12.9.12

Stasera parliamo di pizzi, balletto e ricamo al tombolo. Ovvero: se non sai un cazzo dell'argomento stai zitto, no?

Ovviamente non si parlera' di pizzi, ne' di balletto, ne' tanto meno di ricamo al tombolo.

Non ne capisco una mazza, e farei una figura barbina. Come se un critico cinematografico si mettesse -che ne so?- a parlare de "Il cavaliere oscuro - il ritorno", senza avere manco preso in mano un cazzo di fumetto di Batman, e terminasse il suo pezzo richiamando la strage di Denver. E osannando un cinema che fu, dei "Coppola, Scorsese e altri" (Altri? Si, ad esempio Brian De Palma, per dire. O -tanto per andare sul cinema d'essai- Stalney Kubrick. O Woody Allen, Michael Cimino, Robert Altman... "Altri" mi pare un po' un understatement).

Veramente mi fa imbestialire questo voler essere contro il mainstream e risultare alla fine allineati a tutto quello che la cultura della massa vuole che tu sia. E cosi', l'ultimo "Batman" va visto (e il nostro critico c'e' andato), ma va criticato questa metafora della lotta bene-male, con il bene che bene non e' del tutto, e questo oscuro personaggio che non uccide ma lascia feriti e storpiati in terra come mosche senza un apparente motivo.

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Io il film l'ho visto, e ho letto i fumetti che il film hanno ispirato. E non mi pare -obiettivamente- un cinema per fanciulli. Non piu' di "Taxi Driver", per dire, uno dei capolavori assoluti di Scorsese, che ha una intensita' psicologica paragonabile a quella della trilogia di Nolan.

Una analisi molto piu' approfondita sia di quel che potrei fare io, sia dell'abborracciata critica del Rocchi (che per contratto con se stesso deve essere contro tutto e tutti) la si trova da qualche giorno su "Dissonanze", ottima rivista online di cultura a 360°. Il pezzo e' il primo di una serie dedicata all'analisi filologica dei fumetti che hanno ispirato Nolan nel suo lavoro cinematografico, ma si legge in pochi minuti e fa capire molto di quel che al cinema non viene detto.

Chiudo l'invettiva (scatenata dal modo in cui si considera il fumetto una puttanata, alla stregua di una cosetta da bambini) con la citazione da me abusata di una delle trasposizioni cinematografiche di fumetto piu' emozionanti di sempre (ma diciamo una delle scene cinematografiche piu' belle tout court): la lettera di Valerie in "V per Vendetta".

Se il signor critico Rocchi volesse cortesemente visionare pure il fumetto di Alan Moore e David Lloyd, poi mi rammenterebbe, e rammenterebbe le Scarlett Carson, e quell'ultimo centimetro di liberta' che distingue il conformista mascherato dall'anarchico vero...

 

Barney

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