio dell'Apollo 14. Per la gioia di chi non crede ancora che l'uomo sia stato sulla Luna.

Barney

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4.2.11

Lost Highways - Immanuel Kant – Kritik der Urteilskraft

Kant piegato al vil servizio del Komunismo per pigliare un po' per il cuBo Silvio.

Scrisse Lenzi Simone, Kant Immanuel detto' le basi.
Anche musicali, forse. Ma quella e' un'altra storia.

Barney

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3.2.11

This domain name has been seized by ICE - Homeland Security Investigations

Rojadirecta.org "ownato" dal DoJ.

Ora, caro DoJ, non so se si commette reato a dire che invece i contenuti del .org sono raggiungibili al .es o al .me. Nel dubbio di poter fare qualcosa che in qualche modo puo' offendere il DoJ, non lo scrivero'.

Rimane la quasi certezza che si tratti di una stupidaggine mostruosa, per non dire una cazzata sesquipedale; ma anche questo l'ho solo pensato.

Barney

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Ipotesi egiziane | Kelebek Blog

Miguel Martinez e' tra le cose migliori da leggere quando succede qualcosa in Medio Oriente.
E' messicano, Miguel. Ma di certe cose ne capisce molto piu' di certi "giornalisti" che impestano la cartaccia italiota.

Barney

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W1N

 

Hint for dummies: L33T

 

 

Barney

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1.2.11

La risposta

Bersani: "Silvio, ho letto la roba che hai spedito al Corriere, e..."

Silvio: "Si, Pigigi? E..."

Bersani: "No, penso sblindo con Obluraschi"

Silvio: "Eeeehhh?"

Bersani:

"P U P P A!"

 

 

Colonna sonora fuori syncrono, ma in tema col titolo:

 

 

Barney

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Lost in translation

Silvio ha mandato ieri una letterina a Babbo Natal al DIrettore del Corriere della Sera. Secondo me s'è un pò trattenuto, e non ha detto esattamente quello che pensava. Ho quindi provato ad interpretare la lettera, cercando di entrare nel cervello di Berlusconi almeno per una decina di minuti. Ecco il risultato:

 

Cosa ha scritto Berlusconi Cosa voleva dire in realtà
Gentile direttore, Grandissimo bastardone,
il suo giornale ha meritoriamente rilanciato la discussione sul debito pubblico mostruoso che ci ritroviamo sulle spalle da molti anni, sul suo costo oneroso in termini di interessi annuali a carico dello Stato e sull’ostacolo che questo gravame pone sulla via della crescita economica del Paese. toh, qualcuno s'è azzardato a ricordare a tutti gli italiani che il debito pubblico nazionale è il secondo al mondo. Come si permette, eh? Chi cazzo ha avuto quest' idea balzana?
Sono d’accordo con le conclusioni di Dario Di Vico, esposte domenica in un testo analitico molto apprezzabile che parte dalle due proposte di imposta patrimoniale, diversamente articolate, firmate il 22 dicembre e il 26 gennaio da Giuliano Amato e da Pellegrino Capaldo. Mi tocca dare ragione a Di Vico, non perché dica quel che dico io, ma semplicemente perché sbugiarda Amato e Capaldo, i due maledetti comunisti che hanno osato parlare di patrimoniale! Ma diobòno: e io che cazzo l'avrei fatto a fare, lo scudo fiscale, eh? Mi dica lei, caro Pallette!!
Vorrei brevemente spiegare perché il no del governo e mio va al di là di una semplice preferenza negativa, «preferirei di no», ed esprime invece una irriducibile avversione strategica a quello strumento fiscale, in senso tecnico-finanziario e in senso politico. Adesso mi tocca giustificare il mio "no" che ovviamente non è solo mio, ma viene condiviso da quella manica di nominati che mi sono permesso di fare eleggere in Parlamento. Ora, porca puttana, devo riempire mezza pagina di fuffa cercando di farla sembrare roba seria. Via, o vediamo cosa si riesce a fare!
Prima di tutto, se l’alternativa fosse tra un prelievo doloroso e una tantum sulla ricchezza privata e una poco credibile azione antidebito da «formichine», un gradualismo pigro e minimalista nei tagli alla spesa pubblica improduttiva e altri pannicelli caldi, staremmo veramente messi male. Toh, cominciamo a pigliarvi subito per il culo. Siccome siamo messi di merda, mi tocca negare per estremizzazione. E' la tecnica della minimizzazione per esagerazione, e funziona sempre. Dicendo che "staremmo veramente messi male" vi faccio venire in mente che non possiamo essere così nella merda, no? E quindi stiamo messi se non benissimo, almeno benino. Sarò bravo, a pigliarvi per il culo? Eh? Dimmi te!
Ma non è così. Leggete il labiale: Col cazzo che non è così.
Ve l'ho spiegato qua sopra, no? E' esattamente così!
Ma mi diverto troppo a prendervi per il culo...
L’alternativa è tra una «botta secca», ingiusta e inefficace sul lungo termine, e perciò deprimente per ogni prospettiva di investimento e di intrapresa privata, e la più grande «frustata» al cavallo dell’economia che la storia italiana ricordi. Qua si vede che sono un genio della comunicazione, eh? Chi di voi, nella mia situazione, avrebbe osato parlare di "botta secca"? Su, alzate le meni, bischeri! Eh, nessuno, vero? Sono un GENIO assoluto.
E il prosieguo? La "frustata" al cavallo? A parte i doppi sensi sadomaso, c'è qualcuno che capisce di cosa si può trattare? La "frustata" all'economia... Non vi accorgete che vi sto vendendo parole vuote? Per adesso vado benissimo!  
Il debito è una percentuale sul prodotto interno lordo, sulla nostra capacità di produrre ricchezza. Ecco. Qua inizio a friggere aria. Dico banalità come: "se piove ci bagniamo", e ve le condisco di saggezza tranquilla. Prendete ed assimilate: "se piove, ALLORA ci bagniamo". Profondo, no?
Se questa capacità è asfittica o comunque insufficiente, quella percentuale di debito diventa ingombrante a dismisura. Debbo continuare sullo stesso registro, adesso tiro fuori "se piove veramente tanto, è probabile che ci bagniamo parecchio", e voi ve la segnate come una roba fantastica, che nessuno v'ha mai detto. Ma ci sono qua io, Papi Silvio!
Ma se riusciamo a portare la crescita oltre il tre-quattro per cento in cinque anni, e i mercati capiscono che quella è la strada imboccata dall’Italia, Paese ancora assai forte, Paese esportatore, Paese che ha una grande riserva di energia, di capitali, di intelligenza e di lavoro a partire dal suo Mezzogiorno e non solo nel suo Nord europeo e altamente competitivo, l’aggressione vincente al debito e al suo costo annuale diventa, da subito, l’innesco di un lungo ciclo virtuoso. Sono un genio!
L'ho già detto? Beh, tocca ripetermi. Dopo avervi ammannito di trite banalità e di puttanate assurde, chiudo il capitolo-cazzate con una giocata da maestro della prestidigitazione: nell'IMPOSSIBILE caso che l'Italia cresca del tre-quattro percento nei prossimi cinque anni, allora tutto si risolvera' come per magia! Addirittura, se si verificasse questa impossibile cosa, avremo risolto pure il problema del sud! Tutto questo accadrà quando la marmotta finirà di incartare la cioccolata, ma sono certo che qualche idiota sta già dicendo in giro che siamo finalmente e definitivamente fuori dalla crisi.
Per fare questo occorre un’economia decisamente più libera, poiché questa è la frustata di cui parlo, in un Paese più stabile, meno rissoso, fiducioso e perfino innamorato di sé e del proprio futuro. Ecco la frustata: vi vendo le liberalizzazioni che NON HO FATTO in sedici anni (così tanti? Eh già... Sono in giro dal 1994. Ah, allora sono DICIASSETTE!) come cura assoluta per tutti i mali del paese. Se riesce questa, ho pronte da vendere la Fontana di Trevi e l'Isola del Giglio.
La «botta secca» è, nonostante i ragionamenti interessanti e le buone intenzioni del professor Amato e del professor Capaldo, una rinuncia statalista, culturalmente reazionaria, ad andare avanti sulla strada liberale. Quei due comunisti di Amato e Capaldo, che sono pure professori, vorrebbero incastrarmi con la "botta secca". Ah, ma io non ci casco mica, eh? Io vado avanti con la frustata al cavallo, che fa anche più Bondage e Master&Slave. Mhhhh, devo segnarmele, per i prossimi Bunga Bunga... Ma sto divagando: torniamo a noi.
La Germania lo ha fatto questo balzo liberalizzatore e riformatore, lo ha innescato paradossalmente con le riforme del socialdemocratico Gerhard Schröder, poi con il governo di unità nazionale, infine con la guida sicura e illuminata di Angela Merkel. Porca troia, mi tocca dir bene di un SOCIALISTA, ma vi rendete conto? E mi toccadir bene anche di quella cattolichetta morigerata della Angela, che io c'ho provato a farla ridere, ma lei... Diocristo: le ho fatto "Cucu'" da dietro la fontana, e lei non s'e' scomposta. Un blocco di ghiaccio. E addirittura (ADDIRITTURA!!) s'è accordata con i SOCIALISTI!!! Illuminata, l'ho chiamata? Ma che si desse fuoco!
E i risultati sono sotto gli occhi di tutti: la locomotiva è ripartita. Noi, specialmente dopo il varo dello storico accordo sulle relazioni sociali di Pomigliano e Mirafiori, possiamo fare altrettanto. E adesso tocca anche dire bene di quel canadese che vive in Svizzera... Ma è roba da matti! Però, devo essere sincero: Sergino è stato bravissimo a inchiappettare gli operai... Quasi quasi lo chiamo come spin doctor. Si! Ottima idea!
Non mi nascondo il problema della particolare aggressività che, per ragioni come sempre esterne alla dialettica sociale e parlamentare, affligge il sistema politico. Ooooh, finalmente posso spargere un po' di guano sui comunisti! Sono particolarmente cattivi, in questo periodo: si approfittano della mia fragilità, della situazione contingente e dei miei -come dire?-problemi extra-politici. Comunisti, insomma. Tutta colpa LORO.
Ne sono preoccupato come e più del presidente Napolitano. Quel vecchio rompicoglioni è bene che se le segni: o la smette di rompere il cazzo, o lo rottamo!
E per questo, dal momento che il segretario del Pd è stato in passato sensibile al tema delle liberalizzazioni e, nonostante qualche sua inappropriata associazione al coro strillato dei moralisti un tanto al chilo, ha la cultura pragmatica di un emiliano, propongo a Bersani di agire insieme in Parlamento, in forme da concordare, per discutere senza pregiudizi ed esclusivismi un grande piano bipartisan per la crescita dell’economia italiana; un piano del governo il cui fulcro è la riforma costituzionale dell’articolo 41, annunciata da mesi dal ministro Tremonti, e misure drastiche di allocazione sul mercato del patrimonio pubblico e di vasta defiscalizzazione a vantaggio delle imprese e dei giovani. Qui state attenti che faccio il mio numero migliore. Dopo avere raccontato stronzate, dopo avere FINALMENTE detto che siamo nella merda fino al collo, dopo aver detto che la Germania ne è uscita solo perche' destra e sinistra hanno lavorato assieme, che ti faccio? Beh, lo vedete: porgo la mano a Pigigi.
E non porgo solo la mano, no... Lo metto in condizione di essere sempre dalla parte del torto, sia che dica di si, sia che dica di no. Perchè io non ho una sega di idee su come andare avanti, ma voi credete che Pigigi ne abbia?
O bischeri...
Lo scopo indiretto ma importantissimo di un piano per la crescita fondato su una frustata al cavallo di un’economia finalmente libera è di portare all’emersione della ricchezza privata nascosta, che è parte di un patrimonio di risparmio e di operosità alla luce del quale, anche secondo le stime di Bruxelles, la nostra situazione debitoria è malignamente rappresentata da quella vistosa percentuale del 118 per cento sul Pil. Qua ritiro fuori la frustata al cavallo, che si capisca che non ho un cazzo di idee e che mi è dimolto piaciuta questa immagine ippica.
E metto giù un numerello a caso, ovviamente sottostimato, per ribadire il concetto che siamo nella merda. E che me ne sono accorto solo oggi.
Prima di mettere sui ceti medi un’imposta patrimoniale che impaurisce e paralizza, un’imposta che peraltro sotto il mio governo non si farà mai, pensiamo a uno scambio virtuoso, maggiore libertà e incentivo fiscale all’investimento contro aumento della base impositiva oggi nascosta. Via, ragazzi: abbiamo fatto poche cose, in questo governo. Una è stata lo scudo fiscale, a favore dei ricchi (non certo dei pezzenti come voi). Vi domando: ma che, ensate che siamo così coglioni da TOGLIERE I SOLDI a chi li ha, con la patrimoniale (o magari con la tassazione sulle rendite finanziarie)? Ma siete pazzi, ve lo dico io!
Se a questo aggiungiamo gli effetti positivi, di autonomia e libertà, della grande riforma federalista, si può dire che gli atteggiamenti faziosi, ma anche quelli soltanto malmostosi e scettici, possono essere sconfitti, e l’Italia può dare una scossa ai fattori negativi che gravano sul suo presente, costruendosi un pezzo di futuro. Siamo alla fine e non ho ancora tirato fuori la cazzata del federalismo. Ecco qua: mica ci vogliamo far mancare una strizzatina d'occhio a Umbertone, no?
Silvio Dio

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27.1.11

Non leggere questo Blog!: Non può essere.

Gia' l'immagine vale la visita a nonleggerlo.
Vi assicuro che la lettura di quello che sta sotto l'immagine non ha prezzo, oggi come oggi.

Barney

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26.1.11

The dark side of Bunga Bunga

Nell'affaire "Ruby", che vede coinvolto per l'ennesima volta il nostro Presidente del Consiglio Grand'Ufficial Lup. Mann. nonché DVCE Silvio B. in una storia assolutamente limpida di fango e sterco, c'e' un aspetto che a me ha colpito in maniera particolare, e che mi pare non sia stato mai discusso in precedenza (se non da me con i colleghi a pranzo, ma allora non vale). Debbo fare una premessa: ho letto in treno il malloppone di intercettazioni per qualche giorno, e per puro caso m'e' caduto l'occhi su questo dialogo tra Nicole Minetti e Barbara Faggioli, a pagina 165:

Barbara: e tu?
Nicole: eh, niente, sono qua in piscina...
Barbara: Dove?
Nicole: come, dove?
Barbara: ah, sei rimasta la?...
Nicole: certo
Barbara: mmm come è andata?
Nicole: Benìssimo...
Barbara: si?
Nicole: da dio..(ride)
Barbara: si?
Nicole: mm
Barbara: bene... e, ma non torni?
Nicole: quando ? dove? no. no, no. sto qua... , sto qua, sto qua...
Barbara: ah si?
Nicole: penso di si, non so
Barbara: e Simone?
Nicole: boh, non lo so, è a Milano lui...
Barbara: ah...
Nicole: egh... lo vedrò domani...
Barbara: ah, quindi torni domani?
Nicole: eh, beh, si, penso di si... domani o dopodomani...
Barbara: eh... ho capito...
Nicole: te che fai?
Barbara: no, io non riesco a venire... a lui glie l'ho detto che forse non riuscivo a
venire...
Nicole: mmm ho capito
Barbara: lui mi ha detto di andare li.... oggi...

Come si vede, a un certo punto spunta lui. Simone. Si capisce, da questo dialogo, che e' una persona abbastanza vicina alla Minetti. Ci si potrebbe subito sbilanciare e dichiararlo il fidanzato/convivente/ganzo/quello che vi pare.

Ecco: ci sono due ragazze che parlano di quello che e' successo la sera prima, e una chiede all'altra "E Simone?". Cosi' Simone entra nella nostra vita: a pagina 165 del documento che la magistratura di Milano invia al Parlamento perche' gli onorevoli decidano se e' il caso o meno che Silvio sia processato.Prima non c'era, e un attimo dopo eccolo la': Simone.

Simone che ritorna a pagina 203. Ritorna come "Simo", e ritorna in un monologo-fiume che Nicole intrattiene con una amica di cui conosciamo poco o nulla. Il dialogo e' famosissimo nella parte che precede "Simo"; eccolo qua:

No ma infatti ti volevo un attimo briffare sulla cosa., nel senso ..giurami che non ti prende male nel senso cioè ne vedi di ogni cioè te ti fai i cazzi tuoi e io mi faccio i cazzi miei per l'amor del cielo pero' ne vedi di ogni ..cioè nel senso la disperaticion più totale cioè capirai..e'è gente per cui è l'occasione della vita quindi ne vedi di ogni fidati di me punta su A il francese che lui sbrocca gli prende bene e tutto., digli tutto quello che fai.. seconda laurea ..sei stata a ..tre mesi alla Sorbona che anche lui ha studiato alla Sorbona si si si esalta di brutto non entrare nei dettagli o (incomprensibile) vedi cosa hai fatto ..te cosa hai fatto alla Sorbona..hai fatto il corso di francese???? OKmmhh tutte queste cose a lui piacciono ehh cioè .... no no io lo dico nel senso per cioè nel senso per far entrare in simpatia nel senso Meli detto fuori dai denti no .. ci sono varie tipologie di... persone c'è la zoccola, c'è la sudamericana che non parla l'italiano e viene dalla favelas c'è quella un po' più seria c'è quella via di mezzo tipo Barbara Faggioli e poi ci sono io che faccio quel che faccio capito per cui ecco era solo per non confonderti nella massa non sii timida fregatene sbattetene il cazzo e via andare ... ... no no era giusto per... nel senso che perché prima parlavo con Simo no che ovviamente Simo sa dove vado perché non è che gli posso raccontare le boiate no, allora gli ho detto guarda gli ho detto viene su anche la Meli... allora mi fa ..nooo non è che la Meli si prende male perché lei è una brava ragazza perché di qua perché di la ..gli ho detto ascolta Simo ho detto ti prende male di che cosa ??? eehhhh non è che adessocioè voglio dire no, no ma sai., perché poi lui c'ha tutta una sua idea delle cose che comunque è quella che possono avere chi non conosce e chi no sa..capito???

Simo ovviamente sa dove va Nicole (e dove va? A vedere "Baaria" e i comizi di Vendola, pare, no?), e si preoccupa di come La Meli (l'amica) puo' reagire. D'altra parte, se una e' abituata ai cinepanettoni "Baaria" puo' essere veramente mortale, ne convengo...

Altra apparizione della coppia a pagina 276:

Maristelle invita poi Nicole e Simone al compleanno della figlia la prossima settimana
e le chiede inoltre di ivedersi per parlare di un pò di cose

Ancora Simone esce fuori in un dialogo tra "Maristelle" e la Minetti, a pagina 321:

Minetti: anche Simone l'ha detto, mi fa mamma mia, s'è imbruttita un sacco, c'aveva una faccia, due pesti sotto gli occhi...

Infine, ultima apparizione a pagina 385:

Minetti : vediamo, se possiamo
Faggioli: ci facciamo un giretto
Minetti : ho capito, no io sono a casa che Simo è uscito a prendere le sigarette a
prendere al roba da mangiare qua sotto
Faggioli: mh, ma uscite?
Minetti : non credo
Faggioli: no? niente?
Minetti : noo, non ho una gran voglia Baby...

Insomma, m'era venuta voglia (come spero sia venuta a voi) di sapere che tipo fosse, questo Simone. Questo boyfriend che sa quello che fa la Nicole (s'era detto: cineforum e dibattito culturale, no?). Mi aspettavo, lo dico candidamente, un giovane nerd innamorato cotto della Minetti, che l'aveva inseguita da Rimini sino a Milano, e che per amore chiudeva un occhio o magari anche due su alcune serate della sua fidanzata.

Si, buonanotte...

Ecco il manzo con la precedente fiamma, una nota professoressa di filologia romanza di Harvard:

[[posterous-content:pid___0]]Si noti il dizionario "Italiano-UgroFinnico" sullo sfondo della composizione bucolica.

Insomma, il tipo giusto per passare inosservata. Ma non e' tanto il fatto che Simo sia la copia di Corona, che mi inquieta. No: e' quello che fa nella vita, ovvero l'imprenditore che vende (dio mi perdoni E lo fulmini) magliette per cuccare (sic...), che faccio descrivere mirabilmente da questo link di un syto che fa venir voglia di imbracciare uno shotgun e fare una strage gia' dal nome. Mi spiace essere volgare, ma il giudizio sull'idea imprenditoriale e' "cagata pazzesca". Senza se e senza ma.

Insomma, una coppia perfetta per le serate in cui, dopo i'ccurturale gia citato sopra, si passava -ad Arcore- direttamente a i'ccuBo.

 

Barney

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24.1.11

xkcd: Na (Make It Better)

Randall se l'e' presa per la flowchart di "Hey Jude". Ecco la sua risposta, come sempre spettacolare ;->

Barney

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23.1.11

21.1.11

Autospurgo special edition "Papi chula", all news from the World!!!

Son costretto a riaprire la rubrica di svuotamento pozzi neri, causa ingorgo di news che dall'Italia atterrano in ogni dove. Andiamo dunque a dare un'occhiata alle prime pagine di qualche giornaletto straniero preso a caso da qual che ci offrono le varie rassegne stampa su Web.

Il giorno prescelto e' ieri, 20 gennaio 2011. Andiamo a vedere come parlano di noi.

The Financial Times: Titolo principale "Obama and Hu wrestle on disputes". Roba seria: e' il braccio di ferro (in realta' si parla di lotta, nel titolo!) USA-Cina un po' su tutto, meno forte sui diritti umani... ma che ci volete fare? Business is business. Ma in taglio basso abbiamo LA notizia che ci interessa da vicino e che andiamo a commentare per onor di Patria: "Pressure on Berlusconi heats up after salacious documents leaked". Con un sottotitolo "all'italiana": "PM [NdR: Prime Minister] says he has nothing to be ashamed of". No, Silvio, hai ragione: di che ti devi vergognare? Anzi gran bella prestazione, soprattutto quando in mezz'ora te ne sei ripassate sei. A pago, ma e' un particolare irrilevante: i professionisti han sempre bisogno di uno stimolo economico, per rendere al massimo. Magari hai pure contrattato uno sconto-comitive...

Si parte bene, ma The International Herald Tribune, La Tribune, il Frankfurter Allgemeine Zeitung, e lo Handelsblatt, giornaletti provinciali e tignosi aperti in sequenza subito dopo, non si degnano di parlare del nostro Avgusto Dvce, preferendo bischerate come -ancora? Ebbastaa!!- Obama e Hu, la piccola rivolta in Tunisia per il pane (eddategli i cornetti, no?), un articoletto su Goldman Sachs qua e un pezzettino sull'Euro la'. Robetta, insomma, che qualifica questi fogliacci come buoni ad usi che qui non rammento ma che insomma... s'e' capito.  

Le Figaro si adegua alla linea, e osa addirittura stioccare in prima pagina un accenno al fatto che Trenitalia e Veolia stanno costruendo un'alleanza strategica assolutamente vincente, nel trasporto ferroviario europeo. Ma a noi mi dite cosa ci interessano, 'ste notizie? Nulla! Si vòle sapere della Nicole Minetti, diocristo! Les Echos e' addirittura peggio: si azzarda a tritellare i maroni dei suoi lettori con notizie come "Projet Francais d'une petite centrale nucleaire sous l'eau" che non occorre essere stati studenti della Sorbona come il nostro Avgusto Dvce per capire dove vogliano andare a parare (robetta ignobile e inutile ancora una volta. Noi si vole il virile carbone!). Apro senza alcuna speranza pure le prime pagine di Le Monde (come si fa ad aprire con MEZZA PAGINA sulla rivolta in Tunisia, dico io? E con una foto enorme, anche!) e -macchimelofaffare?- The Wall Street Journal. Anche qui, nessun accenno alle performances boccaccesche del nostro degno Dvce. Nulla di nulla su festini, pole dancers, bunga bunga e infermiere procaci.

Peccato: pensavo ci fossimo distinti di piu', stavolta.

E invece rimaniamo dei mediocri guitti, che non son capaci nemmeno di farsi ridere dietro. Solita Italia.

 

Barney

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xkcd: World According to Americans

http://xkcd.com/850/

La mappa del mondo per come lo vedono gli americani. Cliccate fiduciosi: e' roba di Randall :-)

Barney

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17.1.11

Il potere di una firma (elettronica)

[Ringrazio Arianna C. per lo spunto involontario che mi ha dato per questo post. Dopo un botta e risposta su faccialibro, e un "Ma sei sempre il solito rompicoglioni!" dettomi in faccia grazie ad un casuale incontro, non posso certo far finta di nulla, no? :-)]

Capita a volte che un argomento minimale, che sta ai limiti percettivi dei nostri piccoli interessi egoistici, esca fuori -per coincidenze astrali irripetibili- un numero di volte esagerato in uno spazio di tempo ridotto. E quindi viene d'imperio promosso da rumore di fondo a stella del proscenio della nostra vita, seppure per un breve attimo. A volte questo attimo fa molto rumore, altre volte passa quasi inosservato, altre ancora una via di mezzo ovviamente. Questa e' la storia di un battito d'api che ha provocato un post.

L'argomento in questione e' infatti la moria di api e di altri imenotteri sociali che ha luogo da anni in varie parti del mondo. Probabilmente ne hanno ri-parlato in vari telegiornali in questi giorni, forse l'argomento e' stato trattato (in una pagina interna) pure sui giornali, mi pare di avere capito che addirittura e' saltato fuori in un talk show televisivo; fatto sta che io -lo confesso- non m'ero accorto di nulla. Mercoledi' scorso ne hanno parlato -marginalmente- un paio di colleghi a pranzo. Ho carpito un paio di frasi, con dentro le parole "Neonicotinoidi" e "Zaia". Per farla breve: pare che una delle teorie piu' accreditate colleghi la moria di api all'uso indiscriminato di neonicotinoidi, i quali sarebbero la principale -se non unica- causa delle morti . Zaia (l'ex Ministro dell'Agricoltura) avrebbe vietato l'uso di tali veleni mortali, e cio' spiegherebbe come mai le api italiane muoiono "meno" di quelle tedesche o francesi. Gli americani invece spargono a ettolitri i neonicotinoidi, e ovviamente proprio negli USA ci sarebbe una strage di insetti.
Il giorno dopo uno dei colleghi che discuteva della cosa invia una email che si intitola "giusto perche' ne parlavamo oggi", e contiene un link. Questo qua.
In sintesi: le morie delle api sono cicliche, e possono essere ricondotte a vari fattori (funghi, virus e acari soprattutto. Con -certamente- l'aiuto di pesticidi, ma come componente minimale).
Il fattore responsabile delle ecatombi di quest'anno pare sia un virus ad RNA, diffuso attraverso i pollini.
A supporto la pagina web porta un articolo pubblicato sulla Public Library of Sciences (non il "Giornalino di SuperPippo", quindi). Mi pare che la questione sia trattata egregiamente, e che le prove addotte all'ipotesi-virus siano solide. Per me (e per i miei colleghi) il caso e' chiuso e il colpevole individuato. Il cattivo ingiustamente incarcerato ("i neonicotinoidi") quasi riabilitato, o almeno scagionato da questo omicidio.
 
Il fascicolo, pero', si riapre inaspettatamente un paio di giorni fa grazie al cambiamento di stato di Arianna su FB. Arianna e' una biologa come una volta ero pure io, non quindi una sprovveduta. Avverte i suoi contatti su Facebook che ha appena firmato una petizione su www.avaaz.org. Una petizione su una emergenza globale delle api, per "vietare pesticidi killer che stanno uccidendo le api e mettendo in pericolo la nostra catena alimentare".

Forte delle argomentazioni -come s'e' visto- casualmente reperite un paio di giorni prima replico con la mia solita sintesi pregna di simpatia quanto un posatoio da pollaio: "cazzate".
Linko anche (per correttezza) la pagina di Salmone.org dalla quale ho estratto le mie granitiche certezze. E mi calmo :-)
Io -va detto- sono una delle persone piu' apodittiche in assoluto, ma adoro discutere, ovviamente se la discussione ha basi interessanti. Questa le aveva, le basi. Ma Arianna replica come -secondo me- non avrebbe mai dovuto: usando come argomento il principio di autorita'. La petizione l'ha promossa Avaaz, QUINDI ha un senso, QUINDI deve essere vera.
Ora: posto che il sistema per cementare il mio punto di vista e' pormi davanti il principio di autorita' e nello stesso tempo evitare di fronteggiare i dati citati, andiamo a vedere cosa e' Avaaz, e dimentichiamo quindi per sempre il motivo per il quale le apine stiantano a camionat milion miliardi.

Www.avaaz.org vi porta alla homepage dell'organizzazione. Home che mostra al centro una serie di immagini che ciclano e che raccontano delle principali campagne di raccolta firme (da ora in avanti: "petizioni") attualmente in corso. Ci torno subito. Prima va detto che subito a destra c'e' un box fucsia (lo sfondo del sito e' azzurro, e il contrasto e' notevole. Oltre che obiettivamente bruttino) con il motto dell'organizzazione e un counter corpo 26 che avverte che il movimento Avaaz a quel determinato attimo conta (nel mio caso) 6.626.775 membri.

Il sito -lo dico subito- mi pare sostanzialmente innocuo: non dovrebbe fare mailaddress harvesting per spammer (sebbene vi siano alcuni che la pensano diversamente), e' appoggiato da MoveOn.org, che e' un movimento USA "apolitico" (ma certamente piu' vicino ai democratici che ai repubblicani, tanto che Obama molto vi si e' appoggiato per vincere le elezioni) ha finalita' che mi paiono lodevoli ma... inutili. Come drawback, si scopre che potrebbe essere finanziato pesantemente da George Soros, che a sua volta e' uno dei personaggi piu' discussi dell'economia mondiale. Ah, l'altra cosa molto negativa per me e' il solo fatto che "raccolgono firme". Adesso a raccogliere firme "fisiche" son rimasti i radicali -innocui- e quegli ex-drogati cattonaziskin dei Lautari, cui rispondo sempre "No, grazie: sono antiproibizionista convinto", e tanto basta per levarseli dai coglioni.

Quello che mi perplime e' l'utilita' di azioni come questa, di organizzazioni che raccolgono firme per le petizioni piu' disparate. Tralascio il commento sull'altra faccia dell'organizzazione: la raccolta di fondi per le emergenze umanitarie, perche' non ho idea se gestiscono onestamente la cosa.
Ma ecco alcune delle raccolte attualmente "firmabili", o scadute da poco, oltre a quella delle api che e' onnipresente:

  • Western Union: abolizione delle commissioni ritenute "predatorie" (posso capire lo spirito, se pensano di cambiare le cose con la petizione auguroni)
  • Appello alle industrie del cacao per fermare la guerra in Costa d'Avorio (io voto per un appello a Superman. Sarebbe sicuramente piu' efficace nel dirimere quella lite tra pastori per questioni di eredita')
  • Appello alla Corte Costituzionale Italiana perche' bocci la legge sul legittimo impedimento (questo e' conflitto di interessi, Cribbio!)
  • Campagna per il cessate il fuoco a Gaza (ho detto Superman, la' sopra!)
  • Campagna per la chiusura di Guantanamo (si, in effetti Obama l'aveva promesso... Ma allora chiederlo direttamente a lui no, eh?)

Insomma: ottimi argomenti, per carita' (beh, ottimi: dipende da chi sei; per il CEO di Western Union, per dire, la prima e' orripilante). Ma io mi chiedo se la gente che aderisce, quei 6.626.973 membri (siamo gia' aumentati di un duecento persone, in una decina di minuti) che hanno firmato per le api e per gli elefanti, per Guantanamo e per Sakineh hanno mai provato a quantificare l'efficacia del loro gesto, l'impatto pratico che lo scrivere il proprio indirizzo email in una form ha sui problemi del mondo. Secondo me l'efficacia e' zero o molto prossima allo zero. Anzi: l'impatto e' negativo nelle persone come me che odiano questo tipo di attivita'.

Mi viene sempre in mente, quando vedo 'ste campagne, che e' molto -troppo- facile agire cosi'. Son buoni tutti a (credere di) salvare una camionata di apuzze firmando una petizione.
Magari avrebbe piu' senso -e sarebbe molto piu' impattante per gli insetti- piantare delle siepi di Rosa canina, o lasciare le Acacie in giardino, o destinare un terzo del prato a fiori di campo. Li' si che le api ringrazierebbero: perche' le rose e gli altri fiori se li ciucciano.
Le firme, con tutta la buona volonta' che le poverelle ci possono mettere, se le sbattono sui coglion friggono.

Barney

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3D

Randall, sei un fottitissimo genio.

 

 

Barney

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11.1.11

Why Is Nobody Calling Jared Loughner a Terrorist? - Culture - GOOD

Altro esempio di prospettiva. L'autore del pezzo si chiede come mai a nessuno e' venuto in mente di chiamare lo sparatore di Tucson "terrorista".

Barney

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le carte in tavola | Guido Catalano

da quando sul mio blog ho messo una poesia
che si intitola “io ho visto le donne nude”
ho ricevuto – ad oggi – 18.414 visite
di gente che cerca su google “donne nude”
contro 18.290 che cerca il mio nome e cognome
la poesia è stata inserita sei mesi fa
il blog è stato aperto cinque anni fa

Guido Catalano, poeta (forse) scoperto grazie a Yossarian, disegna un mirabile ritratto di donna e di navigatore di internet con "Le carte in tavola".
Manca un qualsiasi accenno alle scarpe, se non si considerano i tacchi gruiformi: il vero problema delle scarpe da donna e' il numero di paia per soggetto.

Barney

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9.1.11

Perchè ci piace Bansky e Povia no?

Ieri mattina mi ha colpito un bell'articolo di Alex Ross tradotto su Repubblica e affiancato dal commento di Baricco (che francamente aggiunge poco a quanto scritto dal critico musicale americano, ma per il tipico provincialismo italiota rafforza -nella mente semplice dei redattori di Repubblica- il messaggio di Ross). La questione trattata era: come mai la gente scappa a gambe levate quando, a teatro, l'orchestra comincia a suonare roba di Schoenberg o Steve Reich o Arvo Pärt (chiunque siano questi tipi, sia detto per inciso), mentre i musei d'arte moderna attraggono milioni di persone esponendo opere di Pollock, Warhol, Klee?

Io sono francamente ignorante, nel campo della musica colta. Arrivo a malapena a Philip Glass, che scoprii da molto giovane perche' non ricordo quale dei rockettari che ascoltavo (e ascolto tuttora) dichiaro' (A "Rolling Stone"? A "Chitarre"? Insomma, a una roba del genere) che Glass lo aveva profondamente influenzato. Ricordo che influenzo' pure me, nel senso che l'ascolto di una facciata dell'LP che mi procurai fu sufficiente a farmi dichiarare Philip Glass peggio di qualsiasi garage band NewYorkese. Poi i giudizi son cambiati, e in tempi meno giurassici ho acquistato -ed ascoltato- dischi di Mertens e di Nyman, scoperti ovviamente grazie a Peter Greenaway e ai suoi film, ma sospetto non si possano definire "musica colta".

Per quel che riguarda le arti visive sono ugualmente un ignorante visto che i fumetti non penso contino, ma e' evidente che Ross e Baricco hanno ragione: un Klee lo si puo' fruire anche senza essere critici d'arte, e molte persone (me compreso) visitano musei d'arte moderna.

Ma in questi giorni la potenza evocativa e la assoluta semplicita' (a volte) delle arti visive contemporanee m'e' venuta in mente anche in riferimento a questa raccolta di foto prese nell'aretino da un collettivo di street artisti dei nostri giorni. Il sito e' interessantissimo, e pieno di stupendi esempi di come si possano riempire -letteralmente- le citta' di opere d'arte che si confondono a tal punto con l'architettura del luogo da sembrare elementi necessari dell'insieme. Le foto rappresentano dei cartelli stradali "hackerati" in maniera semplice ma assolutamente evocativa. Un esempio qua sotto:

Figura 1: Segnale di divieto di lavoro, forse...

Come esempio estremo di street art vi lascio alla contemplazione di una delle opere piu' note di Bansky, lo street artist di Bristol:

Figura 2: No Future, Bansky.

Ah, rimarrebbe da spiegare cose c'entra "Povia" con tutto il resto. Nulla, e' chiaro. Solo, mi serviva un riferimento piu' basso dello "0", qualcosa che avesse scavato in profondita' nei meandri della spazzatura spacciata per musica. Ecco, Povia e' perfetto.

 

Barney

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4.1.11

Consigli per gli acquisti

Non ho controllato se il Deuteronomio dice cosi', ma non ci sarebbe mica da stupirsene troppo, eh?

Barney

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Il giallo scandinàvo 2 - il ritorno delle menti semplici

Dopo l'approfondita analisi del fenomeno letterario del secolo, ovvero l'inusitata ed inspiegabile ascesa nelle classifiche di mezzo mondo dei "gialli" vichinghi (disamina reperibile qui), sono costretto a tornare sull'argomento dalla pressante attualita'. Nella gita a Roma, che ha compreso come quasi sempre la visita alla Libreria Fanucci, m'e' capitato di imbattermi in una pila di "gialli" svedesi/norvegesi/finlandesi che avevano tutti una affascinante caratteristica in comune. Dato che una immagine vale piu' di mille parole passo a mostrare quattro indecenti e orribili fototessera prese al volo tra la folla che si accalcava negli angusti spazi di Piazza Madama. La qualita' e' quella che e' solo per colpa mia che scattavo con una mano sola: Figura 1: Non credo si parli del Papa, o di Padre Pio.

Figura 2: Mestieri del passato, parlando di Circo ovviamente.

Figura 3: Scuola primaria, credo.

Figura 4: Un classico del genere.

Giuro che questi quattro libri giacevano in pile ordinate, l'uno accanto all'altro. Si tratta di uscite recenti, in cui la semplificazione del plot tipica deli giallo Scandinàvo e' giunta a punte Zen quasi insuperabili, partendo gia' dal titolo del romanzo. E' facile immaginare, ad esempio, che il protagonista cattivo del libro di figura 3 si diverta a marchiare le sue vittime con -suspance...- lettere dell'alfabeto (o lascera' una "A" scritta col sangue sul muro la prima volta che sgozzera' una giovine vittima, una "B" la seconda volta e via cosi' fino alla "Z"), o che nel libro di figura 2 vi sia un adepto di Franz Anton Mesmer. Insomma, oltre agli altri ingredienti ineludibili del tipico giallo nordico c'e' pure 'sta roba del titolo "articolo-nome" a prova di leghista ubriaco.

Tutto questo vi potra' sembrare ancora piu' strano ed incomprensibile se solo aggiungo un ulteriore particolare, assolutamente vero, alla storia. Ho portato con me un solo libro, da leggere la sera prima di addormentarmi. Un giallo svedese che mi ha prestato la mia vicina di casa la sera prima di partire. Ecco... non so come dirlo, ma quel libro riesce ad elevare l'arte Zen della semplificazione del titolo a livelli ninja. Si tratta di questo libro qua:

Figura 5: Senza parole.

Un giallo svedese che si intitola "il Cinese". Il Giallo che si intitola "il Giallo". Tout se tient...

 

Barney

 

 

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1.1.11

Time Compression

Siamo di ritorno dal cenone di fine anno, e -ieri- da una gita di tre giorni a Roma. Per quel che riguarda il cenone, nulla da segnalare se non il fatto che ho finito praticamente da solo un ottimo panettone, e che non capisco l'ottimismo che circola. Forse la gente pensa che l'onda non arrivi... Mah.

Per quel che riguarda Roma, e' stata come sempre una bella esperienza, e una sfacchinata mostruosa nello stesso tempo, e cosi' giustifichiamo il titolo del post. Siamo riusciti a visitare "a caso" il centro il primo giorno, con fermata obbligatoria alla libreria Fanucci (quella "storica" di Piazza Madama) e -prima- alla Fandango Incontro che ospita la bella mostra "Paz e Pert" (che ho imposto come tappa obbligata per la giornata. Bella mostra, ma tutte le volte che penso che Paz s'e' ammazzato mi incazzo come un picchio).

Il secondo giorno siamo invece partiti per visitare la GNAM, e ci siamo trovati al MACRO, museo consigliato a tutti sia per la bellezza architettonica del luogo (la ex fabbrica Peroni ristrutturata benissimo), sia per le opere esposte (da non perdere, fino al 16 gennaio, la geniale "Treccani sottolio"), sia, infine, per la localizzazione nella citta' (siamo a un tiro di schioppo da Termini, nella zona famisissima -in questi giorni- di via dei Villini, in cui ci sono alcune tra le piu' belle ville Liberty di Roma). La sera, lasciata la consorte ad assistere ad un balletto di Roland Petit all'Opera, ho trovato il modo di non morire assiderato assistendo assieme ai figlioli alla proiezione di "Porco Rosso" al Cinema dei Piccoli di Villa Borghese. Grandissimo film, di un grande regista, arrivato in Italia con quasi venti anni di ritardo rispetto al resto del mondo.

[[posterous-content:pid___0]]

A segnare la differenza tra noi e gli altri: esattamente vent'anni di ritardo...

 

 

Barney

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